BELFORTE MONFERRATO: SUCCESSO PER LE “GIORNATE FAI OTTOBRE 2025”

Nella foto di copertina un gruppo di apprendisti ciceroni delle scuole “Barletti” e “Madri Pie” di Ovada (Al) con i docenti, i volontari FAI e la referente del gruppo FAI di Ovada, Luciana Repetto

Nelle due giornate FAI dell’11 e 12 ottobre 2025 a Belforte Monferrato con il Gruppo FAI di Ovada, oltre 600 persone hanno visitato il Castello ed il Borgo di Belforte. Il tutto grazie agli apprendisti ciceroni delle scuole “Barletti” e “Madri Pie” di Ovada, ai volontari del FAI del Gruppo di Ovada, al marchese Cattaneo della Volta ed alla sua famiglia per l’ospitalità, all’Amministrazione comunale di Belforte e alle associazioni locali, in particolare la Confraternita e la Parrocchia per il fattivo supporto.

Una citazione di merito all’Accademia Urbense di Ovada per il contributo Storico su Belforte, Castello e borgo in primo piano

Belforte Monferrato è un borgo meno conosciuto ma di grande fascino storico architettonico: Belforte, paesino abbarbicato lungo i declivi di una rocca a pochi passi dal casello della A26, è stato proposto per le “Giornate del FAI” dal Gruppo FAI di Ovada, che sta regalando vetrine a tutte le piccole ma preziose realtà che sorgono attorno al centro zona dell’ovadese. In primo piano l’Oratorio e la parrocchia, il parco e la parte visitabile del castello, San Colombano sono stati i luoghi visitati in primo piano.

Luoghi inaccessibili “Le visite – chiarisce Luciana Repetto, referente del gruppo ovadese – si sono tenute sabato e domenica tra le 10 e le 12 e dalle 14.30 alle 18. Solo la visita a San Colombano ha presentato qualche difficoltà per la strada sterrata in discesa che la precede. Gli studenti del Barletti e delle Madri Pie hanno accompagnato i visitatori, divisi in gruppi di 30 visitatori. Di Belforte si dice scherzosamente il paese delle due bugie, ma la nostra accurata visita ha dimostrato che si tratta di un borgo bello e forte, che ha resistito nei secoli alle avversità”.

Tra le chicche, la Madonnina di bronzo dorato creata da don Vandro Pollarolo che svetta sul campanile della parrocchiale. All’interno del castello saranno visitabili la cappella privata, il cortile interno, le cantine, la chiesa di san Benedetto.

Davide Pietro Boretti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *