MORTIROLO: ODISSEA O PASSIONE?

Alessio Mastella, alfiere del Caviriò Pro Team, giusto per tenersi in forma e sgranchirsi le gambe, affronta un percorso di 7 ore e 20 minuti circa, 116 km, 3300 metri di dislivello, scalando il Gavia ed il terribile Mortirolo, teatro delle gesta epiche dei grandi del ciclismo al Giro d’Italia

“Ho fatto Mortirolo da Mazzo di Valtellina (versante iconico) e Gavia da Ponte di Legno: tieni conto che non è una grande impresa , è solo masochismo” Alessio ci scherza su. La voce arriva provata. Persino il suo smartphone ha sofferto lungo i tornanti di questi due mostri sacri della montagna!

Già, il Mortirolo! Solo pronunciarne il nome potrebbe far rabbrividire! Quando poi, a cavallo della propria specialissima, per quanto performante e tecnicamente preparata possa essere, si infila la stretta stradina che connette Valtellina a Val Camonica e davanti ai propri occhi appaiono rampe di pendenza inaudita, simili alle uscite dai garage sotterranei delle grandi città, allora la domanda sorge spontanea: perché?

Non bastasse, per tornare alla base, il ciclista si trova pressoché costretto a scalare un’altra montagna iconica: il Gavia. In alternativa, il suo fido cellulare potrebbe innescare i Police e lanciare un messaggio di aiuto, non in bottiglia ma stavolta al 118: il soccorso alpino arriverebbe solerte a risolvere la drammatica situazione, gettando tuttavia l’immagine dell’atleta nell’ignominia più assoluta dell’Inferno sportivo, per la gioia della penna del Divin Dante, sempre pronto ad aggiornar la propria Commedia, da canzonare eternamente negli sghignazzi davanti ad una media bionda nelle sere d’estate nell’anfiteatro della SOMS locale.

Ebbene NO! Alessio, con volontà di ferro, grinta, determinazione e potenza atletica ha scalato entrambi i passi:  12,5 chilometri per un dislivello di 1300 metri e pendenza media del 10,45% con punte fino al 18% per il terribile Mortirolo; 16,4km con pendenza media dell’8%, 100 metri addirittura al 14,6%, un poco di sterrato ed il solito caldo asfissiante, anche oltre quota 2.000, giusto per non farsi mancare nulla, del passo Gavia! “I primi 4 km sono stati soffertissimi, non sapevo manco se fossi arrivato in cima. Poi mi sono adattato. Negli ultimi 200 metri di dislivello ho visto persino la, la… Madonna” si lascia sfuggire…

Alessio ha onorato la gloria sportiva ed ha felicemente inebriato le pagine del nostro magazine on line con il sorriso dopo le sue conquiste; si è lasciato immortalare dal suo smartphone sfinito in un selfie davanti alla cima più alta. Bravo Alessio! Onore a te ed al tuo orgoglio sportivo, capace di intraprendere una GRANDE IMPRESA, prima con il pensiero, poi una prestazione sportiva di altissimo livello, grazie anche al duro allenamento ed alla passione che ti porta ogni giorno sulle due ruote!

Davide Pietro Boretti

Photogallery by Alessio Mastella

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