
Un reperto storico fortunatamente ritrovato tra i filari di una vigna
Questa è la storia di un fucile napoleonico fortunatamente ritrovato tra i filari di una vigna in quel di Capriata d’Orba (Al) che racchiude all’interno della grande storia – quella dell’epopea napoleonica che lasciò il suo segno anche nelle terre dell’Oltregiogo con la grande battaglia del 15 agosto 1799 – la storia più piccola ma non meno importante di mio nonno Batista Cassulo.
Mio nonno agli inizi del secolo scorso emigrò in cerca di fortuna alla volta degli Stati Uniti e, sulla base dell’Immigration Act del 1882, si imbarcò a Genova su un “vapore” della compagnia “Navigazione Generale Italia” che faceva capo al Conte Edilio Raggio, e su quella “carretta del mare”, come erano definite quelle precarie imbarcazioni, raggiunse la “terra promessa”, sbarcando sull’isola di Ellis Island.
Su quest’isola, sita là dove l’Hudson si getta nella baia di New York, mio nonno fu trattenuto per un mese per l’identificazione e per apprendere le parole chiave onde potersi muovere nel nuovo continente e, dopo aver giurato fedeltà alla Costituzione statunitense promulgata nel 1787, mise finalmente piede sul suolo americano alla volta di Avella in Pennsylvania, dove lo attendeva il suo lavoro nelle miniere del posto.
Con i cespiti guadagnati scavando in miniera, riuscì a raggranellare una discreta fortuna e, prima della grande crisi del 1929, ritornato in Italia, comprò casa e podere con campi e vigne al suo paese natale, Capriata d’Orba, dove, non so bene perché, lo chiamavano “l’americano”, o meglio “Ir Quinze”.
E proprio in una vigna che aveva acquistato sulle alture del paese verso la Giora, un giorno, arando tra un filare e l’altro, trovò un vero reperto storico: un fucile napoleonico.
E qui la vita di mio nonno si intreccia con la vita di un’altra persona della quale non sappiamo nulla, ovvero con la vita di quel soldato, che durante la grande battaglia del 15 agosto del 1799, combattuta tra Novi e Pasturana, forse cercando una via di fuga, venne a cadere su queste colline.
Mio nonno tenne a lungo questo cimelio, ripulendolo e sentendolo come il segno di un comune destino: il suo destino, che da emigrante era riuscito a costruirsi una vita di libertà, e il destino di quel soldato venuto a morire per quella libertà che le bandiere napoleoniche propugnavano con la caduta dell’Ancien Régime.
Oggi quel fucile, che anch’io conservavo gelosamente, ho deciso di donarlo a chi veramente compete, ovvero alla Società Storica del Novese che tra le sue sale ne ha una dedicata alla storica “Battaglia di Novi”!
Gian Battista Cassulo
Il filmato è stato girato dal videomaker de “l’inchiostro fresco”, Umberto Cecchetto












Ottimo! Bella narrazione storica del nostro territorio e del cielo donato alla società storica Novese al dott. Decicco!
Del cimelo••