LA GATTA DI CLEOPATRA

Il libro di esordio della scrittrice alessandrina Sonia Fogagnolo

Sonia Fogagnolo, scrittrice alessandrina, reduce dal positivo riscontro di critica e pubblico al recente Salone del Libro di Torino, nel mezzo del tour promozionale in corso in tutta la provincia, ha rilasciato una simpatica intervista al nostro inviato. L’autrice ha già definito ulteriori date di incontro con il pubblico: 7 giugno a Castelletto Monferrato e 21 giugno a Solero, il paese in cui abita. L’avvincente avventura si avvale del contributo della giovane creativa alessandrina Elena Martinelli che ha curato le splendide illustrazioni del racconto.

Un’avventura tra storia e leggenda, che intreccia amicizia, mistero e magia. Un viaggio per chi ha il cuore di un esploratore e l’anima di un felino

Myt non è una gatta qualunque: è la compagna fidata di Cleopatra, giunta a Roma da Alessandria d’Egitto. La sua vita cambia quando un inseguimento azzardato la intrappola in un’anfora su un carro destinato a trasportare vino pregiato, dono di Giulio Cesare alla regina. Finisce così in una terra sconosciuta, Aquae Statiellae, l’odierna Acqui Terme, dove l’attendono pericoli, incontri inaspettati e prove da superare. Lontana dalle comodità del palazzo reale, Myt dovrà imparare a fidarsi degli altri e, soprattutto, di sé stessa.

Con l’aiuto dei gatti di una colonia, scoprirà il valore dell’amicizia e capirà cosa significa essere un felino: agire con astuzia, muoversi con eleganza e adattarsi a qualsiasi situazione. Per tornare a Roma e ritrovare Cleopatra, Myt dovrà contare sul suo istinto e trovare una forza e un coraggio che non ha mai creduto di avere.

ED ECCO LA NOSTRA INTERVISTA ALL’AUTRICE

Ciao Sonia, che splendido colore questo vino, cos’è?

È brachetto, Brachetto d’Acqui, il nostro vino aromatico autoctono, profumato, piacevole, una chicca del nostro territorio provinciale, ideale con la crostata di lamponi che stai per assaggiare.

Quindi, immagino che io sia praticamente obbligato a scrivere solo elogi di te, di Myt e del tuo libro…

Naturalmente!

Va bene, partiamo, allora. Brachetto, gatti, Cleopatra, Cesare, carri romani e anfore in viaggio, leggende dell’antico Egitto dove il gatto era equiparato ad una divinità e trattato con tutti gli onori. Altro che le superstizioni sui gatti neri tramandate dal Medio Evo. Quanto brachetto hai bevuto prima di scrivere questo racconto per ragazzi?

Bella domanda, grazie. Non lo so. Mi contengo nel bere vino; lo apprezzo nella giusta misura. Gradisco in particolar modo il nostro moscato ed il nostro brachetto. Quest’ultimo, il brachetto, lo abbino con i dolci che più mi piacciono, ad esempio la crostata che ti ho preparato quest’oggi, con le mie mani. Inoltre, in abbinamento con le fragole il brachetto è fantastico: lo dicono anche i guru delle varie associazioni eno-gastronomiche. Io amo la storia, la storia antica in particolare. Amo legare i fatti realmente accaduti, riscontrabili, con i miei arabeschi letterari, come fossi una ricamatrice chiamata a intarsiare una stoffa lacerata, poiché, come tutti sanno, i social e You Tube non potevano testimoniare ogni minimo dettaglio della vita quotidiana all’epoca.

Tornano al tema del libro, i gatti, l’antica Roma, il brachetto…

Già. Torniamo al brachetto d’Acqui. Gli antichi romani già conoscevano questo vino eccezionale, dolce, frizzante, profumato. Gli antichi romani erano un popolo di gaudenti, altro che battaglie in Britannia: amavano i piaceri della vita ed i piaceri termali in particolare. È arcinoto. Lungo la via Aemilia Scauri, da Derthona (l’odierna Tortona) a Vada Sabatio (l’odierna Savona) avevano “scoperto” le acque termali di Aquae Statiellae. Scoperte fino ad un certo punto, in quanto, prima di loro, ceppi di popolazioni liguri ed ancor prima tribù risalenti al neolitico erano presumibilmente a conoscenza dell’esistenza di queste acque sulfuree, calde, curative e benefiche.

Ti sei quindi divertita a creare un set cinematografico?

