Sabato 21 e Domenica 22 marzo 2026 a MONTALDO BORMIDA (Al) si rinnova l’appuntamento con il più importante evento primaverile FAI di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro meraviglioso Paese
Montaldo Bormida, storico centro a cavallo fra le valli Orba e Bormida, intersezione fra le culture liguri, lombarde e monferrine, è stato individuato dal Gruppo di Ovada quale meta per i moltissimi appassionati di storia, cultura, natura e territorio che vorranno partecipare alle Giornate di Primavera FAI 2026 in territorio d’Oltregiogo.

Sabato 22 marzo 2026 dalle ore 14,30 alle ore 18 e domenica 22 marzo dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 14,30 alle 18 gli apprendisti ciceroni – studenti degli Istituti Santa Caterina e Carlo Barletti di Ovada – racconteranno la storia del borgo e le sue infinite vicissitudini visitando i luoghi più caratteristici dell’antica area medioevale, ad oggi rimasta quasi intatta, arroccata su un’erta dominante le valli Orba e Bormida.
La consolidata collaborazione fra le istituzioni scolastiche ovadesi ed il FAI, accolta favorevolmente dai visitatori e molto formativa per ragazze e ragazzi, consentirà anche in questa occasione a tutti gli intervenuti di apprezzare luoghi speciali, molti dei quali solitamente inaccessibili poiché, anche nel territorio d’Oltregiogo, il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque e non sempre visitabile.
Durante gli orari di visita verranno organizzati gruppi di un massimo di 20 persone, ogni trenta minuti, con partenza da piazza Giovanni XXIII, angolo la piazzetta caratteristica del centro storico localmente soprannominata “Trinità dei monti”. Sia nella giornata di sabato sia nella giornata di domenica, l’ultima gruppo verrà organizzato alle ore 17.



Al termine del percorso, per tutti sarà possibile visitare in autonomia le aziende vitivinicole ed agricole del territorio che hanno segnalato la propria disponibilità ad accogliere gli appassionati FAI durante le due intere giornate, con un ricca proposta di eventi e degustazioni.
Maggiori informazioni sono disponibili sul portale del FAI, sul portale del Comune di Montaldo, sui canali social e contattando il gruppo FAI ovadese via email ovada@gruppofai.fondoambiente.it.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Montaldo domina dall’alto la valle Bormida, offrendo un panorama a 360° verso l’Acquese, l’Ovadese e la piana alessandrina, attirando influenze liguri, monferrine e lombarde. Il borgo si è mantenuto pressoché incontaminato, almeno dal ‘600, dopo la demolizione del castello, di cui è interessante scoprire i resti. Le vie sono strette, ma lasciano intravvedere imponenti palazzi che conservano la fierezza di un glorioso passato, angoli suggestivi di semplici dimore circondate dal caratteristico selciato e scorci panoramici di rara bellezza.
Solo nella chiesa parrocchiale il pittore Pietro Ivaldi detto il muto ha lasciato la sua firma. Interessante l’oratorio dedicato a San Rocco, grazie al quale venne superata la peste del 1854. Una passeggiata al parco Dotto fra il pergolato, diverse varietà di piante ad alto fusto e una breve visita a Palazzo Dotto per ascoltare la storia di un’antica e generosa famiglia nobiliare concluderà il tour del borgo.
Ma non dimenticate di assaggiare la tradizionale farinata e di degustare il buon vino delle cantine aperte, ascoltando l’affascinante racconto della “Battaglia del rio Budello” presso il quale sono ancora nascoste monete d’oro e d’argento.


Approfondimenti geografici, storici ed artistici
Montaldo Bormida (Montaud Bormia in piemontese) è un comune italiano di 580 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte, situato nella zona collinare dell’Alto Monferrato, tra le valli della Bormida e dell’Orba e gli Appennini Liguri a 334 m s.l.m. È uno dei comuni dell’Ovadese, area storico-culturale del Basso Piemonte e del Monferrato, a 11,6 km circa da Ovada e a 13,5 km da Acqui Terme. L’ambiente naturale presenta una piacevole biodiversità e coltivazioni biodinamiche prevalentemente a vigneto.
Nel 1164 l’espressione “Ambo Carpineta” in un diploma della cancelleria imperiale indicava sia il sito dell’attuale Carpeneto, sia quello di Montaldo. Nel XIV secolo il feudo viene occupato dal marchese Tommaso Malaspina, nel 1488 passa alla famiglia Della Valle fino al 1605, quando viene ceduto a Sebastiano Ferrari, conte di Orsara.
Nella seconda metà del ‘600 viene venduto alla famiglia Spinola di Genova per passare nelle mani dei Pallavicini nel 1759. Con il decreto del re d’Italia Vittorio Emanuele II, il primo febbraio del 1863, il Comune di Montaldo fu autorizzato ad assumere la denominazione di Montaldo Bormida. Fu particolarmente attivo durante la lotta di Liberazione con la “Brigata Carlino”, articolazione della “7ª Divisione Viganò” che operava tra Acqui, Ponzone e Ovada.
Un tempo le case erano costruite con la pietra arenaria del luogo, solo nell’800 sorse una fornace per la cottura dei mattoni. Il borgo era difeso da un maniero, distrutto nel XVI sec. Rimane un mastio visibile presso il campo da gioco del tamburello; con i ruderi del castello fu costruita nel 1686 l’attuale chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo.
La chiesa presenta una facciata neoclassica, con lesene verticali; ai lati e in alto cornici modanate, sovrastante timpano triangolare che ospita l’affresco della Madonna con Bambino, opera dell’ovadese Frixione (1875).
L’interno, barocco, si presenta ampio e a navata unica, con volta a botte. L’altare maggiore e la balaustra sono in marmi policromi di stile rococò, opera degli scultori lombardi Angelo e Carlo Ganna; il coro ligneo, scolpito e intagliato, è settecentesco. Gli affreschi sono opera dei fratelli Ivaldi. Nel 1844 fu acquistato un organo dagli Agati, famiglia organaria di Pistoia. Dal 2001 la chiesa ha beneficiato di importanti interventi conservativi.



Davide Pietro Boretti









