…trasporta un sacco di cose occupando una strisciolina di terra!!!
Così come il mulo, che gli Alpini ben conoscono, mettendo uno zoccolo avanti all’altro riesce a muoversi, carico del suo peso e tenuto alla lunghina dal suo conducente, sui più impervi sentieri di montagna, così la ferrovia, con il suo scartamento di un metro e quaranta tre centimetri e mezzo, con una sola persona alla guida, trasporta un sacco di persone e cose!
Il treno penetra nel territorio e lo attraversa quasi impercettibilmente senza impattare sul paesaggio, anzi divenendone parte, e chi si ritrova a bordo, dai finestrini è come se assistesse ad una sfuggente successione di scenografici quadri in rapida alternanza e sempre diversi.
Questo vale per tutte le linee ferroviarie, ma lo vale in primo luogo per le linee ferroviarie di montagna, come ad esempio lo è la linea “Aosta – Pré Saint Didier” che, scavalcando in più punti la Dora e attraversando rilievi, scompare e riappare, costeggiando a tratti in modo spettacolare la SS 26 di fondo valle (vedere foto di Giorgio Stagni in copertina), per poi entrare in stazioncine che sembrano giardini fioriti, facendosi silenziosamente strada tra il verde dei costoni montuosi.
Paolo Carotenuto ha raccolto tutte queste sensazioni in una sequenza di foto scattate dall’Ing. Giorgio Stagni e in questo breve filmato, ci ha restituito le immagini di un tempo perduto.
Le immagini di una ferrovia dismessa il 24 dicembre del 2015 oggi preda di degrado e sterpaglie!
Gian Battista Cassulo
Per gli appassionati di ferrovia consultare il sito dell’Ing. Giorgio Stagni www.stagniweb.it












La genialità di chi la vuole dismettere non è seconda a nessuno; ricordo la proposta di un Assessore al Turismo e Trasporti di trasformarla in pista ciclabile: immagino la gioia dei ciclisti a fare (credo l’80% o poco meno) in galleria… suggerisco di firmare la proposta del Fondo Ambiente Italiano https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/cerca-un-luogo?search=Ferrovia%20Aosta%20Pr%C3%A8%20Saint%20Didier
Ricordo molto bene la ferrovia Aosta Pre St Didier.
Con la mia famiglia, quando ero bambina, partivamo da Roma e arrivavamo in treno a Pre. Le stazioni valdostane in cui si fermava il treno erano molto curate e in primavera ed estate ornate con fiori ovunque. In inverno ci pensava la neve a caratterizzarle come in una bella fiaba. Poi sono successe tante cose anche nella mia famiglia di origine e non solo in Italia. Il male si annida come lo sporco ovunque. Quando sono tornata anni dopo ho visto un autostrada uscire dai tunnel della ferrovia e la stazione di Pre St Didier quasi abbandonata. Oggi sono troppo grande per tornare lassù in automobile da sola e il treno non c’è più.
Non posso più tornare in Valle d’Aosta quando voglio.
Mi sento privata di una parte di me.