Arte e storia nella diocesi di Acqui Terme: a Rocca Grimalda (Al) prosegue il progetto di restauro della bella chiesetta di Santa Limbania, monumento nazionale, collocata sull’antica altura di Castelvero
Sabato 14 marzo 2026, alla presenza di Massimiliano Caldera della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Asti, Cuneo ed Alessandria e di Michele Martella, referente del laboratorio di restauro, unitamente ai suoi collaboratori, si è tenuto un sopralluogo guidato dal sindaco di Rocca Grimalda, Enzo Cacciola, dei lavori in corso, finalizzati a far risplendere gli antichi fasti di questa perla del territorio, con l’obiettivo di completamento entro la fine del corrente anno


La chiesa di Santa Limbania di Rocca Grimalda edificata già in epoca antica su un imponente sperone roccioso, domina il corso del torrente Orba; gode di un panorama mozzafiato che si estende a tutta la valle. L’attuale facies architettonica è ascrivibile fra i secoli XVI-XVII. La chiesetta è già stata eletta nel 2022 “luogo del cuore” da parte del Fondo Ambiente Italiano. Il lavoro di restauro è meticoloso e richiede una particolare perizia da parte degli esperti: dopo la prima fase del progetto, finalizzata alla messa in sicurezza dell’intera struttura ed attuati successivamente gli interventi primari di risanamento, sono in corso le azioni volte a far ritornare all’antico splendore i capolavori di decorazione interna, a loro volta frutto di una stratificazione succedutasi nel corso dei secoli.

INCHIOSTRO FRESCO TV
L’attrice Angela Agostinetto, per Inchiostro fresco TV, ha intervistato i protagonisti della giornata predisponendo un ampio reportage di questo importante progetto di restauro. Il reportage sarà a breve in rete. La redazione
La chiesa di Santa Limbania, della quale nel seguito si riporta una descrizione di dettaglio estratta dal sito del Comune di Rocca Grimalda (Al), è un tesoro tutto da valorizzare, una delle gemme architettoniche di Rocca Grimalda, scrigno di tesori e di eccellenze del territorio ovadese.



Ecco ai nostri microfoni una dichiarazione di Enzo Cacciola, Sindaco di Rocca Grimalda
Come afferma il Sindaco di Rocca Grimalda, Enzo Cacciola, “l’intervento di restauro di Santa Limbania vuole essere un ulteriore step per consentire a tutti coloro che amano l’arte e la cultura di apprezzarla al più presto nella sua forma migliore, contestualmente all’arricchimento dell’offerta complessiva del borgo di Rocca Grimalda, centro storico e culturale di primo piano che già annovera tesori quali il Museo della Maschera e ben sei chiese. Tutta la proposta di Rocca Grimalda e più in generale dell’area ovadese sta progressivamente crescendo, consolidando la propria posizione di eccellenza, in grado di attrarre un turismo di qualità, attento e curioso, pronto a coniugare cultura, arte, natura e naturalmente le eccellenze enogastronomiche.”
“Rocca Grimalda è culla di storie, leggende e racconti che si tramandano da secoli!” prosegue Enzo Cacciola, ”Solo per citare una vicenda legata alla chiesa oggetto di restauro, Santa Limbania è protettrice dei suoi devoti fedeli. I piedi della statua lignea della Santa, infatti, sono consumati poiché le madri usavano staccarne una piccola scheggia, da consegnare come talismano ai propri figli in partenza per le guerre.”
Davide Pietro Boretti


La Chiesa di Santa Limbania
La chiesa di Santa Limbania sorge nell’area di Castelvero, all’estremità sud-orientale del paese, su un imponente sperone roccioso che domina il corso del fiume Orba. L’attuale facies architettonica, la cui origine come rivelato da scavi archeologici potrebbe risalire a età medievale, è ascrivibile fra i secoli XVI-XVII.
La dedicazione alla monaca cipriota, oggetto di venerazione a Genova dal XIV secolo, si deve probabilmente alla famiglia Grimaldi feudatari di Rocca; inoltre, Santa Limbania era la patrona dei mulattieri “i quali facevano la spola tra Rocca Grimalda e Genova partendo dall’omonima chiesetta di Voltri“.
La chiesa si presenta ad aula unica conclusa da un’abside semicircolare e affiancata da due cappelle laterali. La struttura esterna è caratterizzata da un alto prospetto, concluso da un tetto a due salienti, scandito in due ordini definiti da lesene lievemente aggettanti; la muratura del secondo ordine è bucata da tre finestre rettangolari.
L’interno della chiesa, a navata unica voltata a botte, è di notevole interesse storico artistico; oltre al pregiato altar maggiore e ai due altari delle cappelle laterali – databili alla fine del secolo XVII – l’abside è affrescata da un interessante ciclo raffigurante l’Assunzione della Vergine con al centro in alto il Padre Eterno, sotto la Madonna in mandorla attorniata da Angeli con trombe, ai lati in basso due gruppi di Apostoli con Cristo e sullo sfondo paesaggio collinare con castelli, alberi e laghi. Nel settore centrale inferiore c’è il sacello su cui compare la seguente iscrizione: Assunpcio . Marie . Virgini . 1526 . Ultimo septebris . Luchin . Ferari . De . Castelago Faciebat.
A Luchino Ferari sembrano appartenere, come scrive Gianfranco Cuttica di Revigliasco, anche “gli affreschi che decorano l’absidiola al fondo della parete destra e che rappresentano al centro la Madonna in trono con Bambino tra i Santi Sebastiano e Rocco, sul lato sinistro altri due Santi (ma ridipinti) e sul lato destro San Paolo e Santo non bene identificabile, molto rovinati“.
Testo tratto da:
https://comuneroccagrimalda.it/c006147/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/29









