Nell’ambito della sempre più preoccupante condizione dell’azienda dei trasporti genovesi, per la quale vi è l’ultima novità della richiesta di fallimento (con debiti che superano i 200 milioni di euro), aumentano i disagi anche nei paesi dell’alta Valle Scrivia.

Dopo che, nei mesi scorsi, era stato sospeso per alcuni giorni il servizio da e per Savignone centro, ormai da alcuni anni affidato in appalto a una ditta privata (che non riceveva il compenso pattuito), altre criticità si sono evidenziate ultimamente.
Per la ragione principale che vi è carenza di mezzi e di autisti (le assunzioni sono al momento bloccate, sempre per la crisi finanziaria), altre corse sono saltate in tutta la valle. La corsa del mattino per Genova via autostrada destinata agli studenti, che di solito veniva fornita di due mezzi, è stata ridotta a un mezzo solo. Molti viaggiatori sono rimasti a piedi poiché, per le norme di sicurezza, in autostrada non possono viaggiare passeggeri in piedi. Perciò, una volta terminati i posti a sedere, chi vuole salire a bordo invece deve rimanere a terra. Questo ha fatto sì che molti studenti, anche se sembra incredibile, al mattino risalgano fino al capolinea di Bromia per essere sicuri di trovare posto a sedere, anche se abitano più a valle. L’altra mattina è saltata pure l’intera corsa, pare per un guasto al bus. Ci sono state le proteste dei sindaci di Montoggio, Savignone e Casella, ma, come detto sopra, la situazione è quella che è.
Ciò è anche il risultato di diverse politiche aziendali discutibili. Negli anni scorsi si sono fatte scelte forse troppo populiste (probabilmente per fini elettorali), come concedere la gratuità dopo le 9.30 a tutti gli ultrasettantenni, o la metropolitana gratis a Genova a tutti i residenti nell’intera provincia. Ora queste scelte sono state parzialmente revocate, ma intanto il buco di bilancio è aumentato. Oppure: sono stati acquistati con largo anticipo modernissimi bus elettrici, che però richiedono apposite linee dedicate. Queste linee si stanno costruendo solo ora, ma intanto i bus nuovi stanno inutilmente nelle rimesse in attesa del termine dei lavori, che procedono con l’abituale lentezza. Nello stesso tempo, il parco mezzi è mediamente molto vecchio, quindi soggetto a frequenti guasti per i quali, anche per le solite carenze di liquidità, tardano ad essere acquistati i pezzi di ricambio. E c’è il trenino di Casella sempre fermo. E il problema degli evasori del ticket, aggravato, soprattutto sulle linee extraurbane, dalla carenza di controlli.
Si spera negli interventi della Regione. Sarà sufficiente?
Per ora le fosche nubi sul futuro del trasporto pubblico non si diradano.
Stefano Rivara









