Site icon L'Inchiostro Fresco

I MINIRACCONTI DI VIVIANA ALBANESE di Viviana Albanese

Inchiostro Fresco torna a parlare de “La scrittrice del turno di notte” Viviana Albanese, che con i suoi personaggi “migranti” da un libro all’altro ha dipinto un affresco perfetto del territorio dell’Oltregiogo e della provincia alessandrina, con tutte le sue bellezze e le sue criticità. Quest’anno grazie al “Collettivo Scrittori Uniti” e a “Puntoacapo editrice” nello stand riservato agli editori del Piemonte, Viviana Albanese ha avuto la possibilità di presentare i suoi lavori al Salone del Libro di Torino che si è svolto in presenza a metà ottobre. Viviana Albanese ha avuto la possibilità di presentare anche ai lettori che non hanno visitato il Salone, Calista e gli altri suoi personaggi grazie all’intervista rilasciata a “Universo Fantasy
Viviana Albanese intervistata da Universo Fantasy al Salone di Torino 2021 – YouTube

Oggi parliamo della parte meno conosciuta dei suoi lavori: i mini-racconti pubblicati dalla rivista Chiaroscuro e disponibili sul suo blog www.vivianaalbanese.it

Con i mini-racconti Viviana abbandona temporaneamente la comfort zone della provincia dove si muovono i suoi personaggi e ci trasporta in una realtà più spersonalizzata e anonima, più vicina a quella delle grandi città dove i rapporti umani e sociali sono più difficili

In Abitudine la protagonista è una donna che osserva la vita piuttosto che viverla davvero. Bar della rotonda, cappuccino, croissant, caffè. Sigaretta, lavoro. La protagonista ha allontanato volontariamente da sé ogni possibilità di felicità per cercare la serenità in questa continua coazione a ripetere gli stessi gesti.

Un appuntamento fisso è l’osservazione del passaggio quotidiano della macchina rossa di una donna sconosciuta. Un giorno l’abitudinaria protagonista nota nella misteriosa passante una “ruga” di espressione, uno sguardo diverso dal solito. E questo particolare, che risveglia la sua umanità in qualche modo sopita, turba la sua abitudinaria routine.

È qualche giorno dopo si trova la sconosciuta davanti, si scambiano una parola di circostanza e uno sguardo fugace. Quello che la protagonista sognava. Ma nel momento nel quale il sogno si realizza, fugge.

Breve ma intensissimo, Abitudine racconta la paura di vivere davvero che affligge molte persone. Questo gioco di sguardi reciproci tra le due donne protagoniste, in un territorio che si muove tra l’anonimato dei rapporti insignificanti e forse un amore possibile, ricorda il rapporto fra le protagoniste nel romanzo di Chiara Gamberale “Quattro etti d’amore, grazie”.

Anche Il Palazzo è ambientato in una realtà anonima di un condominio urbano, il tutto acuito dal fatto che il racconto è ambientato nei drammatici mesi del lockdown.

Qua come molte altre persone una donna si dedica all’osservazione dei vicini e delle “case degli altri”. Attratta e respinta insieme da un mondo esterno diventato all’improvviso un silenzioso deserto.

La protagonista osserva in particolare una vicina. Sente che ha bisogno di aiuto e che forse è vittima della violenza domestica del compagno. O forse è solo una fantasia, dovuta ai lunghi mesi di confinamento?

Tutto sembra normale nella casa di fronte, ma forse non lo è.

Il Palazzo racconta sempre con un’eccezionale sintesi il tema drammatico della violenza sulle donne e delle solitudini urbane acuite proprio dai mesi del lockdown.

Questo racconto evoca invece il noto film di Alfred Hitchcock “La finestra sul cortile” dove il protagonista scopre a causa del confinamento forzato alcune verità nascoste sui suoi vicini di casa.

Anche Dietro Casa è ambientato in un anonimo cortile condominiale. Qua una bambina, Mia, ha un solo luogo proibito: il muro dietro casa.

Un giorno Mia sente la voce di una bambina come lei, quella che abita nel luogo proibito. Ha perso una cosa e la vuole recuperare. Le due bambine si parlano. Mia restituisce alla vicina l’oggetto perso e lei la ringrazia per averla salvata. Anche questo racconto evoca un topos classico dei romanzi di formazione: avventurarsi nel luogo proibito.

I tre miniracconti di Viviana Albanese sono caratterizzati da un alone di mistero che li avvolge. Ci porta a conoscere solo una parte della vita e dell’anima dei suoi personaggi. In particolare, Abitudine e Dietro Casa sono piccole opere aperte che lasciano al lettore la possibilità di immaginare secondo la sua sensibilità chi sono davvero i personaggi e i loro rapporti.

La scrittura, impeccabile e asciutta come nei romanzi, è impreziosita dall’ottima sintesi con la quale in poche righe l’autrice ricrea un ambiente e delinea dei personaggi complessi e dalle mille sfumature.

Andrea Macciò

Nelle foto di copertina Viviana Albanese e mauro Ferrari ad una presentazione

Exit mobile version