L’ARTE ALLA RICERCA DEL SACRO DI LUCIA POGGIO

In occasione di una nuova serie di opere ispirate al tema della ricerca del sacro e dell’anelito spirituale reso più intenso dall’avvicinarsi delle festività natalizie, siamo tornati a intervistare l’artista di Serravalle Scrivia Lucia Poggio, che con questi nuovi quadri si propone di iniziare un percorso di ricerca per una nuova mostra prevista per la Primavera a Tortona. La sua arte è caratterizzata dalla ricerca dell’interiorità e dell’essenza, dal dialogo tra il linguaggio pittorico e quello poetico, dalla ricerca sull’universale iconografia del cuore. Le nuove opere sono caratterizzate dall’anelito alla scoperta del significato della spiritualità moderna.

Quali sono gli aspetti più significativi delle nuove opere che ci presenterai?

Si tratta di opere che si discostano dalla mia pittura più recente, di taglio astratto, per una serie di riferimenti al sacro. Sono stata suggestionata dall’atmosfera natalizia, da quel momento dell’anno nel quale il freddo e la minore quantità di luce inducono a un ripiegamento più intimo, a riflettere, a ripensare ai valori cristiani. Io anche nell’approccio al Natale mi richiamo al francescanesimo, che penso sia un modello di semplicità, di modernità e di laicità. Io sono una persona credente e cattolica, ma estremamente laica. Con questi quadri inizio un percorso di ricerca artistica che svilupperò nei prossimi mesi.

Il mese scorso ad Arquata avevi proposto un’originale rappresentazione di Gesù. Questa Madonna con Bambino è il seguito ideale di quel lavoro? Il fondo oro è ispirato alle icone bizantine o russe?

È una Madonna del Riposo, una Madonna molto moderna, con un viso tipicamente contemporaneo, che non si rifà per nulla alle Madonne classiche, ma vuole rappresentare la spiritualità contemporanea. Io adoro lo stile bizantino e la mia Madonna del Riposo è ispirata a quelle “a fondo oro” e alle icone russe, che richiederebbero però per essere riprodotte uno studio molto più approfondito. Ho cercato di dipingere la mia visione personale, con il bambino sul cuore della madre, come appoggiato. Un’iconografia diversa da quella classica, dove Gesù è sempre distaccato da Maria e sembra in alcune opere quasi voler uscire dal quadro. Qua propongo una visione interiore della Natività, secondo lo spirito che caratterizza la mia pittura.

Nel dipinto sembra di scorgere una fusione fisica tra le due figure. Hai voluto rappresentare la simbiosi tra madre e bambino?

Si, ho cercato di rappresentare una sorta di fusione fisica tra i due corpi. Io non sono madre, ma ho immaginato e voluto rappresentare lo scambio, la simbiosi tra madre e bambino

A parte il fondo oro l’opera ha una dominante blu. Per quale motivo?

Amo il colore blu e azzurro, perché sono i colori che richiamano alla spiritualità.

È un’immagine diversa dalle natività tradizionali, hai voluto far riferimento con questa scelta all’universalità di questo tema?

Si, è una rappresentazione della Natività che è un tema presente anche in altre culture, che in questa opera voglio cercare di includere. Ci sono diverse stelle, la stella è il simbolo universale di Miriam, si ricollega non solo alla cultura cristiana, ma anche all’Oriente e ad altri tipi di pensiero.

Quest’opera è caratterizzata da alcune parti con un colore più materico. C’è un significato preciso?

Io uso il colore in maniera “naif” mi ritengo un po’ primitiva nello stendere il colore stesso, non l’ho fatto con un intento preciso

Puoi parlarci del secondo quadro che rappresenta un fiore? Per quale motivo hai scelto ancora l’abbinamento tra il giallo/oro e il blu?

È un fiore senza un significato preciso, ispirato al fiordaliso, senza pretendere di rispecchiare la realtà. È caratterizzato dal colore del sole, del solstizio, del suo sorgere e calare, in contrasto con i colori freddi dell’inverno, azzurro e blu. Questa mia ricerca cromatica con al centro il giallo e l’oro la svilupperò per una prossima mostra che penso di fare in una libreria tortonese.

Parlaci di “Natale in casa Poggio” Che cosa rappresenta questo quadro? Perché è l’unico dove prevalgono colori caldi?

Questo dipinto rappresenta la mia famiglia, evoca le tradizioni della casa. In alto c’è una stella, sotto dei piccoli collages che sono riferimenti agli insegnamenti ricevuti dalla mia famiglia. Il quadro si intitola “Natale in casa Poggio” ed ha colori caldi perché fa riferimento alla casa, all’intimità familiare. La mia era una famiglia storica serravallese, i Riva-Poggio, da parte di madre di origine della zona dell’ovadese e dal lato paterno della Val Borbera. Nel quadro ci sono dettagli che evocano gli oggetti della nostra casa, che avevamo sui davanzali, nei terrazzi, nei giardini. Un quadro piccolo che racchiude il grande tema della casa, della famiglia e dei nostri Natali familiari.

Quali materiali hai usato per realizzare questo lavoro a tecnica mista?

La tecnica pittorica è acrilica, gli altri materiali sono petali di stelle di Natale, perline, foglie d’edera e un piccolo alberello di Natale. Ho voluto fermare sulla tela il tempo delle tradizioni.

Che cosa rappresenta l’ultima opera? È sempre legata al tema spirituale?

È stata un’opera che ho dipinto d’istinto, molto velocemente. Scaturita in un momento, finita in poco più di mezzora. Rappresenta una creatura angelica e ripropone il contrasto tra il giallo/oro del sole e il blu/azzurro. La vedo collegata alla mia Madonna del Riposo e alla mia ricerca sulla spiritualità moderna.

                                      Andrea Macciò

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