
C’ERA UNA VOLTA, E FORSE CI SARÀ ANCORA, IL TRENINO DI CASELLA

in partenza da Genova Piazza Manin per Casella…

alla stazione di Casella, in Alta Valle Scrivia…
La storia recente della ferrovia a scartamento ridotto Genova piazza Manin – Casella si trova in una delle fasi più critiche. Il servizio è attualmente sospeso o, meglio, effettuato con autobus sostitutivi (peraltro, per la carenza di autisti e di mezzi dell’AMT, svolto in parte da una ditta privata). Quest’anno, abbiamo avuto un limitato funzionamento, limitato ai giorni festivi e prefestivi durante l’estate, ma solamente nel tratto tra Casella e Campi.
La ragione principale è dovuta ai movimenti franosi lungo l’impervio percorso. In particolare, il più preoccupante è quello nei pressi della stazione di San Pantaleo, quindi molto vicino al capolinea di Piazza Manin.
Lì si è formata una vera e propria voragine che lambisce il sedime ferroviario; se si dovesse estendere rischierebbe di portare via il terreno proprio sotto il binario. Per sistemare questo problema occorrono interventi importanti. Si parla di lavori che dovrebbero iniziare verso la fine dell’inverno, ma certezze non ne abbiamo. Il tutto si incrocia con la nota situazione finanziaria assai critica dell’AMT di Genova, che gestisce questa ferrovia.
Anche i sindaci, Gabriele Reggiardo e Sara Dante, dei comuni di Casella e Sant’Olcese, i più interessati a questo servizio (anche per motivi economici, essendo il trenino un utilissimo incentivo per il turismo) si sono più volte attivati per sollecitare una soluzione. E pare che almeno dal Presidente della Regione qualche rassicurazione l’abbiano ricevuta.
Ma quello delle frane non è l’unico problema. Pare che, da notizie ricevute da dipendenti AMT, la velocità di esercizio del trenino (che fino a poco tempo fa prevedeva una velocità massima di 35 km orari e media di poco più di 20) debba, per motivi di sicurezza dovuti al tipo di linea, essere ulteriormente limitata. Si parla di una velocità media di circa 15 km/h (come già avvenuto quest’estate con il servizio limitato di cui si riferiva sopra).
In tal caso, per percorrere i quasi 25 km dell’intero percorso occorrerebbe più di un’ora e mezza, quando il bus sostitutivo, nonostante le difficoltà negli incroci sulla strada di Trensasco e il traffico in Val Bisagno e in via Montaldo, impiega circa un’ora. In queste condizioni, il viaggio sul trenino potrebbe andare ben per turisti e scolaresche.
Non per i pendolari, studenti, lavoratori e non solo, che si troverebbero ad usufruire di un servizio molto poco competitivo. Se le cose dovessero stare così, si potrebbe prospettare, in caso (auspicabile) di esito positivo dei lavori, un servizio misto, con i treni dedicati ai turisti, soprattutto in festivi e prefestivi, e i bus per i viaggiatori abituali (anche se la maggior parte di questi preferirebbe il treno, ma con i tempi pre-crisi).
Stefano Rivara
Ed ecco alcuni articoli sul “Trenino di Casella” estratti dal nostro archivio e dalla nostra cineteca
90 CANDELINE PER IL TRENINO DI CASELLA
DALL’OLTREGIOGO AL MARE COL “TRENINO DI CASELLA” https://www.inchiostrofresco.it/wp/2024/07/11/dalloltregiogo-al-mare-col-trenino-di-casella/
Nota: alcune foto contenute nel presente articolo sono giunte in redazione dal Comitato pendolari per la difesa del trenino “Genova – Casella”











