In libreria un nuovo lavoro letterario del notaio Gian Luigi Bailo


Una strenna natalizia sotto l’albero per rendere le feste ancor più ricche di vero sentimento. Il libro titolato: “Ik mè kà riàimu nà vóta” (Come ridevamo una volta) verrà presentato martedì 16 dicembre 2025 alle ore 18,15 nel Salone conferenze della Civica Biblioteca Comunale sita in Via Marconi n. 66 a Novi Ligure (Al).

Con le belle illustrazioni uscite dai pennarelli di Anna Gozzo, nelle vetrine delle librerie di Novi Ligure (Al) farà a breve bella mostra di sé il nuovo libro firmato dal Notaio Gian Luigi Bailo, dal titolo molto evocativo che in dialetto novese recita: “Ik mè kà riàimu nà vóta” (Come ridevamo una volta).
Il libro infatti traccia nelle sue 89 pagine traccia alcuni quadretti di una Novi dei tempi passati, in particolare degli anni Sessanta e Settanta, soffermandosi sui ricordi dei vecchi bar, luoghi indimenticabili di aggregazione sociale, sui personaggi che hanno arricchito la vita novese di tutti i giorni, su alcune disavventure ambientate in una città che dal mondo agricolo si stava proiettando verso quello industriale, per non citare alcuni quadretti a sfondo diremmo goliardici che l’abile penna del Notaio Gian Luigi Bailo ci fa sentire ancora vivi.
E già perché questo volumetto non rappresenta una semplice raccolta di fatti di un tempo andato, ma che contiene un tentativo, diremmo riuscito, non tanto nascosto: quello di tramandare a futura memoria, attraverso la descrizione di antichi ricordi, lo spirito di una Novi che, nel pieno della “Guerra fredda” con la “contestazione giovanile” e l’avvento dei “figli dei fiori” in corso, da cittadina borghese stava traslando verso una città dal volto industriale.
Un spirito questo che, chi ha vissuto i tempi descritti nel presente libro, respira ancora, quasi come una impalpabile sensazione, camminando per le vie del Centro storico di questa cittadina un tempo capitale dell’Oltregiogo, oggi compressa tra le nuove realtà commerciali che la circondano.
Una sensazione che, grazie a questo libro, potrà continuare a vivere negli anni futuri mantenendo acceso ciò che per una città è la memoria storica, ovvero il suo “spirito dei luoghi” senza il quale ogni luogo perde la sua identità.
Gian Battista Cassulo











