
“Artisti, mecenati e collezionisti nella Genova dell’Ottocento”

Inaugurata a dicembre la mostra “Artisti, mecenati e collezionisti nella Genova dell’Ottocento”, presso la GAM – Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi.


La mostra permette di conoscere tutti protagonisti del panorama culturale del XIX secolo: gli artisti genovesi, i mecenati che commissionavano opere e interventi ad artisti locali e internazionali, i collezionisti che portavano a Genova opere acquistate sul mercato in tutta Europa, le istituzioni culturali che organizzavano mostre, esposizioni e appuntamenti; nell’Ottocento Genova era una capitale culturale cosmopolita e aggiornata su tutti i movimenti artistici. La mostra, a cura di Leo Lecci e Francesca Serrati, presenta quindi opere di artisti genovesi, che sono state collezionate da genovesi, o che sono state esposte a Genova nell’Ottocento.
La prima parte della mostra, che integra con opere provenienti da musei e collezioni private alcune opere già presenti nel museo, ricostruisce la storia delle principali collezioni genovesi del XIX secolo.
Tra le principali, la grande collezione del Principe Odone di Savoia presentata in una mostra a Palazzo Ducale negli anni Novanta e quella di Maria Brignole Sale De Ferrari Duchessa di Galliera. La collezione del principe Odone, donata a Genova dal padre Vittorio Emanuele II, costituisce il primo nucleo proprio della GAM.
Tra le opere delle collezioni Odone di Savoia troviamo alcune opere dello scultore genovese Santo Varni. Uno dei “mecenati” di Varni fu l’aristocratico cremonese Ala Ponzone, che gli commissionò la serie delle “donne dei poeti” Laura, Beatrice, Eleonora e Ginevra che ritroviamo nella mostra di Nervi. Santo Varni è stato un innovatore della scultura italiana dell’Ottocento ingessata in un classicismo accademico, nel quale introdusse elementi romantici e naturalistici.
Tra le sue opere, la statua di Colombo davanti alla stazione di Genova Piazza Principe, la statua di Emanuele Filiberto al Palazzo Reale di Torino e quella del Generale Domenico Chiodo nell’omonima piazza alla Spezia.
Tra gli scultori ampio spazio anche al piemontese Giulio Monteverde: la statuaria e l’opera dell’artista di Bistagno è rappresentata da un ricco nucleo di opere, compresi i bozzetti per alcune statue particolarmente rilevanti del celebre cimitero di Staglieno, vero museo a cielo aperto della scultura ligure
La seconda sezione ricostruisce il gusto raffinato e i temi del collezionismo ottocentesco genovese: il paesaggio, la pittura di genere e, a livello locale, le vedute di Genova e del suo territorio. Una sezione nella quale trovano spazio anche autori meno conosciuti come la genovese Federica Gervasoni Giuliano detta Fanny, specialista in paesaggi, interni domestici e scene di genere, ma che si è cimentata anche con temi politici e sociali (esposto il suo “Ritorno dai Lavori Campestri”) e che fu nominata nel 1877 accademica della Ligustica di Genova per merito, e il torinese Angelo Beccaria, noto come paesaggista.
Un’altra sezione ricostruisce la svolta della pittura ottocentesca dal realismo e dal naturalismo romantico alla “rivoluzione” simbolista e divisionista che apre verso la contemporaneità.
In questa sezione oltre alle opere già presenti di Plinio Nomellini, troviamo quadri di grande interesse esposti per l’occasione come “La perla” di Cesare Viazzi. In questa parte della mostra spiccano otto opere di Pompeo Mariani, tra i maggiori marinisti italiani, provenienti da una collezione privata.
L’ultima sezione ricostruisce il ruolo della Società Promotrice di Belle Arti di Genova, nata nel 1849 fra le prime d’Italia per promuovere e diffondere la produzione degli artisti contemporanei, che diventa un crocevia di scambi culturali e artistici, accogliendo artisti da diverse regioni.
Un’ampia sezione di opere testimonia la vivacità e la varietà dell’arte italiana del XIX secolo
La mostra presenta un centinaio di opere, molte inedite o sconosciute al pubblico, o assenti da Genova da oltre un secolo. Tra gli autori presenti in questa sezione Silvestro Lega e Mosè Bianchi.
Accanto a importanti prestiti da rilevanti musei italiani e da collezioni private, l’esposizione permette di esplorare e valorizzare i depositi museali civici, riscoprendo opere rilevanti.
A completare la mostra due opere che arricchiscono le raccolte Frugone, importante esempio di collezionismo privato dell’Ottocento: il ritratto di Giuseppe Bianchi di Tranquillo Cremona e il monumentale dipinto “La Femme” di Giacomo Grosso, straordinaria celebrazione della forza delle donne e della femminilità conservata a Palazzo Mazzetti di Asti.
La mostra “Artisti, mecenati e collezionisti nella Genova dell’Ottocento” fa parte della rassegna “Ottocento svelato”, cinque mostre per esplorare il panorama artistico di Genova nel XIX secolo. Il progetto è promosso dal Comune di Genova in collaborazione con Università di Genova e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria e con il sostegno di IREN e Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito delle iniziative per “Genova e l’Ottocento 2025” che ha già visto in autunno le mostre dedicate all’Ottocento di Fratelli Quinzio.
Andrea Macciò
Le foto contenute nel presente articolo sono di Andrea Macciò











