IL FIUME DI MARIA – SERRAVALLE SCRIVIA 1944

Sabato 6 giugno alle ore 21:00 presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo in via San Rocco 1 a Serravalle Scrivia andrà in scena l’opera teatrale “Il Fiume di Maria – Serravalle Scrivia, 1944” 

L’opera teatrale è imperniata sulla storia locale di Serravalle e racconta, in modo romanzato, fatti e vicende realmente avvenute nell’ambito del difficile e convulso periodo relativo alla parte finale del secondo conflitto mondiale.

Come ha anticipato il Sig. Sindaco di Serravalle Scrivia, Avv. Luca Biagioni, alcuni fatti salienti sono avvenuti proprio nell’edificio comunale con protagonisti alcuni operatori di allora che con le loro azioni e a proprio rischio e pericolo, hanno impedito che diversi cittadini subissero rappresaglie o fossero arrestati e deportati nei campi di concentramento.

Come sottolinea il regista Marco Zanutto, nella rappresentazione verranno utilizzati due linguaggi espressivi: il linguaggio teatrale e quello cinematografico. Lo spettacolo teatrale nel suo svolgersi in scena, sarà intervallato dalla proiezione di un vero e proprio film in cortometraggio, in bianco e seppia e a frammenti, a cui sarà affidata la ricostruzione di quei giorni difficili e confusi di fine guerra a Serravalle Scrivia.

Per gli organizzatori è fonte di soddisfazione aver realizzato quest’opera teatrale che permette di far conoscere al grande pubblico e soprattutto ai giovani eventi riguardanti la storia locale dove l’umanità e il senso comune hanno avuto il sopravvento su ideologie che si basavano sull’ingiustizia e sulla sopraffazione, negando la libertà e il reciproco rispetto tra le persone.

L’Associazione Amici dell’Arte in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Serravalle Scrivia e la Compagnia Teatrale “I Mancini del Quarto” terrà una conferenza stampa di presentazione sabato 30 maggio 2026 alle ore 11:00 presso la Sala Consiliare del Municipio di Serravalle Scrivia.

IL FIUME DI MARIA

Sinossi

E’ il 1984. Una donna di 57 anni rincasa. E trova una sorpresa. La visita di una vecchia conoscenza. I due non si vedono da molto tempo e cominciano a parlare. Ritornano al 1944, quando la donna aveva 17 anni. La Seconda guerra mondiale sta flagellando l’esistenza di milioni di persone. In quell’anno la donna ha vissuto un’esperienza cruciale per la sua formazione di persona adulta.

Nasce un dialogo liberatorio tra lei e il suo enigmatico visitatore, liberatorio per entrambi: scaturisce un fiume di sensazioni, sentimenti, rimpianti. Seguendo i ricordi. La donna ricorda il fiume che scorre attraverso la sua città. Il fiume dei ricordi, il fiume della vita che solo lei può vedere. Perché, come le nostre vite, i nostri ricordi appartengono solo a noi, a causa del modo in cui abbiamo vissuto i fatti che sono diventati, nel tempo, memorie. Malgrado questo, i ricordi, per quanto sia impossibile trasmetterli così come sono stati fissati dalle nostre menti, devono essere affidati ad altri e tramandati a nuove generazioni. In qualsiasi modo. Anche rimandando un appuntamento con il destino.
MASSIMO NOVELLI

NOTE DI REGIA

Non voglio parlare della Resistenza, non voglio dire quello che è già stato detto mille volte e contraddetto mille volte dai così detti
revisionisti dell’ultimo minuto. È facile riconciliare gli animi ora che viviamo da più di ottant’anni godendo di un regime democratico, dove
la nostra libertà è come l’aria che respiriamo. La diamo per scontata. È ovvio, è naturale che siamo liberi. Che questa libertà sia un premio
conquistato a fatica l’abbiamo dimenticato e forse paradossalmente più ne parliamo più ce ne dimentichiamo. Abbiamo perdonato tutti,
non ci sono più né buoni né cattivi: italiani tutti brava gente. Le persone che invece hanno vissuto sulla loro pelle quegli anni di
piombo ormai sono quasi tutte sottoterra, è naturale, è passato troppo tempo. Comunque, parlarne è altrettanto scontato, dato che
noi ci dimentichiamo che anche solo poterne parlare liberamente è già un privilegio, frutto del sacrificio di alcuni ragazzi poco più che
ventenni che erano pronti a combattere fino alla morte, per cambiare quel mondo dove vigeva la legge del più forte, c’erano cittadini di seri
“A” e di serie “Z” ed essere liberi per la maggior parte della popolazione era un lusso. Non volevo parlarne, ma alla fine ne ho
parlato. Ora, però, preferisco parlare di questo spettacolo che, ricordo, si ispira a fatti realmente accaduti più di ottanta anni fa, esattamente
nel 1944, proprio qui, a Serravalle. Parlo della vita di tutti i giorni che scorreva come l’acqua del fiume a fondovalle, lo Scrivia. Però, anche
questa volta, anzi, in particolar modo in questa occasione ho voluto (come già altre volte nei miei spettacoli) utilizzare due linguaggi
espressivi: il linguaggio teatrale e quello cinematografico. Lo spettacolo teatrale nel suo svolgersi in scena, sarà “visitato” più volte
dalla proiezione di un vero e proprio film in cortometraggio e a frammenti, e proprio a questo film in bianco e seppia, sarà affidata la
ricostruzione di quei giorni difficili e confusi di fine guerra nella nostra e nella vostra Serravalle. Sul palco si metterà in scena un’altra
storia, quella di una ipotetica giornata vissuta dalla protagonista del film, Regina, (o Maria?) qualche anno dopo le vicende narrate nella
proiezione cinematografica, esattamente quaranta anni dopo. È un giorno particolare per Regina, siamo nel 1984. Qualcuno, una figura
misteriosa, l’attende a casa. Ed è insieme con quello scomodo personaggio che Regina rievocherà quel che accadde in Serravalle nel
’44 e che gli spettatori vedranno sullo schermo, ossia proiettato su una parete del piccolo monolocale in cui lei vive. C’è un epilogo, è
naturale; un epilogo inaspettato che, ovviamente, non intendo svelare. Parliamo ancora una volta degli ultimi anni della Seconda guerra
mondiale, dei martiri della Resistenza, della gente di allora, perché possiamo farlo, siamo liberi di farlo, ma non dimentichiamoci di come
abbiamo conquistato questa libertà. Non dimentichiamolo mai.
MARCO ZANUTTO

Giovanni Torchia
Presidente Associazione “Amici dell’Arte di Serravalle Scrivia”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *