DALLA TEORIA DEI GIOCHI ALLA CURA DEI TUMORI

Uno workshop di matematica per celebrare il 75° compleanno di Roberto Lucchetti

Dal nostro collaboratore e amico Fioravante Patrone, già docente presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Genova, e in questi giorni invitato a Messina allo workshop Days on game theory, riceviamo e con grande disponibilità pubblico nella mia Bacheca, questo suo resoconto sul convegno di matematici che si è svolto in quella terra di Sicilia che a Siracusa diede i natali ad Archimede, sentendoci orgogliosi di avere tra le fila de “l’inchiostro fresco” uno studioso come appunto lo è il nostro Prof. Fioravante Patrone. Marta Calcagno

UN CONVEGNO CHE HA VISTO PROTAGONISTI GIOVANI RICERCATORI

Sono stato a Messina, ad uno workshop di matematica su tematiche della “teoria dei giochi”, organizzato per celebrare il 75° compleanno di Roberto Lucchetti, con cui ho collaborato a lungo. Di questa occasione ricorderò il viaggio di ritorno (22 ore da Messina a Novi, grazie agli aerei in ritardo), ma soprattutto una delle conferenze: quella di Monica Salvioli, giovane ricercatrice a Maastricht (sì, uno dei tanti cervelli in fuga, come il mio allievo Stefano che ho rivisto in questa occasione e che lavora a Parigi, al CNRS).

La foto di copertina (ndr.: la foto in apertura dove appare la ricercatrice Monica Salvioli) tecnicamente non è un granché, ma la cosa importante è ciò a cui fa riferimento. Una idea brillante, ed innovativa, di applicazione della “teoria dei giochi” allo studio dei tumori. Il bello delle sue idee è che portano a delle conclusioni che suggeriscono MODIFICHE significative ai protocolli utilizzati per il trattamento di alcuni tumori in stadi già molto avanzati. E non è solo teoria, ci sono già state e sono in corso SPERIMENTAZIONI CLINICHE delle sue considerazioni teoriche.

Ovviamente non è questo il primo esempio di applicazione molto seria di questa branca della matematica (la “teoria dei giochi”) dal nome così buffo, quasi che fosse roba da bambini. La cosa bella è la CONCRETEZZA di questa applicazione, è quello che mi ha entusiasmato.

Naturalmente non è il primo esempio di applicazione della teoria dei giochi alla medicina, basti pensare agli studi dedicati agli scambi di reni (si parla di gestione dei trapianti di reni) dal premio Nobel Alvin Roth. Per altri esempi disponibili di applicazione seria, rimando a questo link dove si ritrova un mio articolo su La Stampa di quasi vent’anni fa:

Tra le altre cose, in questo articolo menzionavo appunto un altro tipo di modello matematico che sfruttava la teoria dei giochi per cercare di individuare geni “sospettabili” di avere un ruolo significativo per l’emergere di tumori. Era il risultato della tesi di dottorato del succitato Stefano Moretti, con la collaborazione di Stefano Bonassi (allora all’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, a Genova). Metodologia che è stata poi anche usata da altri per evidenziare geni potenzialmente implicati nel disordine dello spettro autistico.

Fioravante Patrone

CHI È IL PROF. ROBERTO LUCCHETTI

Roberto Lucchetti, è professore ordinario di Analisi Matematica del Politecnico di Milano, si è laureato in Matematica all’Università di Genova nel 1973 e ha conseguito in seguito il Ph. D. in Mathematics presso l’Università della California, Davis. Attualmente ricopre anche la funzione di coordinatore del dottorato di Metodi e Modelli Matematici per l’Ingegneria.

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