Certamente! È stata per me un’esperienza di enorme creatività. Ne sono entusiasta. Il nostro mondo ha bisogno di creatività, di immaginazione, in tutti i settori. Nella vita mi occupo di insegnamento in una scuola primaria. Cerco di aiutare i miei alunni a sviluppare la capacità di utilizzare gli strumenti a disposizione per realizzare qualcosa di proprio. Come ho fatto io per scrivere questo racconto: ho estrapolato informazioni sulla storia, sul vino, sui gatti; le ho composte, come fosse un puzzle, sfruttando le infinite potenzialità della mente umana.
Sono quotidianamente a contatto con i ragazzi e sono molto fiduciosa sulle loro potenzialità. In un domani prossimo venturo saranno in grado di capitalizzare le enormi velocità dei sistemi informatici a raccogliere e organizzare le informazioni, per essere in grado loro stressi di creare qualcosa di innovativo, avvalendosi di strumenti avanzati di supporto come l’intelligenza artificiale, senza rischiare di esserne sopraffatti, mantenendo intatta la funzione del nostro meraviglioso intelletto. Come dicevo poc’anzi, anche io, prima ancora di scrivere una riga del racconto, ho raccolto molti dati storici, evidenze, fatti, documenti e mi sono inventata un percorso avventuroso, ricco di suspence, in grado di attrarre l’interesse del lettore giovane. Mi sono posta l’obiettivo di costruire una trama convincente che potesse suscitare curiosità, stimolare i ragazzi, creare in loro l’incipit dell’attesa del piacere di dedicarsi, finalmente, al momento giornaliero della lettura.

Ma, in aggiunta a quanto è già riportato dal tuo editore PAV Edizioni nell’hightlight di questo articolo, non ci anticipi proprio nulla?

Ti ho già anticipato del brachetto, vino noto ai romani e, secondo una leggenda, particolarmente gradito dalla regina Cleopatra. Il vino nella storia è presente in ogni più piccolo frangente, che sia bevanda rituale o stimolo per i soldati destinati a una fine ingrata. Vi sono elementi di curiosità: ad esempio, lo sapevi che nell’antica Roma, solo gli uomini potevano bere il vino? Alle donne era vietato, almeno nei periodi iniziali dell’epopea romana. Pensa che gli uomini avevano persino il diritto di baciare in bocca la donna per verificare se quest’ultima avesse assaggiato vino. Nel caso, le pene erano molto severe e prevedevano dall’isolamento al buio per un periodo di tempo sino a punizioni più pesanti. Cleopatra, donna libera, di origine macedone, regina proveniente dall’Egitto, giunta a Roma al seguito di Cesare, è un primo esempio forte di emancipazione femminile, anche attraverso il vino.

Quindi lasciamo che il pubblico scopra passo dopo passo i segreti del tuo racconto. Un libro per ragazzi, se ho ben capito?

Si, un racconto illustrato per ragazzi, con splendide illustrazioni realizzate da Elena Martinelli.

Cos’hai nel cassetto?

Un libro per adulti, naturalmente!

V.M. 18?

No dai, un romanzo destinato ad una platea più ampia. Per la verità l’ho già completato e l’ho persino presentato ad un concorso letterario nazionale, il premio Andrea Torresano: ha ottenuto il secondo posto. Mannaggia! Ora è in procinto di essere pubblicato, ma te ne parlerò la prossima volta. Ti posso solo anticipare che è vagamente fantozziano e ambientato nel mondo del lavoro.

Prima di salutarci, e di salutare i nostri affezionati lettori, desideravo farti i complimenti: il tuo giardino è uno splendore. Fiori, piante, la vasca in pietra con i pesci rossi, le casettine per il ricovero degli uccelli, una miriade di gatti. Ma quanto lavora tuo marito per tenere in ordine tutto ciò?

Lavora il giusto, dalle 18 alle 20 ore al giorno… Poi, i nostri gatti sono una minoranza rispetto alla colonia che giornalmente accogliamo e spesso ospitiamo anche a pranzo e cena. Sono, anzi siamo entrambi (mio marito ed io, n.d.r.) molto affezionati ai felini, i nostri e gli ospiti che si avvicendano in continuazione. Auspichiamo dalla vendita del libro un fattivo contributo economico per migliorare ulteriormente la qualità dei nostri servizi di accoglienza ai veri padroni di casa: quelli con le vibrisse e il passo elegante!

Davide Pietro Boretti

LA NOSTRA RONDINARIA

Considerata l’ambientazione del romanzo qui proposto dalla bravissima scrittrice alessandrina, ecco qui sotto una planimetria e alcune note su Rondinaria, la mitica città dell’oro il cui quadrilatero con centro a Silvano d’Orba era posto a difesa del territorio controllato dalle legioni di Giulio Cesare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *