DERTHONA 2.0 – IL TIMORASSO SI RACCONTA

Da sabato 28 a lunedì 30 marzo, a Tortona, presso il Museo Orsi, cinquantacinque produttori, un vitigno, un territorio che non smette di sorprendere. Il Timorasso non si racconta in fretta. Va aspettato, capito, ascoltato. Derthona 2.0 lo ha dimostrato ancora una volta

GLI EVENTI

La manifestazione aperta al pubblico ha visto un’affluenza significativa nelle giornate di sabato 28, domenica 29 e lunedì 30 marzo nella sede storica, il Museo Orsi di Tortona.

In parallelo, eventi speciali hanno arricchito il programma di Derthona 2.0 accompagnando e completando l’appuntamento 2026 della manifestazione, divenuta ormai imperdibile nel calendario nazionale enologico.

Giovedì — apertura con una masterclass dedicata ai giornalisti: un racconto del territorio e delle annate, tra suoli argillosi e calcarei, escursioni termiche e interpretazioni produttive diverse. Una mappatura sensoriale e geografica del Timorasso nella sua complessità.

Venerdì sera — cena esclusiva al ristorante Anna Ghisolfi, con produttori e giornalisti riuniti attorno alla tavola. Un percorso di 11 vini abbinati ai piatti: un dialogo fra cucina del territorio e Timorasso in tutte le sue declinazioni.

Sabato mattina — anteprima riservata alla stampa con le annate 2023 e 2024: uno sguardo in avanti, sulla giovinezza di un vino che già sa cosa vuole diventare.

Domenica pomeriggio — chiusura con Derthona Giovani: 8 vini abbinati ai prodotti più autentici del territorio — il Montebore, il Salame Nobile del Giarolo e le Pesche di Volpedo. La prossima generazione al centro, con radici ben piantate nella terra tortonese.

Derthona

Una denominazione che non smette di crescere, con oltre 500 ettari vitati e il 50% della produzione già destinata all’export.

Ma dietro i numeri c’è qualcosa di più intimo: i Colli Tortonesi sono un mosaico geologico straordinario, dove marne azzurre, calcari, argille e terre rosse si alternano valle dopo valle, regalando al Timorasso espressioni sempre diverse. Un vitigno a bacca bianca dalla buccia spessa, tardivo e longevo, che assorbe e racconta il suolo con una fedeltà rara. La sua struttura minerale, l’acidità vibrante e una complessità aromatica, tra note di pesca bianca, agrumi, idrocarburi e pietra focaia, lo rendono uno dei bianchi da invecchiamento più interessanti d’Italia.

Diversità di terreni che si è rispecchiata perfettamente nei calici delle dodici cantine, ognuna voce autentica di un territorio unico che nella serata di anteprima si sono ritrovate in un incontro speciale con la stampa internazionale per raccontare l’anima più profonda del Derthona.

Il nostro inviato

I testi e le immagini del presente articolo sono di Michele Zanchetta – www.onlymywinetasting.comche si ringrazia per la collaborazione con Inchiostro Fresco

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