“BOSCO COME PATRIMONIO” A PALAZZO CUTTICA

Marco Introini è una delle figure più autorevoli della fotografia documentarista contemporanea, riconosciuto tra i venti fotografi d’architettura più significativi dell’ultimo decennio.

Lo sguardo di Introini non è mai solo estetico, ma si configura come un rigoroso strumento di analisi territoriale che integra mappe e disegni per comprendere le trasformazioni dello spazio costruito.  Nello stesso periodo in Alessandria sono esposte le fotografie di architettura di Introini alle Sale d’Arte nella grande mostra dedicata a Ignazio Gardella.

La mostra Bosco come patrimonio presenta una parte della ricerca estetica dell’autore sul “bosco” condotta in particolare nelle aree dell’Appennino Ligure e in quello dell’Italia centrale, ma anche in zone alpine e in Valle d’Aosta.

Introini sceglie il bianco e nero per concentrarsi sulle “forme” del bosco e degli alberi invitando lo spettatore a concentrarsi su quelle e non sui colori, il verde, i giochi di luce dell’immagine a colori.

Secondo Introini, lo sviluppo della nostra società si è fondato sin dal principio sull’utilizzo delle risorse naturali disponibili sul nostro pianeta, quali aria, acqua, suolo, risorse geologiche e organismi viventi: un insieme che definisce “capitale naturale” e che deve essere preservato, secondo l’autore, per salvaguardare l’equilibrio tra ecosistemi naturali ed attività umane. La mostra si propone attraverso la valorizzazione estetica del bosco di promuovere una cultura di tutela della biodiversità e degli habitat naturali, messi a rischio dal cambiamento climatico e dalle attività umane.

Se le immagini restituiscono ambienti nei quali l’attività umana è assente, l’autore sottolinea come abbia scelto la parola “bosco” invece che foresta per sottolineare che si tratta di estensione nelle quali esiste un controllo diretto o indiretto dell’uomo, mentre la foresta è un ambiente totalmente de-antropizzato.

Le immagini di Introini, di grande suggestione estetica, inducono a interrogarsi sul valore del bosco e degli habitat naturali, che sicuramente costituiscono un “patrimonioestetico ed economico per l’uomo.

 Osservando la mostra, si è indotti a chiedersi anche se gli habitat naturali hanno “valore” solo in quanto “patrimonio” dell’attività umana o devono essere preversati come “patrimonio” del pianeta Terra in sé stesso, conservando anche ambienti come le foreste prive di interventi diretti e indiretti dell’uomo?

Alla mostra si accompagna un catalogo gratuito con uno scritto critico di Giovanna Calvenzi.

La mostra promossa e organizzata dalla Città di Alessandria e da ASM Costruire Insieme, si inserisce nell’ambito delle esposizioni dedicate alla fotografia d’autore, realizzate in questi ultimi anni dall’azienda culturale del Comune e resterà aperta fino al 15 Marzo dal giovedì alla domenica 15-19.

                                      Andrea Macciò

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