
Grande affluenza per i 30 anni di questo evento che ha contribuito a rendere Ovada un polo attrattivo turistico e culturale d’eccellenza

Organizzato dalla Pro Loco di Ovada e del Monferrato ovadese, si è svolto ieri, Lunedì di Pasqua, 6 aprile 2026, il classico appuntamento con il “Mercatino dell’Antiquariato e dell’Usato di Ovada”
Il “Mercatino” di Ovada (Al) nato ormai trent’anni fa, nel 1996, è un appuntamento on the road che assieme agli oggetti, tutti di pregio e ricercati in esposizione sui banchetti, fa conoscere anche il bel Centro storico di questa cittadina che nel tempo ha saputo mantenere, nonostante gli inevitabili allargamenti urbani, la sua identità storica e culturale.
La “bella Ovada” si dice in fatti di questa cittadina posta alla confluenza dell’Orba selvosa e dell’irruente Stura, fiumi a regime torrentizio che dalla Liguria, attraversando l’Appennino vengono a gettarsi in terra piemontese un tempo un tutt’uno con la “superba” Repubblica di Genova.
Una terra questa, ancora oggi chiamata l’Oltregiogo a ricordo della colonizzazione genovese (che ancora continua) dove la bella Ovada con la più austera Novi sono a contendersi il titolo di capitale di questa antica marca geografica.
Una terra che oggi sarebbe ancora più bella se ancora fosse attraversata dal trenino della Val d’Orba, la cui tramvia è stata dismessa e demolita da una mano barbara nel 1953, che se ancora ci fosse, oltre ad essere un motivo di richiamo turistico, metterebbe in contatto l’Alto Monferrato con la Valle Scrivia e toglierebbe l’ovadese (e la Valle Stura) dall’isolamento nel quale oggi si trova!
È proprio vero che le scelte dei padri ricadono sempre sulle teste dei figli!
Ma torniamo al mercatino “pasquale” che si è concluso ieri e, come ci riferisce il nostro inviato Davide Pietro Boretti, che con l’ausilio dell’attrice Angela Agostinetto, ha realizzato il servizio video che vedete in calce a questo articolo, diciamo che è stato un successo di pubblico e di festa.


I circa 200 espositori e i visitatori, molti dei quali veri intenditori, che si aggiravano, attenti e curiosi, tra le bancarelle dove erano esposti oggetti di antiquariato e dell’usato veramente pregevoli, sono stati accolti da una splendida giornata di primavera, alimentata da una leggera brezza dal mare che ha reso ancor più piacevole gironzolare fra le mille bancarelle sparse nel centro storico di Ovada alla ricerca di tesori nascosti.
Una folla brulicante di curiosi ed affezionati collezionisti ha infatti invaso piazze e carrugi, vivacizzando la vita di questo borgo dell’Oltregiogo per l’intera giornata e una organizzazione precisa e puntuale ha consentito il perfetto svolgimento della manifestazione.
“Abbiamo passeggiato in lungo in largo – ci detto Davide Pietro Boretti rientrando in redazione con il suo servizio – cercando di riportare ai nostri amici telespettatori qualche spicchio curioso: in calce abbiamo aggiunto un breve reportage giunto in redazione dalla sede aostana che ha solcato gli altrettanto interessanti mercatini di Courmayeur”.

la “Foire del la Pâquerette”, e la Catena del Monte Bianco

E già perché nella stessa giornata nella perla della Valdigne, a Courmayeur, si stava svolgendo un analogo mercatino, la “Foire del la Pâquerette” giunta quest’anno alla sua 28° edizione, questo più specializzato verso l’artigianato, dove era presente una piccola troupe della redazione de “l’inchiostro fresco” della Valle d’Aosta.
Una bella pasquetta dunque all’insegna della conoscenza del territorio e delle sue eccellenze che nel tempo, con l’ingegno di appassionati collezionisti e con le capacità della maestria artigianale, hanno saputo mantenere in vita l’identità sociale e aggregativa di queste belle e ridenti località.
Gian Battista Cassulo
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