Novanta secondi per continuare al meglio la nostra giornata
L’impatto enogastronomico della cocente eliminazione della Nazionale di Calcio dal prossimo Mondiale
Come Associazione Culturale, che è l’editrice di questa edizione online de “l‘inchiostro fresco“, ci siamo riuniti la sera del primo Aprile per consolidare il palinsesto degli eventi per l’estate ’26. Avevamo ipotizzato un Piano B nella sciagurata ipotesi in cui la Nazionale azzurra non riuscisse a superare la barriera delle qualificazioni e per la terza volta consecutiva mancasse all’appello del mondiale di calcio. Ebbene: così è stato e con grande dispiacere abbiamo dirottato le energie sul progetto alternativo.
Sui giornali, sul web, ovunque, si legge di tutto e di più: colpa di questo, di quello, di quell’altro, dell’arbitro che ha convalidato un gol irregolare prima e nei supplementari poi non ha adottato lo stesso metro di misura nei confronti dei nostri avversari.
C’è chi addirittura si spinge ad attribuire colpe al sistema calcio, alla quantità di giocatori stranieri presenti nelle nostre squadre di club; chi addita la causa della disfatta al tecnico, allo staff, ai raccattapalle poco collaborativi, ai fischi del pubblico, alle zolle del campo, alla rotondità del pallone. E’ tutto un susseguirsi di riflessioni, opinioni, commenti; un ribollir di parole al vento! Tanto ormai la frittata è servita.
In questi novanta secondi non si disserta né di tecnica né di elementi organizzativi: non è materia di approfondimento lo schema 3-4-1-2 piuttosto che 4-3-3 o qualsiasi altro. Non conta l’allenatore o il singolo giocatore. Tra l’altro, tutti già si stanno sbizzarrendo sui nomi dei papabili per rimettere in sesto la baracca, ad ogni livello. L’importante è stuzzicare la fantasia e creare aspettative. Sarebbe bello se dal cilindro uscisse il nome del mitico Oronzo Canà e del suo schema utopico, il 5-5-5, dove qualsiasi calciatore abbia la forza di raddoppiare le proprie energie in onore della maglia azzurra!
Quella stessa maglia azzurra che ci sarebbe tanto piaciuto sostenere nelle iniziative estive della nostra Associazione Culturale, magari in serate o nottate all’insegna del buonumore, della condivisione, della fratellanza, arricchendo il tifo durante la telecronaca, dapprima con approfondimenti storici, culturali, enogastronomici dei nostri avversari di turno; per poi concludere al meglio, grazie alla collaborazione con qualche operatore del settore, con una bella serata (o colazione…) a base dei loro piatti e dei loro vini tipici. Ecco, tutto questo, per la terza volta negli ultimi anni, resterà solamente un miraggio, un sogno.
Alternativamente, cercheremo di trovare dei succedanei, quindi, il famoso piano B, solidarizzando volta per volta con qualche popolo, senza distinzione alcuna, per trascorrere momenti di aggregazione e di condivisione perché il calcio, come ci insegna da sempre, è si tifo e battaglia sportiva, ma anche, e soprattutto, unione di molti sotto una bandiera condivisa.
Cercheremo, con il nostro Piano B degli eventi estivi, di sostenere collettivamente ancor di più i nostri, tanti compatrioti sportivi che si sanno distinguere per il loro valore e per i loro traguardi negli altri sport.
Davide Pietro Boretti










