
Il Sogno di Achille e Patroclo al suo debutto ligure con la regia di Tommaso Garré

Il 9 ottobre 2025, alle ore 21, al Teatro “Macciò” di Masone (Ge) va in scena “L’Uomo Migliore – il Sogno di Achille e Patroclo”, opera del noto drammaturgo Alberto Bassetti, diretta da Tommaso Garré, al suo debutto come regista e prodotto da Zerkalo Teatro.
La rappresentazione teatrale, dopo una tournée estiva di grande successo, approda a Masone per il suo debutto ligure, segnandone il riavvio della programmazione teatrale dopo anni di chiusura.
Lo spettacolo immagina un tempo sospeso dopo la morte di Patroclo e Achille, in cui due scalpellini, dediti a ultimarne la lapide funebre, entrano nella dimensione dell’evocazione e assumono i panni dei due eroi. Il dialogo è teso, a tratti interrotto dal silenzio, e attraversa la complessità del loro rapporto: fratellanza, amore, dedizione, colpa. La drammaturgia di Bassetti evita letture univoche e propone un confronto denso tra due uomini divisi dal destino ma uniti da una lealtà assoluta. “il loro amore, qui, non può assumere le sembianze dell’eros e della passione, ha già scollinato le categorie della vita mortale: il loro è un amore superiore, disperato, perché senza speranza è la “corrispondenza d’amorosi sensi”, citando i versi memorabili di Foscolo, afferma Tommaso Garré.
“I due attori abitano lo spazio come fossero reduci, figure sopravvissute al Mito. Uno spazio essenziale, un cerchio di sabbia e luce, da cui emergono, come reliquie, tutte le evocazioni del racconto: una trottola, una barca, una lira. Lo spazio vuoto è abitato dalla parola e dal racconto”.
Sulla scena agiranno Andrea Nicolini e Davide Lorino, esperti attori formatisi alla Scuola del Teatro Stabile di Genova e interpreti di numerosi spettacoli diretti da alcuni tra i più importanti registi del teatro italiano.
“Le voci e i corpi di Andrea Nicolini e Davide Lorino, con cui ho avuto la fortuna di lavorare, pongono anche in evidenza l’insensatezza e l’incongruenza dell’uomo di fronte alla guerra. “È sempre stato così”, ci sentiamo dire e diciamo. Le voci della guerra, all’interno di un vero e proprio paesaggio sonoro creato da Dario Arcidiacono, pongono l’accento proprio su questa domanda: l’uomo è dentro al conflitto o il conflitto è dentro l’uomo? Qualcosa su cui ragionare”, conclude il regista.
La Redazione









