LE QUATTRO DIOCESI DELL’OLTREGIOGO

Non solo una terra da sempre oggetto di contese fra stati: l’Oltregiogo, ancor oggi, è un mix di storia, dialetti, tradizioni culturali, vini e piatti tipici. Una terra tutta da conoscere e da scoprire, pronta a svelarci mille e più sorprese in ogni angolo.

L’Oltregiogo va oggi sostanzialmente a raccogliere la Valle Stura, l’Ovadese, il parco naturale delle Capanne di Marcarolo, il Novese, la val Lemme, la val Borbera e la valle Scrivia. Un territorio ampio e variegato, con radici comuni, oggi distinto amministrativamente in vari modi, anche sotto il profilo ecclesiastico

L’OLTREGIOGO TERRA DELLE QUATTRO PROVINCE E DELLE QUATTRO DIOCESI A CAVALLO DI LIGURIA E PIEMONTE

Come riportato da varie fonti, l’Oltregiogo, detto anche anche Oltregiovo o Oltregioco, Oltrazovo in ligure è una regione storica collocata a ridosso della fascia appenninica, oggi amministrativamente suddivisa fra Liguria e Piemonte. Un tempo, erano i territori appartenenti alla Repubblica di Genova ed ai Feudi Imperiali confinanti, che avevano rapporti di federazione con la Repubblica medesima o erano di proprietà di cittadini genovesi.

I comuni che oggi si trovano annessi amministrativamente al Piemonte erano parte della Provincia di Novi, soppressa nel 1859 dalla legge dell’allora primo ministro Urbano Rattazzi, alessandrino di nascita, che le annesse alla costituenda Provincia di Alessandria per dare lustro al suo modesto borgo natale.

La decisione di annettere i comuni d’Oltregiogo all’attuale Provincia di Alessandria è imputabile all’allora ministro Urbano Rattazzi, alessandrino di nascita: tale decisione provocò scontento che durò decine di anni. A titolo di esempio, i Comuni di Albera, Cabella, Cantalupo, Carrega, Mongiardino, Roccaforte, Rocchetta, Parodi e Novi, vollero conservare addirittura con l’aggiunta del suffisso Ligure il ricordo di essere appartenute a Genova.

Voltaggio, altresì ha legame talmente forte con il Capoluogo ligure al punto dall’esser stato formalmente riconosciuto come comune onorario della Provincia di Genova con atto formale del 10 settembre 2005!

Non solo due regioni (Liguria e Piemonte) e quattro province (Asti, Genova, Savona ed Alessandria)!  L’Oltregiogo si trova oggi intersecato da ben 4 diocesi!.

Per quale ragione?

Poiché la storia delle diocesi del nord ovest ha seguito un percorso storico completamente autonomo, più legato alle condizioni dei domini territoriali ed all’influenza sui singoli territori rispetto alle scelte amministrative susseguenti all’unità nazionale.

La diocesi di Alessandria

La diocesi di Alessandria, ad esempio, fa riferimento all’Arcidiocesi di Vercelli. Infatti, il 7 luglio 1817 l’Arcidiocesi di Vercelli stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana ed ha come suffraganee (diocesi locali) Alessandria, Biella e Casale Monferrato. Già originariamente vi era da parte di papa Pio VII il progetto di aggiungere alle suffraganee le diocesi di Novara e di Vigevano, reso esecutivo il 26 novembre dello stesso anno. Tuttavia, la diocesi di Vigevano è entrata a far parte della metropolia di Milano il 17 luglio 1974. La diocesi di Alessandria interessa i comuni dislocati nella parte conclusiva del corso del torrente Orba, tra questi l’ultimo avamposto è Capriata d’Orba.

La Diocesi di Acqui Terme

Ovada, Masone e la cosiddetta “Area delle due Bormide” fanno riferimento alla Diocesi di Acqui Terme, a sua volta parte dell’Arcidiocesi di Torino. Nella Diocesi di Acqui Terme sono ricompresi paesi d’Oltregiogo oggi appartenenti alla provincia di Alessandria (ad esempio Ovada), oppure alla provincia di Genova (Masone, Rossiglione, Campo Ligure, Tiglieto); altri ancora, non appartenenti all’Oltregiogo, sono collocati in provincia di Asti (ad esempio Nizza e Canelli) o in provincia di Savona (ad esempio Sassello, Altare, Cairo Montenotte) o persino in provincia di Cuneo (Perletto).

