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DUE MODELLI A CONFRONTO: L’ARROGANZA E IL SENSO DELLO STATO

La vicenda di Beppe Grillo con il suo atteggiamento istrionico, ci fa venire in mente un’altra vicenda, quella del principe Harry che, per seguire il suo destino, si spoglia dei suoi titoli. Ovvero chi appartiene a famiglie in vista ha ancor più obblighi sociali che non gli altri…..

Non me ne vogliano i miei amici che ho tra i “5 stelle”, che mi seguono sui social e sulle pagine de “l’inchiostro fresco”, ma l’esternazione di Grillo in difesa del figlio non mi è piaciuta proprio per niente. Senza entrare nel merito della vicenda, dove sarà competenza di chi ha il potere e i mezzi farvi luce, l’atteggiamento di Grillo mi ha colpito perché tutto d’un tratto, a mio parere, ha messo in evidenza le radici della crisi della nostra società e, per quel poco che mi sembra di capire, sono radici che affondano lontane nel tempo.

Credo infatti, ma potrei sbagliarmi, che affondino in quel “familismo amorale” che i sociologi americani avevano individuato nell’immediato secondo dopoguerra, studiando le nostre comunità locali, un “familismo” per il quale ognuno di noi tende a massimizzare i propri interessi (anche quelli affettivi) a scapito degli altri.

Ovvero una sorta di “mano invisibile” non virtuosa che, favorendo il singolo, punisce l’intera comunità.

In soldoni si potrebbe dire che l’antico detto “tengo famiglia” sia la targa distintiva della nostra italica società: quella di ieri, quella di oggi.

Da noi se un figlio sbaglia oppure, anche non sbagliando, ha però un atteggiamento non conforme al rispetto delle regole che disciplinano la vita della comunità che lo circonda, non viene redarguito dal padre, ma difeso.

Cosa che invece non accade in altri modelli di società anche contemporanea.

Proprio in questi giorni, con la morte de principe Filippo, abbiamo ad esempio visto fisicamente quanto accade nella società anglosassone, dove anche lì comunque non è tutto luce e fiori, dove il principe Harry ha sfilato dietro il feretro del nonno a debita distanza dal fratello William.

Harry ha eluso le regole della famiglia reale, non è stato difeso dalla regina, ha perso tutti i suoi titoli e, libero nelle sue scelte, ha preso la via dell’esilio in Canada.

Da noi un esempio di tal genere è inconcepibile. Anche se un figlio è del tutto innocente, ma che ha con un suo atteggiamento poco consono comunque leso l’immagine della famiglia, soprattutto quando la famiglia è in vista e quindi carica di oneri sociali, non viene redarguito dal padre, ma difeso.

E, come nel caso di Grillo, viene difeso con un modo di fare ben oltre sopra le righe.

Vedendo l’altro ieri Grillo alterato nel suo video messaggio, il pensiero mi è andato a quel padre che, nel sapere che la maestra ha redarguito il figlio, esce di casa, va a scuola e picchia la maestra.

Le radici della crisi della nostra società sono proprio lì, nel nostro “familismo amorale” che, come una maledizione, ci stiamo da tempo immemorabile (dalla caduta dell’Impero romano?), portando dietro.

Gian Battista Cassulo

Edward Banfield: Le basi morali di una società arretrata(Montegrano) 1958

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