L’ECO DEL SILENZIO: UN’ESCURSIONE TRA I SEGRETI DEL LAGO DI LOLAIR

Un’escursione immersi nella natura e in una biodiversità unica

L’escursione che conduce al Lago di Lolair partendo da Runaz, frazione di Avise, rappresenta un’autentica immersione in un angolo di Valle d’Aosta che conserva intatto un fascino antico, lontano dai flussi turistici più consueti. Il borgo di Runaz, situato a 793 metri di altitudine, accoglie il visitatore con il peso di una storia millenaria che affonda le radici in epoca romana e medievale e con la particolarità del suo nome, legato a un’antica leggenda che ne descrive l’isolamento invernale, dove per mesi la luce del sole e la luna sembrano scomparire, oltre che con la memoria storica legata all’estrazione della pregiata serpentinite, il marmo verde utilizzato per secoli nell’edilizia e nell’artigianato locale.

Il cammino, che si sviluppa lungo un itinerario di circa 10 chilometri con un dislivello di 400 metri, inizia presso lo slargo a monte dell’abitato, dove le indicazioni del sentiero 20A conducono rapidamente all’interno del bosco, risalendo lungo una mulattiera che richiede un passo costante e deciso.

Superata la prima ascesa, il percorso si apre rivelando scorci suggestivi dove la vegetazione lascia spazio ai resti di antiche baite e alle piccole chiesette di Milliery o Baise Pierre, veri e propri balconi naturali che offrono una vista panoramica di rara bellezza sulla sottostante Valgrisenche.

Lasciandosi alle spalle il bosco, il sentiero accompagna dolcemente verso la Riserva Naturale del Lago di Lolair, un’area protetta di notevole valore naturalistico che si presenta come una vera oasi di quiete. Questo piccolo specchio d’acqua, adagiato a 1175 metri di altitudine e alimentato costantemente da tre sorgenti, è circondato da canneti e rocce montonate, affascinanti dossi levigati dall’azione dei ghiacciai millenni fa.

La riserva è riconosciuta ufficialmente come zona silenziosa, un titolo che descrive perfettamente l’esperienza di immersione totale in un ambiente dove l’unico rumore ammesso è quello della natura: il vento che accarezza i canneti e il verso degli animali che popolano questo ecosistema prezioso.

La biodiversità del sito è sorprendente e si articola in una varietà di habitat che ospitano specie rare e interessanti, offrendo agli occhi attenti degli escursionisti uno spettacolo in continua evoluzione. Nelle acque dello stagno prosperano la Lingua d’acqua e l’Erba vescica, mentre lungo le sponde il paesaggio si arricchisce con la presenza del Trifoglio fibrino e verso i ruscelli, della Calta palustre e della Cariofillata dei rivi. Il versante più arido, caratterizzato da vegetazione xerofila, nasconde gioielli botanici come la rarissima Potentilla pensylvanica, che trova qui la sua principale stazione alpina, accanto a fioriture di Eliantemo maggiore.

Anche la fauna che gravita attorno al lago contribuisce a rendere questa escursione un’esperienza indimenticabile: scrutando i costoni rocciosi è possibile avvistare maestosi rapaci come l’Aquila reale, l’Astore o la Poiana, mentre tra le acque e i canneti nidificano il Germano reale e la Gallinella d’acqua. La presenza di anfibi e rettili, tra cui il rospo comune e la biscia dal collare, insieme alla ricca vita invisibile del lago composta da plancton e numerose specie di insetti, completa il quadro di questo ecosistema vitale.

Al termine della visita, il rientro avviene seguendo l’evidente sentiero che riporta a valle, chiudendo il cerchio di questa passeggiata insolita e rigenerativa, perfetta per chiunque desideri riconnettersi con il ritmo lento e puro della montagna. 

Luca Pereno

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