La Diocesi di Tortona

Una storia articolata contraddistingue la Diocesi di Tortona, attualmente composta da ben 314 parrocchie, distribuite su 152 comuni e dislocate nelle tre provincie di Alessandria, Pavia e Genova. L’attuale configurazione discende dalla Bolla del luglio 1817 attraverso la quale Papa Pio VII ricostituiva la Diocesi di Tortona, modificata profondamente nel suo assetto territoriale dopo le bufere napoleoniche, con la perdita di 22 parrocchie a favore delle confinanti Diocesi di Alessandria e Acqui e l’acquisizione di 67 parrocchie sottratte alle sedi Pavia e Piacenza. La Diocesi di Tortona così costituita venne al tempo distaccata dalla provincia ecclesiastica di Milano per entrare a far parte della provincia ecclesiastica di Genova.

La Diocesi di Genova

Infine, per completare il quadro, alla Diocesi di Genova appartengono comuni d’Oltregiogo quali Arquata Scrivia, Bosio, Carrosio, Fraconalto, Gavi, Mongiardino Ligure, Parodi Ligure e Voltaggio.

Il quadro complessivo delle Diocesi nell’Oltregiogo

Come si evince da questo quadro, l’Oltregiogo è attraversato da ben quattro diocesi, due delle quali, Tortona e Gavi, collegate all’Arcidiocesi di Genova, le altre, Acqui Terme all’Arcidiocesi di Torino ed Alessandria all’Arcidiocesi di Vercelli.

Esattamente come si sfiorano i confini di quattro regioni (Lombardia, Liguria, Emilia e Piemonte) nei dintorni delle Capanne di Cosola, anche le quattro diocesi d’Oltregiogo hanno un’area nella quale sono quasi tutte a contatto fra loro!

Immaginatevi, cari lettori, di uscire da Gavi dopo aver visitato la splendida Chiesa parrocchiale (appartenente alla Diocesi di Genova), costruita in stile romanico con pietre di arenaria tratte da una cava nei pressi del forte, già citata in un documento datato 15 agosto 1172.

Ebbene! Dirigendovi lungo la strada provinciale 160, in direzione Francavilla Bisio, all’incirca all’incrocio con la strada che risale a San Cristoforo, il torrente Lemme separa amministrativamente i comuni di Gavi, San Cristoforo e Francavilla Bisio. Poco più in alto, a circa 200 metri slm, in direzione ovest, si distingue chiaramente la frazione Aureliana appartenente al comune di Capriata d’Orba.

Così come Lombardia e Liguria in quel di Cosola, le diocesi di Genova e di Alessandria in questo areale non si stringono la mano per pochi metri, diversamente da quanto avviene singolarmente fra queste e le diocesi di Acqui Terme e di Tortona!

È suggestivo transitare lungo i confini amministrativi di questa intersezione fra diocesi d’Oltregiogo, oggi terra di ottimi vini e di paesaggi emozionanti che riscaldano il cuore, soprattutto nelle ore prossime al tramonto!

Infatti, dopo aver lasciato alle spalle Gavi e la diocesi di Genova, con le sue antiche tradizioni storiche riconducibili alla prima epopea cristiana, mentre si costeggia il torrente Lemme, che più avanti andrà a confluire nel torrente Orba, si lambisce il confine comunale del ridente borgo di San Cristoforo (Diocesi di Acqui Terme – decisione del 1817 dopo una serie di vicissitudini e spostamenti dovuti alle bufere napoleoniche); pochi passi, ed appena si oltrepassa il limite territoriale del comune di Francavilla Bisio (Diocesi di Tortona – Comunità pastorale di Basaluzzo) quasi si lambisce il territorio del comune di Capriata d’Orba (Diocesi di Alessandria – Unità pastorale dell’Orba).

Una curiosità

A titolo di ulteriore curiosità, proprio in cima al crinale della collina, la provinciale 177 fra San Cristoforo e Capriata d’Orba, a sua volta, è stata a suo tempo scelta per delimitare l’area territoriale della Docg Gavi: sempre con le spalle all’Appennino, le vigne di cortese alla vostra destra potranno fregiare le proprie uve della rinomata denominazione Gavi Docg, mentre le vigne alla vostra sinistra, diversamente, potranno accontentarsi di vedere le proprie uve nella denominazione Doc, a scelta o Monferrato o Piemonte.

Oltregiogo: una terra di confine in tutti i sensi. Un mix di storia, cultura, tradizioni!

Davide Pietro Boretti

E in conclusione un video sulle eccellenze dell’Oltregiogo dove spiritualità, cultura e cura della terra si mescolano in un ambiente unico

La C.I.A. (Confederazione Agricoltori Italiani) di Alessandria dieci anni or sono, organizzò nel 2016 un tour enogastronomico tra i vigneti dell’Oltregiogo. Per la precisione si visitarono alcune aziende agricole d’eccellenza della Val Lemme e dell’Alto Monferrato. Eravamo presenti anche noi de “l’inchiostro fresco” e in questo video che vi riproponiamo, testimoniammo quella bella giornata, dove il meglio delle nostre zone faceva bella mostra di sé alla luce del sole!!!!

Gian Battista Cassulo

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