LA PASQUA ORTODOSSA IN OLTREGIOGO

Amici della Comunità Rumena, molto numerosa in Oltregiogo, ci hanno onorato dell’invito alla loro tavola per festeggiare assieme questa importante ricorrenza del calendario religioso ortodosso che si ripete da secoli, sovente in una data differente per effetto di un criterio di calcolo basato sull’antico calendario giuliano introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C..

Un ponte fra culture e religioni e la volontà comune di festeggiare assieme questa importante ricorrenza religiosa, per il calendario ortodosso di gran lunga superiore al Natale. Nella tradizione Ortodossa, la Pasqua viene comunemente indicata come “la festa delle feste” ed incarna secoli di tradizioni spirituali e culturali tramandate di generazione in generazione.

Anche per i tanti amici provenienti dalla Romania e presenti in Oltregiogo la tavola imbandita è uno dei momenti centrali di questa santa ricorrenza; i riti religiosi iniziano nella notte tra sabato e domenica quando i fedeli si radunano e rimangono immersi nel buio più completo finché verso la mezzanotte il sacerdote accende una candela e pronuncia le parole che risuonano in tutte le chiese ortodosse del mondo: “Cristo è risorto!”, a cui i fedeli rispondono: “Veramente, è risorto!”.

Le medesime parole si pronunciano a tavola all’atto del reciproco contatto fra le uova colorate. Le uova rosse, infatti, sono il simbolo più universale della Pasqua ortodossa. Tinte di rosso per rappresentare il sangue di Cristo e la nuova vita, le oua colorate sono oggetto di un rituale particolare: ogni ospite ne tocca una contro quella del vicino pronunciando “Hristos a înviat!”. Il vicino risponderà: “Adevărat, a înviat!” Chi avrà in mano l’uovo (sodo) che rimarrà intatto sarà considerato fortunato per l’anno a venire!

Dopo l’infinita carrellata di antipasti a base di salumi e formaggi tipici, l’immancabile grigliata di carne, il cozonaci, una torta simile alla brioche con noci o cacao, onnipresente su ogni tavola, ed il pască, ecco il momento dei dolci, delizia del palato soprattutto dei più golosi. Accompagnati da un calice di Moscato o di Brachetto, gli aromatici simbolo delle nostre terre, i dolci della tradizione rumena, come ad esempio il cheescake cu capsuni, raffinati, gustosi, prelibate leccornie arricchite di creme, formaggi, mascarpone, yogurth, cioccolato, spezie e decorazioni variopinte, concludono il sontuosamente pranzo luculliano per onorare la santa festa.

Un abbraccio forte ed un fraterno ringraziamento a Hilda e Vasile, amici da sempre, dei quali abbiamo avuto l’onore di essere stati ospiti per festeggiare assieme questa Santa Rocorrenza della tradizione Ortodossa.

Davide Pietro Boretti

Le foto sono state scattate dall’autore alla tavola di Hilda e Vasile

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