
Riceviamo e pubblichiamo
“La Polisportiva Comunale Castellettese ritiene doveroso intervenire pubblicamente a seguito delle notizie di cronaca che la coinvolgono, per chiarire la propria posizione e rappresentare le difficoltà che sta attraversando.
La Polisportiva non intende entrare nel merito delle questioni politiche o amministrative: la sua natura e il suo scopo sono esclusivamente sportivi. Per questa ragione, fino ad oggi, l’associazione e i suoi associati hanno sempre rispettato l’operatività dell’Amministrazione comunale e dei suoi funzionari, confidando in un dialogo costruttivo e nella tutela dei valori fondanti dello sport.
Tuttavia, è giunto il momento di rendere pubblico il nostro punto di vista.
La Polisportiva Comunale Castellettese è stata costituita nel 1982, in concomitanza con la realizzazione del campo da calcio. Successivamente, nel 1994, grazie alla concessione di un finanziamento a tasso zero da parte della Federazione Italiana Sport Rotellistici, venne costruito il pattinodromo, una struttura polifunzionale nata con l’obiettivo di valorizzare e coordinare l’attività sportiva sul territorio comunale. La nuova realtà associativa si fondava su principi chiari: inclusione, socialità e partecipazione attiva.
Da allora e fino a luglio 2025, la Polisportiva, in quanto “Comunale”, ha operato sotto il controllo, la vigilanza, l’indirizzo e il sostegno del Comune, nella persona del Sindaco. In tale rapporto, la Polisportiva, si è impegnata non solo nella gestione sportiva delle proprie sezioni ma anche nell’organizzazione e promozione di iniziative rivolte alla collettività. In particolare, con il contributo dell’Amministrazione Comunale, la Polisportiva ha sostenuto progetti e attività per le scuole, ha realizzato le feste comunali e altre iniziative sportive e sociali promosse dal Comune.
A causa di una mancata o incompleta condivisione delle informazioni, coloro che si occupano della gestione sportiva quotidiana sono venuti a conoscenza solo con la delibera di rescissione anticipata della convenzione che il Comune, per motivi contabili, non poteva più farsi carico del pagamento delle utenze. Da quel momento sono stati avviati tavoli di confronto con il Sindaco, il Segretario Comunale e il Responsabile dell’Ufficio Tecnico, con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni, compresa la disponibilità immediata della Polisportiva ad assumersi direttamente i costi delle utenze.
Purtroppo, tali confronti non hanno portato a alcuna conclusione positiva, e il 29 settembre 2025 la situazione è precipitata con l’affissione ai cancelli del plesso sportivo dell’ordinanza del Servizio Tecnico, recepente le prescrizioni dei Vigili del Fuoco, che a seguito di richiesta da parte del Comune effettuava il sopralluogo e disponeva il divieto di esercitare all’interno della struttura attività con capienza superiore a 100 persone o superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 metri quadrati.
Pur comprendendo che tale atto sia stato adottato a tutela dei funzionari comunali, non si può non rilevare come esso abbia completamente ignorato lo scopo costituzionale della Polisportiva: inclusione, socialità e partecipazione attiva. Con un solo provvedimento, questi principi sono stati di fatto negati.
A farne le spese sono stati circa 120 bambini e adolescenti atleti, ai quali è stata negata la possibilità di svolgere attività sportiva a Castelletto d’Orba. Per la sezione di Ju Jitsu è stato possibile, individuare soluzioni alternative, spostando gli allenamenti in altre strutture in paesi limitrofi, avviando una nuova società sportiva e abbandonando definitivamente la Polisportiva Castellettese.
Ben diversa è la situazione della sezione di pattinaggio artistico, attività che può essere svolta esclusivamente all’interno di un pattinodromo. Gli atleti sono stati costretti a ripiegare sull’utilizzo della struttura di Predosa, concessa grazie alla disponibilità della Proloco e del Comune, seppur non idonea per l’attività agonistica. Una soluzione indispensabile, senza la quale la sezione pattinaggio avrebbe perso tutti gli atleti e sarebbe stata costretta a chiudere l’attività. In questo contesto si desidera ringraziare sentitamente le famiglie che, nonostante le difficoltà e i disagi, hanno continuato a riporre fiducia nella polisportiva. Una scelta particolarmente penalizzante se si considera che la sezione pattinaggio, che ha festeggiato trent’anni di attività lo scorso anno, rappresenta un’eccellenza sportiva: grazie alla professionalità degli allenatori, ha portato negli anni atleti sul podio nazionale ed europeo.
Questa situazione ha messo a dura prova le famiglie, costrette a sostenere costi imprevisti e a percorrere quotidianamente diversi chilometri; gli allenatori, regolarmente contrattualizzati, che si trovano senza certezze occupazionali; e soprattutto gli atleti, obbligati ad allenarsi su una pista non idonea per dimensioni e caratteristiche, compromettendo di fatto l’intera stagione sportiva.
A oltre 130 giorni dalla chiusura del pattinodromo, gli amministratori della Polisportiva, le famiglie e tutti coloro che hanno a cuore questa realtà continuano a chiedersi perché non sia stata individuata alcuna soluzione equilibrata e condivisa. Con il trascorrere del tempo appare sempre più evidente che la mancata riapertura non sia il risultato di un’impossibilità tecnica oggettiva, bensì di un atteggiamento deliberatamente ostruzionistico da parte delle strutture tecniche comunali, che hanno esercitato la propria autorità in modo rigido, sproporzionato e privo di qualsiasi volontà risolutiva. Le competenze tecniche, che dovrebbero essere finalizzate a individuare soluzioni nel rispetto delle norme, sono state di fatto utilizzate come strumento di interdizione, respingendo o eludendo sistematicamente ogni proposta avanzata dalla Polisportiva, comprese richieste di deroghe temporanee o soluzioni transitorie pienamente sostenibili.
Appare infatti evidente come l’Ufficio Tecnico comunale non abbia voluto, o saputo, ricercare soluzioni alternative per consentire la ripresa dell’attività del Pattinaggio Castellettese, a differenza di quanto invece avvenuto per la società sportiva del paese limitrofo, la Capriatese (con la quale vi sono rapporti positivi e collaborativi), senza prendere in considerazione alcuna deroga o soluzione transitoria per gli atleti del pattinaggio, realtà sportiva storica e profondamente radicata nel territorio comunale. Tale disparità di trattamento lascia inevitabilmente intendere che il pattinaggio sia stato considerato uno sport “minore”, nonostante si tratti di una disciplina pienamente riconosciuta a livello nazionale dal CONI, con attività agonistiche strutturate, regolamenti federali, competizioni ufficiali e un importante valore educativo, tecnico e sociale, al pari di qualsiasi altro sport federato.
Gli atleti e le famiglie rivolgono infine un appello al Commissario Prefettizio affinché tenga conto delle gravi difficoltà subite e si attivi nel più breve tempo possibile per consentire la ripresa degli allenamenti all’interno del pattinodromo. L’imminente campionato nazionale rischia infatti di essere affrontato senza adeguata preparazione, compromettendo anni di lavoro, sacrifici e risultati sportivi.
Jessica Scimemi









