IL RESPIRO DELL’ALPE BONALEX IN COMPAGNIA DI BILL

Un’escursione risalendo lungo i bordi di una impervia cascata

Intraprendere l’escursione ad anello verso l’Alpe Bonalex, nota anche come Bonalè, significa immergersi in un viaggio sensoriale che ha inizio a Planaval, un borgo di montagna caratterizzato dalle tipiche architetture in pietra e legno che si integrano armoniosamente nel paesaggio alpino di La Salle.

Lasciato l’abitato, il cammino si addentra nella bucolica e incontaminata Comba di Planaval, risalendo un dislivello di circa seicento metri che, in tre ore di piacevole progressione, conduce nel cuore pulsante delle vette valdostane.

Il sentiero numero sette costeggia un ruscello vivace, il cui scorrere è scandito dal salto di piccole e fragili cascatelle che rinfrescano l’aria tra i prati in fiore.

Raggiunta quota 2349 metri, lo sguardo si apre sull’Alpeggio di Bonalex, un anfiteatro naturale dominato dall’imponente e severa maestosità rocciosa della Grande Rochère e dal profilo drammatico e svettante dell’Aiguille de Bonalex, le cui pareti raccontano la forza geologica di queste montagne.

Tra i pascoli d’alta quota, la natura nasconde tesori preziosi come le Nigritelle: piccole e rare orchidee alpine dal caratteristico colore porpora scuro, quasi nero, che emanano un inconfondibile e delicato profumo di vaniglia.

Dopo aver respirato la pace assoluta di questi specchi d’acqua alpini e delle distese profumate, l’itinerario chiude il suo cerchio discendendo verso l’Alpe Rantin (2330 mt), riconducendo il camminatore a valle con l’animo colmo della bellezza selvaggia e indimenticabile delle Alpi.

Luca Pereno

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