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ALESSANDRIA: LA STORIA DEL CAPPELLO ITALIANO IN MOSTRA AL MUSEO BORSALINO

Una perla per la memoria e la cultura dello sviluppo economico e industriale dell’alessandrino

È stato inaugurato il 4 Aprile 2022, a 166 anni dalla fondazione, il nuovo Museo Borsalino, nell’ex manifattura cappelli di Via Cento Cannoni a pochi metri dalla stazione ferroviaria e dal centro di Alessandria

Oggi la fabbrica dei cappelli Borsalino si trova nella frazione di Spinetta Marengo, e in Alessandria resta questo interessante spazio dedicato a quella forma di arte applicata che è la moda

L’ingresso nel Museo Borsalino è un viaggio affascinante, fra passato e presente alla scoperta del leggendario marchio di cappelli italiani made in Alessandria. Inaugurato per iniziativa del Comune di Alessandria e della Fondazione Borsalino, il Museo si presenta come uno spazio dinamico e innovativo che tiene insieme storia, oggetti, aneddoti e geografie. Il percorso di visita, composto da stazioni di tecnologia multimediale e pannelli didattici, è interamente sviluppato in italiano e inglese, attraverso dodici postazioni racconta la storia del cappello e insieme della società italiana.

Una serie di tre aree tematiche attraversa Palazzo Borsalino e dispiega un racconto che ha origine nel 1857 e arriva ai giorni nostri. Il percorso inizia da Antica Casa, un’installazione multimediale che ripercorre le tappe principali della storia del cappellificio e approfondisce il suo legame col territorio. Manifattura è il nome dell’area dedicata ai processi di produzione del cappello, dove scoprire le tecniche e i segreti degli artigiani alessandrini.

La sezione Galleriacon più di duemila cappelli in mostra, organizzati in percorsi narrativi e arricchiti da una vasta aneddotica, per un’esperienza senza eguali al mondo. Attraverso una App scaricata sul proprio cellulare o tablet, o un dispositivo apposito fornito alla biglietteria, è possibile approfondire le vicende dei cappelli che hanno fatto la storia. Dal “cappello a cilindro” nato come distintivo del benessere e dell’alta società (non a caso il “cilindro” è il cappello scelto dalla Disney per il ricchissimo Zio Paperone) alla “bombetta” simbolo di un certo stile british, alla “cloche” cappello creato a Parigi nell’atélier di Caroline Reboux nel 1908 e successivamente prodotto in nuove forme originali dalla Borsalino.

Un cappello simbolo della nuova libertà di donne e ragazze che iniziavano a vivere in modo libero da stereotipi e costrizioni della società. Troviamo poi il “cappello da cowboy” simbolo del cinema western, un’interessantissima sezione dedicata ai cappelli usati da sacerdoti, vescovi e papi nell’abbigliamento sacro e un’altra dedicata alla realizzazione di Borsalino per note case di moda italiane e non. In mostra anche alcuni cappelli militari e le riproduzioni realizzate nel 1957 in occasione del centenario della fondazione. Un’altra sezione di rilievo della Galleria è dedicata al cappello “Panama” che a dispetto del nome viene prodotto in Ecuador dove si trova la particolare fibra che si usa per realizzarlo.

Come il Museo Ferragamo di Firenze, il Borsalino di Alessandria è un museo aziendale di interesse sia storico, visto il forte legame anche simbolico con la città, sia artistico, considerato che alcuni dei cappelli esposti hanno un valore estetico altissimo in sé.

Molto interessante anche l’edificio, costruito in stile razionalista nel 1952 su progetto del noto architetto di origine genovese Ignazio Gardella e considerato uno dei suoi capolavori assoluti.

                                               Andrea Macciò

Ed ecco con questa foto d’epoca, un nostro omaggio alle maestranze che per tanti anni hanno lavorato e resa grande la fabbrica dei cappelli “Borsalino” di Alessandria

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