ASTI, “ECHI DI UN MONDO PERDUTO”

Un viaggio tra natura, storia e bellezza

È stata inaugurata sabato 21 marzo 2026 alle 17,00 presso l’ex Chiesa del Gesù nel Complesso del Michelerio di Asti, che ospita il Museo Paleontologico, la mostra “Echi di un mondo perduto di Floriana Porta. “Acquerelli tra i fossili” per una mostra che riprende una serie di temi cari all’artista, originaria di Villafranca e molto legata a questo territorio.

In mostra una trentina di opere su carta nelle quali la pittrice torinese fa convivere ciò che le è caro: lo spirito femminile, l’impronta della natura, l’essenza di un lontano passato, quello del Mare Padano, a cui rende omaggio con pennellate blu indaco. Un viaggio tra natura, storia e bellezza intorno ai temi della femminilità, dell’ecologia e delle origini.

Nel corso della presentazione, condotta dalla presidente del Parco Paleontologico, Sara Rabellino, l’artista ha inoltre parlato della relazione della figura della donna con il divino, e della relazione tra lo “scavo” artistico e interiore con quello archeologico. Il blu e la tecnica dell’acquerello richiamano il “mare padano”, i suoi abissi e profondità, e l’acqua stessa.

La data inaugurale non è stata scelta a caso, perché il 21 marzo è anche la giornata mondiale della poesia, e gli acquerelli della mostra sono affiancati dalle poesie dell’artista stessa, che oltre a dipingere è anche poetessa, in un dialogo ideale non solo tra parole e immagini, ma anche con l’esposizione permanente Il Leviatano e le sirenecon gli affreschi dell’ex Chiesa del Gesù. Accompagnano la mostra le note critiche di Sergio Munno, Fabrizio Prina e Gabriella Cinti.

La presidente del Parco Paleontologico Astigiano, Sara Rabellino, ha personalmente scelto l’immagine, In ascolto della natura selvatica, della locandina: una donna è attenta a captare ogni minimo suono (forse un segreto?) mentre le felci si allargano armoniosamente intorno a lei.

“La mostra di Floriana Porta – ha affermato Sara Rabellinoè un rimando continuo a ciò che conserviamo al museo e a ciò che custodiamo nelle aree protette. Le felci acquarellate, per esempio, ci ricordano che nelle nostre collezioni fossili abbiamo foglie vissute sugli alberi milioni di anni fa, mentre altre fronde vegetano nelle riserve naturali in cui siamo impegnati a salvaguardare la biodiversità”. “Con Echi di un mondo lontano – conclude la presidente – promettiamo atmosfere di forte suggestione attraverso cui far conoscere il nostro straordinario patrimonio paleontologico e naturalistico”.

Nel mondo di pennellate colorate, create da Floriana Porta, ritratti di donne, simbolo di fertilità e vita, coabitano con ciò che il Mare Padano ha lasciato in eredità, a partire dalle balene: ancora una saldatura con la realtà del museo e degli affioramenti di conchiglie nei geositi. Il rosso ruggine, che segna alcuni lavori, rimanda “al ferro ossidato – spiega la pittricemiscela calda e terrosa per alternare i colori caldi e freddi, creando contrasti dinamici”.

L’artista, figlia dell’illustratore e designer scomparso Alessandro Porta, ricorda: “da sempre, fin da bambina, considero il mondo dei fossili una realtà molto affascinante ed enigmatica in cui l’invisibile si fa poesia. La mostra a Palazzo del Michelerio vuole essere una conversazione poetica, attraverso il tempo, incentrata sui temi della memoria, delle origini, della femminilità e dell’ecologia. Ciò che propongo è un viaggio artistico tra storia, natura e bellezza”.

Farà da colonna sonora il brano “Balene perdute nel tempoappositamente composto da Gae Capitano e ispirato a una poesia della pittrice.

Andrea Macciò

L’esposizione, promossa con il Distretto Paleontologico dell’Astigiano e del Monferrato, resterà aperta al pubblico fino al 28 settembre. Orario: lunedì-venerdì 11-17, sabato e domenica 11-18 (chiuso martedì e a Pasqua, 5 aprile).

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