ALESSANDRIA, ALLA SALE D’ARTE LA MOSTRA PERSONALE DI DAVIDE MINETTI

Le Sale d’Arte tornano ad ospitare un’esposizione dedicata alla pittura dopo numerose proposte di grande interesse legate alla fotografia che hanno visto esporre Alice Zanin, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin e Maurizio Buscarino

La mostra, curato dall’Architetto Armanda Tasso, ripercorre il percorso stilistico compiuto dall’artista – dagli esordi alle tele concluse proprio in questi mesi per la mostra – attraverso la presentazione di circa una sessantina di opere articolate in tre sezioni nelle Sale Morbelli, Migliara e Caffassi delle Sale d’Arte.

Il percorso stilistico di Davide Minetti passa dalla figurazione piena dei ritratti in acrilico della fine degli anni ’90 in cui rende omaggio ai suoi amati musicisti, alle grandi tele fortemente materiche dei primi anni 2000.

L’opera Figure di Suburbiadel 2002, esposta nella Sala Migliara segna il momento di transizione tra la pittura di figura e la scomposizione della forma in densa materia cromatica. Nella Sala Migliara è ampiamente illustrata la produzione pittorica degli anni 2000 contraddistinta da una pittura fortemente materica che traduce con splendide cromie il suo sentimento della natura, mare, pianure, laguna, un sentimento che paradossalmente approda in alcune opere, quali Danze liquidedel 2007, o le più recenti come Amigdale o Fauna post covid del 2024, con un approccio fortemente emozionale a contenuti antinaturalistici.

Tra gli stili e gli autori che hanno influenzato l’opera di Minetti possiamo annoverare tutta la pittura espressionista, Afro per la fase più astratta ed informale, Corot, Courbet, Cezanne e Constable per i paesaggi più recenti esposti in Sala Morbelli. Tra le opere più interessanti Pieve”. L’opera rappresenta la chiesa di impianto romanico della SS Trinità da Lungi, isolata nella campagna tra i paesi di Castellazzo, paese originario dell’artista, Casalcermelli e Portanova. Un luogo sul quale Minetti è tornato più volte, che costituisce per l’artista una sorta di montagna Saint Victoire cezanniana.  Con Pieve la pittura di Minetti è stata paragonata a quella di Constable per l’uso della spatola e per la tecnica nella quale l’immagine nasce dall’accostamento di macchie e filamenti di colore. Molto suggestiva anche nella Sala Morbelli l’opera Deposito Ferroviario e l’installazione ambientale site specific che mette insieme appunto alcuni pezzi di massicciata ferroviaria e materiale raccolto lungo i fiumi Tanaro, Bormida e Orba.

La Sala Caffassi è dedicata alla ricerca sperimentale dell’autore. Minetti in queste opere recenti torna alla tecnica di incisione su linoleum, la così detta linoleografia, nella quale sembra tornare al “bianco e nero” dei primi fumetti e dei ritratti in acrilico degli anni ’90. Le linoleografie rappresentano in prevalenza paesaggi e luoghi di Alessandria. Sempre in Sala Caffassi la serie di piccoli dipinti dedicati a Venezia e l’interessante lavoro sperimentale costituito dalle opere dipinte sulle scatole delle ostriche Bleu”. L’artista usa questo inusuale materiale di recupero non come semplice supporto, ma conservando una parte dell’originale, a volte qualche parola o frase a volte parti d’immagine, in dialogo con il suo intervento pittorico e prefigurando un nuovo percorso artistico e sperimentale.

Andrea Macciò

La mostra è organizzata da Asm Costruire Insieme con la Città di Alessandria e promossa da Alexala Agenzia Turistica locale della Provincia di Alessandria. Alla realizzazione dell’esposizione hanno contribuito le aziende INTERIORS di Tiziana Pizzarelli, LUXURY WINE & FOOD Retrogusto Enoteca di Raffaele Biancardi e TREND Auction di Gianni Porzio. È inoltre stato realizzato per l‘occasione un catalogo delle opere esposte che si avvale di contributi scritti di Carlo Pesce, Gianluigi Ferraris, Maria Luisa Caffarelli e Rino Tacchella, curato da LineLab.edizioni.

INFO: La mostra resterà aperta fino al 30 novembre 2025, visitabile dal giovedì alla domenica dalle ore 15 alle ore 19.

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