

Si è svolta sabato 31 gennaio 2026, a Ronco Scrivia (Ge), presso l’Ecomuseo ferroviario in viale Vittorio Veneto (di fianco alla Biblioteca comunale), la nuova edizione della “Borsa scambio dei Giovi”, la mostra-mercato di modellismo ferroviario e giocattoli da collezione


Una imperdibile occasione per visitare il museo ferroviario, con i suoi reperti storici e i numerosi pannelli illustrativi, e il grande plastico del “Mastodonte dei Giovi”.

Il plastico “Mastodonte dei Giovi” prende il nome da quest’ultimo, una potente locomotiva a vapore doppia realizzata, a fine’800, con lo specifico scopo di superare le dure pendenze di questa linea. Ma il plastico non è una riproduzione della locomotiva, bensì un’ampia (oltre sei metri di lunghezza) ricostruzione in scala delle due linee dei Giovi (Ndr.: la linea storica “Torino – Genova” inaugurata nel 1854 e la “Succursale dei Giovi” voluta da Edilio Raggio a servizio della sua “Carbonifera” di Novi Ligure, inaugurata nel 1889) tra Mignanegoe le prime stazioni della Valle Scrivia, con tutti i dintorni dei binari, case, alberi, strutture industriali e ponti compresi.
Il plastico fu realizzato oltre 30 anni fa da Piergiorgio Percivale, nella prima parte dedicata a Mignanego. Successivamente, fu trasportato nella sede attuale e restaurato, oltre che prolungato fino oltre la stazione di Busalla, grazie all’intervento degli altri appartenenti all’associazione del Mastodonte, guidati da Roberto Rava.

Con il plastico in funzione, si possono osservare i modellini dei treni, i trenini elettrici, che si muovono lungo i binari; con un complesso percorso in più piani possono ripercorrere l’intera linea. Le riproduzioni sono molto fedeli: si possono vedere anche i treni passeggeri, nelle loro diverse tipologie, illuminati all’interno; e treni merci di tutti i tipi.
Nel plastico sono raffigurati anche i parchi ferroviari, con più fasci di binari (che purtroppo oggi sono smantellati), presso le stazioni di Busalla e Borgo Fornari (Ndr.: dove negli anni Ottanta fu realizzato il sottopassaggio con un metodo innovativo denominato “spingi tubo” ad esercizio in corso), con la riproduzione della sottostazione elettrica e dei serbatoi.
L’associazione del Mastodonte dei Giovi, che ha recentemente ottenuto il riconoscimento di ONLUS, collabora anche con la Fondazione F.S. a realizzare, ogni anno ad ottobre, il Treno Storico dei Giovi.
Stefano Rivara










