Con riferimento all’articolo apparso domenica 19 Aprile 2026 è d’obbligo da parte della Redazione apportare alcune rettifiche ed integrazioni al fine di fornire ai lettori un quadro più preciso e scientificamente corretto della situazione
Integrazione informativa
Gli Enti competenti (Carabinieri Forestali, Guardia Parco dell’Appennino Piemontese, Servizio di Vigilanza della Provincia e Veterinari dell’ASL) hanno già avviato i contatti con i proprietari del cagnolino, probabile vittima di predazione nel novese. Nei prossimi giorni verrà effettuato un sopralluogo congiunto in loco da parte di operatori esperti. L’obiettivo è ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e, soprattutto, fornire indicazioni utili ai proprietari per la messa in sicurezza degli animali d’affezione e da reddito eventualmente presenti in zona, prevenendo così ulteriori episodi.
Parziale rettifica
Nell’articolo viene utilizzata l’espressione: “…incolumità dei bambini che più di altri potrebbero essere più facilmente soggetti ad attacco da parte di un branco di lupi affamati”. Questa affermazione risulta fuorviante, in quanto suggerisce una presunta predisposizione del lupo ad attaccare l’essere umano, ipotesi ampiamente smentita dai dati scientifici e statistici.
Nonostante l’ampia ricolonizzazione spontanea della specie nei nostri territori, anche in prossimità dei centri abitati, i casi di ferimento o attacco all’uomo documentati in letteratura scientifica in Italia negli ultimi decenni sono estremamente rari (circa una decina). Il lupo è un animale tipicamente schivo che tende a evitare gli esseri umani; se così non fosse, considerando l’attuale diffusione della specie, assisteremmo a centinaia di episodi ogni anno.
Questo, naturalmente, non significa che il rischio sia nullo: come ogni animale selvatico, il lupo può potenzialmente rappresentare un pericolo se impossibilitato a fuggire o se deve difendere la prole.
A seguito del mutato assetto legislativo e della minore vulnerabilità della specie, le Regioni e i Ministeri competenti stanno mettendo a punto piani operativi per il contenimento del lupo. Tali piani prevedono anche l’abbattimento o la rimozione in casi, talora possibili, di predazioni ripetute o di eccessiva confidenza con l’uomo.
È importante sottolineare che la predazione, sia su prede selvatiche che domestiche, è un comportamento naturale che non deve generare allarmismo se avviene in contesti in cui l’uomo non è presente. Desta invece preoccupazione il fenomeno dei lupi “confidenti”: animali che, spesso a causa di precedenti condizionamenti (come l’offerta deliberata di cibo da parte dell’uomo, azione non consentita dalla legge), perdono il loro naturale timore e arrivano a tollerare la presenza umana anche a distanze inferiori ai 30 metri.
Questi comportamenti anomali rappresentano una reale criticità da gestire il prima possibile e devono essere tempestivamente segnalati alle Autorità competenti sopra citate.
La Redazione
Ulteriori elementi di informazione
Si riportano nel seguito le indicazioni di due pubblicazioni di Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, www.isprambiente.gov.it ente pubblico di ricerca italiano, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
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GESTIONE LUPI URBANI E CONFIDENTI
Al seguente link è possibile ottenere un ulteriore approfondimento sulla popolazione piemontese del carnivoro con gli ultimissimi dati ufficiali disponibili:









