
Salire e ritrovarsi in una prateria a oltre duemila metri di quota!


L’escursione alla Court de Bard – a 2.261 metri di quota – rappresenta un’esperienza alpina di rara bellezza, un viaggio immersivo capace di riconnettere corpo e mente nel cuore pulsante della Valle d’Aosta.
Il punto di partenza è il suggestivo borgo di Challancin, una frazione montana nel comune di La Salle il cui nome in patois evoca l’immagine di un piccolo e accogliente insediamento incastonato tra i pendii.
Il percorso si articola come un anello di grande respiro panoramico, sviluppando un dislivello di circa 700 metri. Si tratta di un itinerario ideale per chi ricerca una giornata di autentico contatto con la natura, che si tratti di un’escursione estiva dai colori vividi o di una magica ciaspolata invernale, quando la neve trasforma il paesaggio in un silenzioso teatro bianco.
Il cammino inizia lasciando alle spalle le ultime case di Challancin, imboccando una comoda strada poderale che attraversa inizialmente ampi pascoli verdeggianti. È un approccio graduale, un invito a rallentare il passo e ad ascoltare il ritmo della montagna. Si superano gli alpeggi di Ponteilles, testimoni di una tradizione contadina secolare, per poi immergersi nel silenzio protettivo di boschi di abeti e larici, dove la luce filtra tra i rami creando giochi di ombre affascinanti.
Giunti in prossimità del villaggio di Arpilles, il sentiero si fa più deciso. La salita a mezza costa richiede un impegno costante ma gratificante, conducendo passo dopo passo verso la sella erbosa del Col de Bard. È qui che lo sguardo si libera, regalando una ricompensa impagabile: una vista panoramica che toglie il fiato, abbracciando l’intera catena del Monte Bianco, l’imponente sagoma della Grivola e il vasto massiccio del Gran Paradiso. Dalla sella la cresta si fa più sottile e conduce rapidamente alla cima della Court de Bard, identificabile dalla classica ruota metallica di vetta, punto di riferimento storico che offre una sorta di bussola naturale per orientarsi tra le cime circostanti.
Ma la vera anima di questa escursione risiede in un incontro speciale: il monumentale larice secolare. Situato lungo una variante irrinunciabile durante la discesa, questo “gigante” della natura è un vero monumento vivente. Con oltre 500 anni di storia, un’altezza di 26 metri e una circonferenza che supera i 4 metri, questo Larix decidua osserva silenzioso lo scorrere delle ere. Il larice è un albero straordinario, una conifera che in autunno compie il miracolo di tingere i propri aghi di un giallo oro brillante prima di lasciarli cadere, un simbolo ancestrale di cambiamento e di capacità rigenerativa. Avvicinarsi al suo tronco nodoso significa entrare in contatto con un testimone di forza e longevità che, ancora oggi, ci insegna il valore profondo del saper lasciare andare il superfluo per rigenerarsi, proprio come lui fa ogni primavera.
Il rientro, che chiude l’anello ricongiungendosi alla strada principale, è il momento ideale per lasciare che le emozioni della giornata sedimentino. È una riflessione che nasce spontanea sulla bellezza di questo percorso, capace di unire la sana sfida della salita alla contemplazione della natura alpina più pura, lasciandoci con la consapevolezza di aver arricchito il nostro spirito.
Luca Pereno









