“ART KANE. VISIONARY” A GENOVA

La mostra dedicata a uno dei pionieri della fotografia contemporanea

«Mi considero un fotografo concettuale. Di una personalità desidero comunicare tutto ciò che non si vede. Voglio comunicarne gli elementi invisibili» (Art Kane)

Aperta fino al 15 Febbraio 2026 a Palazzo della Meridiana di Genova la mostra “Art Kane: Visionary” che si propone di ricostruire la carriera e la visione del fotografo americano, dal ritratto alla fotografia di moda, dalle celebri foto delle maggiori icone della musica degli anni Sessanta e Settanta, dall’impegno civile a visionarie riflessioni esistenziali ricavate da “sandwich” di più diapositive (una tecnica pionieristica in un’epoca ancora analogica e priva di Photoshop), a illustrazioni fotografiche dei testi di Dylan e dei Beatles e infine alla moda, al nudo e alla pubblicità, senza dimenticare le evoluzioni della società americana fino agli anni Novanta. Uno sguardo originale e visionario, quello di Kane, che anticipa una fotografia contemporanea nella quale la post-produzione è diventata centrale nella costruzione dell’opera fotografica quanto la composizione, l’inquadratura, le luci, e la ricerca del “momento decisivo” nella “street photography”.

Art Kane è stato uno dei primissimi a preferire l’uso del colore alla “sacralità” del bianco e nero. Nelle sue immagini si ritrova un mix inestricabile tra erotismo, surrealismo, vita immaginaria e realtà umana, sociale e politica.

La prima sala è dedicata alle fotografie di moda, alle quali Kane si approcciò con un’impostazione personalissima e con l’uso di un obbiettivo di 21 millimetri. Anche in questo Kane è stato un precursore: se la fotografia di moda tradizionale era incentrata sull’abbigliamento della modella, Art Kane nelle sue immagini di fashion cerca di “sceneggiare un’idea” affermandosi come il pioniere della fotografia di moda contemporanea, dove l’abito è parte di una narrazione e di un’estetica più grandi che riflettono la personalità e il punto di vista dell’artista, e anche la visione che l’azienda di moda vuole comunicare attraverso il servizio fotografico.

La seconda sala è dedicata alle immagini scattate da Art Kane a Harlem è dedicate al mondo del jazz, forse la parte più conosciuta del suo lavoro.

Art Kane è il fotografo che alle 10 di un mattino d’agosto del 1958 immortalò per la rivista «Esquire» ben 57 leggende del jazz su un marciapiede della 126ª Strada, a Harlem, ignaro di aver creato l’immagine più significativa della storia del jazz, nota come Harlem 1958.

Una fotografia che gli è valsa la medaglia d’oro dell’Art Directors Club di New York e così potente da ispirare diversi libri (anche illustrati per bambini), un documentario del 1994 che ottenne la nomination all’Oscar (A Great Day in Harlem) e, più di recente, un film di Steven Spielberg, The Terminal (2004), con Tom Hanks. Nel 2012 poi a quell’ormai storico tratto di strada a Harlem è stato ufficialmente dato il nome di “Art Kane Harlem 1958 Place”. La sezione documenta come Kane abbia posato il suo obbiettivo su tutti i grandi di ogni musica, dai Rolling Stones a Bob Dylan, ai Doors, a Janis Joplin, ai Jefferson Airplane, e ancora Frank Zappa, i Cream, Sonny & Cher, Aretha Franklin, Louis Armstrong, Lester Young, Duke Ellington, creando una serie infinita di icone, come quella memorabile degli Who avvolti nella bandiera britannica.

La terza sala è dedicata ai temi dell’impegno sociale e delle lotte per i diritti civili, politici, in particolare quelli della comunità afroamericana. In questa parte della mostra troviamo le fotografie che evocano la tragedia di Hiroshima e quelle sulla guerra del Vietnam, sempre realizzate a colori. Alcune immagini di questa sezione si propongono di mettere in scena le canzoni “politiche” e “di protesta” che caratterizzavano lo scenario musicale e sociale americano tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta.

L’ultima sezione “Oltre la realtà” è dedicata alla ricerca post-surrealista e concettuale di Kane. Prima dell’avvento del digitale e dei programmi di postproduzione Art Kane è riuscito a dimostrare che con la fotografia si compie sempre e comunque un’operazione di montaggio. Anche la meno costruita delle immagini è il risultato della selezione e dell’isolamento di un fotogramma. Nell’ultima parte della mostra siamo di fronte ai lavori più sperimentali di Art Kane, uno dei veri pionieri della fotografia del XX secolo, le cui immagini visionarie hanno influito sulla coscienza sociale di più di una generazione e lasciato un segno sulla cultura mondiale. Immagini che oggi sono a buon diritto nelle collezioni permanenti del MoMA e del Metropolitan Museum of Art di New York.

La mostra genovese con oltre 150 opere offre una retrospettiva completa di un artista che ha rivoluzionato il mondo della fotografia con un panorama che spazia ben oltre le note immagini di Harlem e dei musicisti degli anni Sessanta e Settanta e mettendo in luce la rivoluzione da lui promossa nella tecnica fotografica

Trent’anni prima di Photoshop, armato solo di un tavolo luminoso e di una lente di ingrandimento, Kane ha inventato l’immagine “sandwich” montando due diapositive a registro nello stesso telaio. Sviluppando questa tecnica oltre ogni limite, Kane è divenuto un vero e proprio pioniere della narrazione fotografica, che ha condotto avvalendosi anche di metafora e poesia, trasformando, di fatto, la fotografia in illustrazione.

Art Kane. Visionary, a cura di Guido Harari e Jonathan Kane, organizzata e promossa dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana -APS in collaborazione con Art Kane Archive Wall of Sound Gallery di Alba e Rjma Progetti culturali.

Andrea Macciò

La Mostra è aperta al pubblico presso Palazzo della Meridiana, Salita San Francesco, Genova fino al 15 febbraio 2026 con orario: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 18, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19. Martedì chiuso.

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