Un momento di confronto e di discussione organizzato ad Ovada dalla Fondazione C.I.G.N.O.

Care lettrici e cari lettori, riceviamo in redazione e con molta gratitudine ringraziamo Fondazione CIGNO per aver organizzato questo importante evento ad Ovada, Sabato 11 aprile, presso il Salone Padre Giancarlo con il Patrocinio della Regione Piemonte, della Società Italiana di Psiconcologia e di ASLAL. Siamo sempre attenti alle iniziative sul territorio e con molto piacere vi diamo conto dei temi affrontati durante l’incontro. Buona lettura dalla vostra Marta


Oltre 50 partecipanti, operatori sanitari, pazienti, volontari, cittadini, hanno seguito con grande attenzione il convegno organizzato da FONDAZIONE CIGNO e tenutosi sabato 11 aprile: ” IL COLORE DELLE EMOZIONI: DALLA RELAZIONI ALL’ ACCOGLIENZA” . L’evento ha ottenuto il Patrocinio della Regione Piemonte, della Società Italiana di Psiconcologia e di ASLAL a testimonianza della rilevanza dell’argomento.
Ha portato il saluti Istituzionali la dott.ssa Francesca Chessa, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione e Relazioni con il pubblico di ASLAL.
Il convegno è stato anche l’occasione per annunciare la prossima inaugurazione della “stanza immersiva“, regalata al DH oncologico di Ovada dal Commendatore Romano Anfossi, notissimo imprenditore di Alessandria, ma con radici anche nell’ovadese.
La stanza nasce da un’idea del dott. Anfossi risalente al 2004: creare uno spazio dove i malati possano trovare rilassamento attraverso immagini, suoni e colori della natura.
Il Commendatore Anfossi ha poi donato alle relatrici, Maura Anfossi, Nadia Meneghello e Paola Varese oltre a Francesca Chessa, la stampa di un’opera di un noto artista delle Langhe, Guido Botta ” LA STRADA DELLA VITA” , dedicata a Lina Anfossi.

IL COLORE DELLE EMOZIONI
La dott.ssa Maura Anfossi, psicologa- psicoterapeuta Responsabile del Trauma Center dell’ Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo ha descritto l’impatto del colore nella nostra vita. Il colore è lo strumento di comunicazione della natura stessa e ogni colore racchiude un messaggio. Il colore è un canale espressivo potente e rapido: “vedo tutto grigio” significa ” ho paura” o sto attraversando un periodo di depressione come può accadere dopo una diagnosi oncologica. Il nero è invece il colore del trauma.
Il colore è anche un veicolo per risvegliare le risorse del malato e dei curanti e sempre più l’arte viene valorizzata come strada di benessere perché favorisce l’attivazione della creatività che lenisce la sofferenza e permette di trovare vie nuove per affrontare ostacoli come la malattia, il lutto, I traumi.



Il colore parla al cuore e ci attiva
La dott.ssa ha preso in esame i vari colori, attraverso un percorso per immagini e foto di opere d’arte. Il rosso, colore dell’energia e della vitalità;
Il giallo, che ci ricorda il bisogno di accoglienza di chi soffre, a cui è necessario rispondere con empatia, tuffandosi nel suo mondo emozionale ma con la consapevolezza che è necessario ritornare nei propri panni per evitare confusione e sovraccarico emotivo. Il porpora che parla di responsabilità e possibilità di scelta. Affinché la cura sia efficace la responsabilità del paziente e dell’operatore sanitario devono intrecciarsi.
Molto suggestiva la riflessione sull’ l’argento dello specchio che simboleggia ciò che noi proiettiamo sugli altri, ma che è qualcosa che ci appartiene. Il blu, il colore della riflessione e della profondità, il più scelto dagli Europei, e l’arancione, tipicamente preferito dagli orientali.
Ricchissimi i riferimenti a letteratura, arte, tutti contenuti nel suo libro ” EMOZIONI A COLORI” edito da San Paolo Casa Editrice, pubblicato lo scorso anno e che ha riscosso un grande successo di pubblico.
Nadia Meneghello, decoratrice e artista molto nota ben oltre i confini dell’ovadese, ha svolto il tema del ruolo decorazione degli ambienti ospedalieri, come elemento di accoglienza e supporto alla relazione di cura.
I colori e gli interventi artistici rivestono un ruolo strategico nei luoghi di fragilità.
Una semplice decorazione ha dietro uno studio complesso e articolato, non è mai casuale.
Si affronta l’ambiente come prima espressione di accoglienza. Il progetto del ” giardino dipinto” ad esempio, realizzato in Ovada, rappresenta l’unione tra il dentro e il fuori, metafora del percorso di cura. I colori non curano la malattia ma l’esperienza stessa della malattia.
L’arte influenza le relazioni. Un ambiente curato può diventare anche uno strumento di responsabilizzazione sociale.
L’arte fa parte di un percorso di umanizzazione delle cure e può portare benefici ai pazienti e al personale sanitario.
Un investimento in questo ambito può avere risultati positivi su salute psicologica, qualità della vita e dignità della persona.
Nadia Meneghello ha descritto il proprio intervento, sostenuto dalla Associazione Vela ODV, nell’area della degenza e nell’atrio del Reparto di Medicina oncologica di Ovada. I colori del verde con richiamo alle piante e ai fiori hanno cercato di creare un legame con il vicino Parco di Villa Gabrieli: la natura che ci accoglie fuori e dentro l’Ospedale.
Un ambiente curato serve anche agli operatori, trasmette tranquillità e sicurezza.

IL COME
Definito il “perché” dell’importanza dei colori, è stato compito della dott,ssa Paola Varese, Direttore della Medicina Oncolgica di Ovada, descrivere il “come“.
La dottssa ha citato il ruolo del Responsabile operativo degli Ambienti sanitari, figura identificata nel Piano Socio sanitario della Regione Piemonte 2025-2030, con il compito di monitorare lo stato di decoro degli ambienti ospedalieri e territoriali ai fini di migliorarne l’umanizzazione.
La dott.ssa ha poi commentato il termine “umanizzazione“, che va intesa e estesa agli aspetti relazionali degli operatori sanitari, ma anche di qualsiasi professionista che lavori a contatto con le persone ( scuola, uffici etc).
Empatia, ascolto, gentilezza, sono elementi strategici che vanno costruiti nelle equipe di cura.
Il ” progetto Gentilezza” non a caso è uno dei principali progetti portati avanti da Fondazione Cigno onlus con le Scuole dell’infanzia e primarie dell’ovadese.
L’ educazione e la formazione alla relazione e all’accoglienza sono l’unica cura di prevenzione della violenza e della aggressività in tutti i contesti.
Il volontariato è risorsa preziosa e un alleato straordinario in sanità e nel sociale ed è un prezioso volano per tutti i progetti di promozione della qualità della vita per malati e famigliari.
L’auspicio è che gli articoli 55 e 56 della legge del terzo settore possano presto essere declinati operativamente per poter portare concretamente nella co-programmazione e nella coprogettazione con gli Enti pubblici, come già previsto dallo stesso Piano socio sanitario della Regione, l’esperienza e la creatività, l’energia positiva delle Associazioni.
La redazione









