A PROPOSITO DI SANITÀ

Lettera aperta al Presidente della Regione della Valle d’Aosta, Renzo Testolin

Gent.mo Sig. Presidente, dovendo fare una ecografia all’addome inferiore e superiore per la mia solita visita annuale di check up, per verificare, in omaggio alla medicina di prevenzione, il mio stato di salute generale, ho avuto una brutta sorpresa.

Al CUP (Centro Unico di Prenotazione) di Aosta mi sono sentito infatti rispondere, dopo avere appreso che mi avrebbero posto in lista di attesa dal 26 gennaio di quest’anno, che avrei potuto eseguire l’esame a Torino in quanto qui in Valle era impossibile svolgerlo!

Secondo lei questa è una situazione corretta per una Regione, per di più autonoma, come la Valle d’Aosta che oggi, tra le altre cose, è anche priva di un collegamento ferroviario diretto con il Capoluogo piemontese?

Fortunatamente, essendo economicamente indipendente, non dico benestante, ho già prenotato l’esame in un ambulatorio privato, dove, quasi in “seduta stante”, mi hanno fissato l’appuntamento.

E allora mi sorge una domanda: come mai nelle strutture private (dove spesso operano medici delle strutture pubbliche) si trova subito la disponibilità per eseguire un esame diagnostico o strumentale, nelle strutture pubbliche si è invece assoggettati alle cosiddette “liste di attesa” che a dir poco sono chilometriche se non addirittura bloccate?

Per non parlare poi delle visite specialistiche che vengono fissate alle cosiddette “calende greche”, salvo avere quasi subito l’appuntamento se ci si rivolge al servizio di “intramoenia” introdotto dal decreto Balduzzi n.° 189 del 2012.

Per i nostri lettori ricordo che il servizio di “intramoenia” consiste nell’eseguire visite specialistiche all’interno degli ospedali pubblici dietro compenso da riconoscere al medico ospedaliero, sia esso il primario o un componente del suo staff (il medico poi dovrà versare il 5% del suo compenso all’ospedale stesso, quale riconoscimento per l’uso della struttura pubblica).

E sempre nel decreto sopra citato, il decreto n.° 189 del 2012 varato all’epoca del Governo Monti, è utile ricordare che veniva introdotta la possibilità di esternalizzare i servizi ospedalieri quali ad esempio esami diagnostici (come la mia ecografia) o di laboratorio.

E da quella data iniziarono a nascere come funghi ambulatori privati accreditati presso il Sistema Sanitario Nazionale.

Sarà forse lì l’origine delle “liste d’attesa” che oggi constatiamo nel servizio pubblico, quasi a favorire il servizio privato?  

Una domanda questa molto interessante che si potrebbe porre all’ex responsabile del dicastero della sanità, Renato Balduzzi, presente oggi, venerdì 13 febbraio 2026, a Novi Ligure (Al) dove alle ore 21, presso la Civica Biblioteca cittadina, con la prof.ssa Nerina Dirindin, già senatrice del PD sino al 2017 e poi in Articolo Uno e la prof.ssa Cinzia Di Novi, Presidente AIES (Associazione Italiana di Economia Sanitaria).

Come richiamo di memoria ricordo che il Prof. Renato Balduzzi è stato Ministro della Salute nel Governo Monti dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013.

La ringrazio molto per la sua attenzione e attendendo una sua gentile risposta, porgo i miei più cordiali saluti

Gian Battista Cassulo residente a La Salle (Cheverel) dal 2022

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *