Si aprirà ufficialmente Venerdì 6 Marzo, solennità di San Marziano, alle ore 18.00 in Cattedrale a Tortona, la Visita Pastorale alla Diocesi di Tortona da parte di Mons. Guido Marini

Il Vescovo incontrerà le Comunità Pastorali all’interno dei dieci Vicariati nei quali è ripartito l’ampio territorio della Diocesi, che spazia dalle propaggini collinari verso il mare fino alla pianura padana ed all’Oltrepò pavese, interessando ben tre provincie e due regioni.

Venerdì 6 Marzo 2026, solennità di San Marziano, Patrono della Città e della Diocesi di Tortona, alle ore 18.00 in Cattedrale, il Vescovo Mons. Guido Marini aprirà ufficialmente la sua prima Visita Pastorale alla Diocesi, a quattro anni dall’inizio del suo ministero pastorale. La Visita interesserà tutti i dieci Vicariati in cui è suddivisa la Diocesi, a iniziare da quello di Tortona domenica 8 marzo. Il percorso di fede si concluderà entro l’estate del 2027.
UNA VISITA PASTORALE PER EDIFICARE UNA CHIESA MISSIONARIA
“Con la Visita Pastorale – spiega il Vicario Generale della Diocesi, don Francesco Larocca – il Vescovo manifesta il desiderio di confortare e incoraggiare i fedeli e le comunità cristiane della Diocesi, aiutandole a discernere il presente e a orientare le scelte verso il futuro. Questo è lo scopo della Visita“.
Lo strumento della Visita Pastorale è previsto dal Codice di Diritto Canonico che stabilisce che essa è: “una delle forme collaudate dall’esperienza dei secoli, con cui il Vescovo intrattiene contatti personali con il clero e con gli altri membri del Popolo di Dio”.
“In particolare – continua il Vicario Generale – Mons. Marini intende sollecitare il lavoro delle Comunità Pastorali, che da anni la Diocesi ha intrapreso. Un progetto iniziato con la Lettera pastorale del suo predecessore nel corso dell’anno 2020-2021. Da sempre, il Vescovo ha confermato la volontà di procedere sulla stessa strada, desideroso di voler edificare una Chiesa missionaria che sappia affrontare le sfide della contemporaneità. Nelle Lettere pastorali di questi anni è possibile riscontrarne l’evidenza. Se è chiaro che resta fermo il messaggio da portare al mondo, il Vangelo di Gesù Cristo crocifisso e risorto, è altrettanto chiaro che le strutture ereditate da secoli di prassi pastorale, oggi presentano molti limiti“.
Già da diverse settimane è stato avviato un cammino di preparazione attraverso una Commissione di pre-Visita, istituita appositamente, che sta incontrando i sacerdoti e i laici collaboratori operanti nelle diverse Comunità cristiane. “I calendari proposti ai dieci Vicariati – chiarisce don Larocca – si concentreranno su momenti di celebrazioni, di condivisione e di ascolto, a carattere vicariale e di Comunità Pastorale; il Vescovo, quindi, non incontrerà ogni singola Parrocchia. La presenza capillare rientra già nella sua attività ordinaria, rendendosi disponibile con generosità ovunque è chiamato dal Popolo di Dio e dai suoi pastori“.
“Informiamoci bene circa il calendario del nostro territorio – l’invito conclusivo del Vicario Generale all’intera Diocesi – e partecipiamo alle proposte che ci giungeranno, con la preghiera e con la presenza viva e costruttiva“.
Davide Pietro Boretti

Per qualsiasi ulteriore informazione in merito: Ufficio Comunicazioni Sociali – Diocesi di Tortona, Piazza Duomo 12, – 15057 Tortona (AL) – Tel. 0131 816635 – Mail: ufficiostampa@diocesitortona.it
LA GENESI DELLE VISITE PASTORALI DAL CONCILIO DI TARRAGONA A PAPA PAOLO VI PASSANDO DAL CONCILIO DI TRENTO
Sin dalle origini del cristianesimo la visita pastorale è sancita come un dovere del ministero pastorale. Le prime testimonianze scritte relative all’obbligo annuale della sacra visita risalgono al Concilio di Tarragona del 516. Superate le criticità del periodo medioevale, soprattutto caratterizzato da enormi difficoltà connesse alla disponibilità di vie di comunicazioni sicure, a partire dal XIV secolo le visite pastorali sono attestate con una notevole frequenza. Il Concilio di Trento, XIX concilio ecumenico della Chiesa cattolica, convocato in un momento cruciale per reagire alla diffusione della riforma protestante in Europa, durato complessivamente dal 1545 al 1563 e governato da ben cinque papi, stabilì l’obbligo per i vescovi, o loro incaricati, di compiere visite pastorali alle comunità diocesane ogni anno, estendibile a due in caso il territorio diocesano fosse particolarmente esteso.
Scopi principali delle visite furono indicati la diffusione della dottrina, la custodia dei buoni costumi e la correzione dei corrotti, l’esortazione e l’ammonizione della comunità alla religione, alla pace e alla rettitudine oltre a tutte quelle disposizioni che, secondo i visitatori, possano giovare ai fedeli.
Il Concilio Vaticano II, ventunesimo e più recente concilio ecumenico della Chiesa cattolica, annunciata da Papa Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959, avviato nell’ottobre del 1962 e conclusosi l’8 dicembre 1965 dal suo successore Papa Paolo VI, oltre a precisare maggiormente il significato della visita pastorale, stabilisce che il vescovo è tenuto a visitare la diocesi personalmente, o in caso di impedimento, per mezzo di un procuratore, almeno in parte ogni anno e per interno ogni cinque anni.
Il Codice di diritto canonico del 1983, al canone 396, – https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/cic_index_it.html – riprende le indicazioni del Concilio Vaticano II e prevede quanto segue:
Can. 396
§1. Il Vescovo è tenuto all’obbligo di visitare ogni anno la diocesi, o tutta o in parte, in modo da visitare l’intera diocesi almeno ogni cinque anni, o personalmente oppure, se è legittimamente impedito, tramite il Vescovo coadiutore, o l’ausiliare, o il Vicario generale o episcopale, o un altro presbitero.
§2. È in facoltà del Vescovo scegliere i chierici che preferisce come accompagnatori e aiutanti nella visita, riprovato ogni privilegio o consuetudine contraria.
Davide Pietro Boretti

(la Congregazione è stata fondata nel 1915 ed è conosciuta come “Casa delle origini”)









