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I GIOIELLI NASCOSTI DELLA VAL BORBERA

L’ARTE SACRA NELLE FRAZIONI DI BORGHETTO DI BORBERA: IL PERCORSO AD ANELLO TRA TORRE RATTI E PERSI

Per Inchiostro Fresco, dopo il viaggio fra i tesori dell’arte romanica nel capoluogo di Borghetto di Borbera, siamo andati alla ricerca di nuove testimonianze del romanico e dell’arte sacra nelle frazioni di Torre Ratti, Castel Ratti, Cerreto Ratti, Liveto, percorrendo a piedi la strada secondaria che unisce la periferia di Torre Ratti a Persi attraversando le tre frazioni

La più importante testimonianza dell’Arte Romanica è il Castello di Torre Ratti,anticamente conosciuta come Pobledo. Le prime testimonianze dell’esistenza del Castello, infeudato alla famiglia Rati-Opizzoni che sostenne i tortonesi contro l’assedio delBarbarossa, risalgono al 1100. Il Castello di Torre Ratti assunse un’importanza fondamentale come presidio meridionale del Ducato di Milano nel 1463 e nei successivi, fino agli ultimi interventi documentati nel 1629. Il complesso attualmente ha la forma di una classica coorte. L’edificio principale, nella piazza, ricorda una chiesa per la struttura e la croce che si trova sul tetto. Il resto della struttura è caratterizzato dai rimaneggiamenti rinascimentali e barocchi.

Una parte della struttura, la Casa del Fante, ospita l’originale Museo del Giocattolo creato da Antonio de Benedetti, del quale ci occuperemo in un pezzo apposito. Nella frazione di Castel Ratti, si trovano l’Oratorio ormai abbandonato di Sant’Innocenzo e la Chiesa più recente dedicata alla Beata Vergine del Carmelo, edificata nel 1684.

A Cerreto Ratti l’edificio principale è la Chiesa di Santo Stefano, costruita sempre nel XVII sec. grazie al vescovo di Tortona, Carlo Settala (lo stesso che contribuì alla costruzione del Santuario di Montespineto). La Chiesa ha un’abside unica e porta sulla facciata lo stemma araldico dei Rati Opizzoni. Il territorio di Cerreto è caratterizzato da numerosi affreschi ed edicole a carattere sacro.

Tra Castel Ratti e Cerreto troviamo la più piccola e meno nota della frazione di questo “anello” parallelo alla strada principale, Liveto. Qua si trova l’interessante oratorio di Sant’Antonio Abate, sulla cui facciata troviamo un affresco raffigurante il Santo protettore degli animali e un altro una figura riconducibile probabilmente a San Filippo Neri.

Allontanandosi dalla strada asfaltata, in meno di un’ora si possono raggiungere anche la Madonna della Mercede e il Santuario del Bambin di Praga. Si tratta di un percorso di grande interesse, oltre che per le numerose testimonianze di arte sacra, dal punto di vista paesaggistico e naturalistico.

A Cerreto, un bivio conduce alla località di Monteggio mentre una stretta e scenografica passerella riconduce alla frazione di Persi, sulla provinciale che unisce Vignole all’alta Valle.

Andrea Macciò

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