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A CAMPO LIGURE UN RECUPERO DI UN’OPERA D’ARTE DI GRANDE PREGIO

Nell’Oratorio di N. S. Assunta la raffigurazione lignea del Martirio di Santo Stefano

In questo mese d’agosto, dove si susseguono le festività di natura religiosa, che per molti versi rappresentano anche momenti di identità culturale e di appartenenza, ci è sembrato utile e doveroso riproporvi un nostro servizio che facemmo nel 2016 (vedere articolo qui sotto) ed un filmato che il nostro Fausto Piombo girò nel 2017 in occasione della presentazione del restauro del gruppo ligneo policromo che raffigura la “Lapidazione di Santo Stefano” realizzato nel Seicento da Domenico Bissoni, conservato a cura dell’Arciconfraternita dei Disciplinati di N.S. Assunta, nell’omonimo oratorio di Campo Ligure (Ge).

Nel riproporvi oggi quell’evento, Fausto Piombo ha ripreso quel filmato, aggiornandolo, e qui di seguito ve lo riproponiamo, anche per andare a completare il ciclo dei nostri reportage pubblicati in questo mese dedicati agli eventi religiosi che in questo mese di Agosto, si sono succeduti nella nostra zona.

Gian Battista Cassulo

UN GRUPPO LIGNEO OPERA DI DOMENICO BISSONI

Si tratta di una raffigurazione lignea molto dettagliata ed articolata, formata da ben otto statue alte tra il metro e trenta centimetri ed un metro e settanta centimetri, i cui dettagli sono molto ricercati e di elevata qualità, come si evince osservando il minuzioso intaglio delle capigliature e dei volti suggestivamente espressivi.

La scena rappresentata ferma l’istante immediatamente precedente all’imminente ed ineluttabile epilogo della lapidazione.

Santo Stefano inginocchiato colpito al capo volge lo sguardo al Cielo, i suoi carnefici, che gli sono attorno, stanno per scagliare i loro sassi, mentre San Paolo, seduto, assiste impotente al dramma. La rappresentazione tridimensionale della lapidazione sembra essere molto rassomigliante a quella dipinta sulla tela da Giulio Romano, raffigurante la Lapidazione di Santo Stefano, realizzata per la chiesa di Santo Stefano di Genova attorno al 1520.

Il dipinto del Romano ebbe notevole fama ai tempi e fu modello nell’arte figurativa del soggetto specifico, pertanto gli esperti teorizzano che il Bissoni possa aver tratto ispirazione dal quadro. Le statue furono oggetto, nei secoli, di tentativi di restauro non corretti e subirono anche danni in diversi punti ma fortunatamente la loro custodia in un locale asciutto e ventilato, sovrastante la Sacrestia dell’Oratorio, ne ha assicurato la conservazione facendole giungere fino ai nostri giorni ed oggi grazie allo stupendo restauro possono finalmente essere ammirate da fedeli e turisti

Ecco il filmato girato da Fausto Piombo all’epoca dell’inaugurazione del restauro del gruppo ligneo, aggiornato nei commenti e nelle riprese

CHI ERA DOMENICO BISSONI, DI FRANCESCO, DETTO IL VENEZIANO

Domenico Bissoni ebbe i natali nel 1550 a Bissone sul lago di Lugano. Fu scultore con uno stile particolare che acquisì in seguito ad un periodo di formazione nella città Venezia da cui derivò il soprannome di “Veneziano”. Alla fine del XVI secolo, già residente a Genova, ebbe già realizzato molte delle sue opere più importanti tra le quali la Lapidazione di Santo Stefano, un gruppo ligneo policromo raffigurante il martirio del Santo databile tra gli anni 1615 e 1620. Domenico Bissoni morì a Genova nel 1645 lasciando ai posteri molte opere a carattere religioso create negli anni su commissioni ricevute dalle varie chiese locali.

LA STORIA DEL GRUPPO LIGNEO AI GIORNI NOSTRI

Il Martirio di Santo Stefano è di proprietà dell’Arciconfraternita dei Disciplinanti di N. S. Assunta di Campo Ligure che ne promosse il recupero nel gennaio 2015, partecipando al bando indetto dalla Compagnia di San Paolo denominato “Tesori sacri 2015”, con l’Ing. Giorgio Rizzo e Guido Oliveri, all’epoca rispettivamente Priore e Tesoriere della Confraternita, con il supporto del Comune di Campo Ligure, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Genova e le Province di Imperia, La Spezia e Savona.

L’opera del Bissoni, originariamente di proprietà della Casaccia di Santo Stefano in Borzoli (Genova), fu acquistata dalla Confraternita dell’Assunta di Campo Ligure il 29 Luglio 1850 e pagata 400 lire di Genova fuori banco.

Il nostro precedente servizio apparso su “l’inchiostro fresco”

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