IL COL SERENA DA PLANAVAL

Camminando immersi nel silenzio e tra i colori di una natura che inizia ad uscire dal letargo invernale

L’escursione al Col Serena, partendo dalla località di Planaval a La Salle, rappresenta un’opportunità di immersione autentica nella natura, specialmente in questo periodo in cui la frequentazione rimane contenuta, offrendo così una rara occasione di silenzio e rigenerazione sensoriale lontano dai ritmi frenetici della quotidianità. Nonostante la crescente diffusione delle e-bike stia gradualmente portando un numero maggiore di visitatori sui sentieri, l’isolamento originario dei luoghi mantiene intatta la sua magia, rivelandosi pienamente nel momento in cui, dopo aver superato la fatica della salita, si schiudono panorami inaspettati e scorci suggestivi. 

Il percorso, classificato con una difficoltà di tipo E, richiede circa due ore abbondanti di cammino per superare un dislivello di 817 metri, partendo da una quota di 1773 metri fino a raggiungere i 2546 metri del colle. L’itinerario si sviluppa lungo il sentiero numero 6 e inizia in modo agevole, lasciando l’auto in uno spiazzo sterrato dopo l’unico ristorante di Planaval, la Baita La Jolie Bergère; da qui ci si incammina su una comoda strada poderale, talvolta leggermente ripida, che conduce fino all’alpeggio di Rantin. Superata questa tappa, la via si trasforma in un sentiero ben tracciato che sale dolcemente, regalando una vista spettacolare sulla Comba di Planaval, specialmente dopo il primo tratto più impegnativo, dove il percorso si addolcisce attraversando una conca erbosa ricca di varietà floreali. 

Anche durante giornate non del tutto terse come quella di ieri (Ndr.: sabato 30 maggio 2026), il paesaggio sa regalare emozioni intense grazie al gioco di nuvole e nebbie, mentre si inizia ad ammirare lo splendore dell’imminente fioritura nonostante la presenza residua di alcuni nevai. Già ad inizio giugno – specialmente nella zona dei pascoli all’altezza degli alpeggi di Rantin – è possibile osservare una ricca biodiversità che include ranuncoli, viole calcarate, soldanelle comuni, genziane primaticce, anemoni alpini, genzianelle alpine, euforbie, orchidee sambucine e myosotis (conosciuti come non ti scordar di me). Con un pizzico di fortuna, approfittando della quiete e del silenzio, si possono avvistare alcune marmotte che fanno le loro prime apparizioni primaverili dopo il disgelo.

L’intero percorso, ideale da affrontare da maggio a ottobre o, in condizioni di sicurezza, anche con le ciaspole, si configura dunque come un’autentica evasione meditativa, capace di ripagare ogni sforzo con l’ascolto dei suoni primordiali dell’ambiente e, in ultima analisi, della propria voce interiore.  Buon cammino!

Luca Pereno

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