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NOVI LIGURE: STORIE DI ORDINARIO DEGRADO

Se diventassi Sindaco di Novi, cosa farei per prima cosa?

Se all’improvviso una “bacchetta magica” mi facesse diventare Sindaco di Novi, che politica attuerei per la mia città? Non lo so e a dirvi la verità non saprei nemmeno da dove cominciare. Novi è stata massacrata da anni e precisamente da quando alcuni politici “cortovedenti” votarono un Piano regolatore che prevedeva uno sviluppo urbano per una città da sessantamila abitanti, quando già il trend abitativo iniziava inesorabilmente a scendere tanto che dai 33 mila degli anni Sessanta a malapena siamo rimasti ai circa 28 mila di oggi!

Zone agricole che sono così diventate residenziali, il Centro storico si è svuotato della sua novesità, sono nate due aree artigianali e industriali separate tra loro e non collegate da una idonea circonvallazione, per non parlare della micidiale scelta di ubicare l’Outlet in una zona avulsa dal tessuto commerciale cittadino, invece di inglobarlo nella rete ordinaria della città, favorendo così un flusso turistico in loco di natura internazionale.

E poi ci sarebbe ancora un sacco da dire, ma ormai quel che è stato fatto è fatto e allora verrebbe da dire: “Da dove ricominciamo?“. Secondo me, se la bacchetta magica di cui sopra mi avesse fatto Sindaco, inizierei dall’ordinaria manutenzione. Inizierei cioè a rimettere mano ai marciapiedi, agli asfalti, ai lampioni, alle panchine, a riordinare gli spazi pubblici, a eliminare le sacche di abbandono.

Insomma inizierei a rendere più accogliente la città senza inventarmi grandi cose o a spendere milioni di Euro in progetti faraonici che poi lasciano il tempo che trovano, ma aggiusterei l’esistente per evitare di vedere quello che il nostro Umberto Cecchetto ha documentato in questo suo breve ma esauriente reportage fotografico.

Ordinaria manutenzione dunque e abbellimento urbano, tanto per partire, poi si vedrà!!!

Gian Battista Cassulo

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