MATTINATA BOLLENTE DAVANTI ALLA LIDL DI NOVI LIGURE

Le maestranze hanno manifestato per ottenere migliori condizioni retributive

  

Buoni solo a far profitto!”, questo lo slogan con il quale i dipendenti della Lidl di Novi Ligure (Al) sono scesi in piazza per dimostrare contro le proposte che l’azienda ha presentato nel corso delle trattative per il rinnovo del contratto.

Nel corso di queste trattative, come si legge nel volantino distribuito dai manifestanti, l’azienda riconoscerebbe ai lavoratori “soli 150 euro di buoni spesa”, un trattamento questo giudicato irrisorio a fronte dell’impegno che le lavoratrici e i lavoratori della Lidl spendono ogni giorno per fare “girare le ruote” di questo colosso della distribuzione alimentare che in media, leggiamo, macina 250 milioni di utili all’anno.

I dipendenti dell’azienda, questa mattina dietro gli striscioni della UIL – Turismo – Commercio e Servizi, hanno detto a chiare lettere che “sono stufi” di questa situazione.

A noi, che in questo momento stiamo scrivendo, a fronte degli utili dell’azienda e delle condizioni contrattuali in cui versano queste maestranze, fortunatamente tutelate dai sindacati, altro non può che venire alla mente la nostra Costituzione, da così tanti politici osannata ma ancora in attesa della sua completa applicazione.

Se infatti si fosse dato sin dal 1948, anno in cui la nostra Costituzione repubblicana entrò in vigore, corso all’Art. 46 della Costituzione stessa, dove si legge che la “Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge, alla gestione delle aziende”, oggi le cose sarebbero ben diverse.

Questo articolo della Costituzione infatti introduce il principio della “cogestione”, ovvero quel principio per il quale chi lavora ha il diritto ad entrare nella “stanza dei bottoni”, per dirla alla Pietro Nenni, delle aziende per le quali produce ricchezza.

Mai a nessun governo di qualsiasi colore è passata per l’anticamera del cervello l’idea e la volontà di dar seguito a questo articolo, anche se tutti sventolano la Carta costituzionale come se fosse una madonna pellegrina!

Se tale articolo della Costituzione oggi fosse operativo, queste maestranze, o una loro rappresentanza sindacale, potrebbero essere comodamente sedute nel Consiglio di Amministrazione dell’azienda per la quale lavorano e lì chiedere conto di compartecipare agli utili, in questo caso 250 milioni annui, che l’azienda stessa, anche e soprattutto grazie alle sue maestranze, produce.

Qualcuno dirà: ma l’azienda ha sulle sue spalle il cosiddetto rischio del capitale! Certamente ma anche i lavoratori hanno sulle loro spalle il rischio del capitale perché se l’azienda non produce o produce male o il mercato non tira a rimetterci per prime sono proprio le maestranze perdendo il posto di lavoro!

Gian Battista Cassulo

    

Il reportage fotografico è pervenuto in redazione tramite il nostro corrispondente e videomaker Umberto Cecchetto

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