Dopo essere stato pubblicato da Capponi Editore, a partire da gennaio di quest’anno il romanzo di Sonia è protagonista di un intenso programma di presentazioni
“Faccia da Impiegato”, il nuovo romanzo della scrittrice alessandrina Sonia Fogagnolo, ha avuto prestigioso riconoscimento, classificandosi secondo al concorso letterario Premio Andrea Torresano

Cari Lettori ospito ben volentieri nella mia bacheca questo articolo proveniente dal nostro Davide Pietro Boretti, che ci informa sul ciclo di presentazioni della produzione letteraria di Sonia Fogagnolo, scrittrice di talento di Solero, che ha dato alle stampe due libri di notevole successo. I libri sono “La gatta di Cleopatra” e “Faccia da impiegato”. Su queste pagine già abbiamo ospitato le relative recensioni alle quali ha dato il suo contributo il giornalista e poeta alessandrino Pier Carlo Guglielmero, ma ora, qui di seguito, vi proponiamo una intervista in esclusiva a Sonia Fognarolo raccolta da Davide Pietro Boretti, dove, tra le altre cose, appaiono le date delle future presentazioni letterarie di questa promettente scrittrice che dà lustro all’Oltregiogo. Marta Calcagno
UNA NOSTRA INTERVISTA A SONIA FOGAGNOLO

L’esordio di Sonia nel paese in cui abita, Solero, l’11 gennaio 2026, è stato contraddistinto dal superlativo contributo di Pier Carlo Guglielmero, poeta, scrittore e soprattutto autorevole esperto letterario. Abbiamo incontrato una Sonia raggiante di felicità, a margine dell’incontro del 17 gennaio presso il Museo Etnografico “C’era una volta” di Alessandria: nuovamente un pomeriggio di grande successo con una significativa partecipazione di un pubblico competente e molto interessato.
Una presentazione di livello, arricchita dagli intensi reading di Angela Agostinetto, attrice di notevole forza scenica, abile nel sostenere e amplificare la forza del testo.

Sonia, ti saresti aspettata un’accoglienza così rilevante per il tuo primo romanzo?
È stata una bella sorpresa, anche se in cuor mio ci speravo molto sin da quando ho iniziato a scrivere le prime righe. Ho speso molte energie per portare a compimento questo progetto e sono davvero felice che, al momento, ci sia una risposta così calorosa.
Riuscire a scrivere la parola “fine” è stata un’emozione forte.
Eccome! Iniziare è facile, il difficile è concludere. L’idea è nata parecchio tempo fa, ma la parola “fine” l’ho scritta in tempi recenti. Si tratta di una storia frutto della fantasia, ma inserita in contesti realistici. Ho cercato di plasmare un’avventura densa di eventi, con uno sguardo attento alle relazioni interpersonali e credo che in molti si possano rispecchiare nella vita del protagonista, l’impiegato Enea, diviso tra la propensione al servilismo e la voglia di ribellarsi alle angherie del suo capo. La messa a punto del romanzo è stata molto impegnativa, per me e per tutti coloro, mio marito per primo, che mi hanno supportata in questo entusiasmante percorso.
Un libro che non consola, ma rivela. Che non giudica, ma ascolta. Un affondo nel cuore inquieto del lavoro impiegatizio, tra ironia, malinconia e maschere quotidiane. Capace di coinvolgere come sanno fare gli ottimi romanzi. Riconosci il tuo romanzo “Faccia da impiegato” in queste parole, estratte da una recensione di Gian Carlo Guglielmero?
Naturalmente! Pier Carlo Guglielmero ha descritto in più circostanze, con parole mirate, l’essenza del mio romanzo. È stato un piacere condividere con lui le mie prime impressioni. Le sue acute osservazioni nella tappa iniziale di Solero e il suo successivo contributo nella presentazione odierna qui ad Alessandria al Museo “C’era una volta” hanno consentito e soprattutto consentiranno ai lettori che si avvicineranno al mio romanzo di disporre di una chiave di lettura particolarmente intrigante e colta, ricca di sensibilità e riferimenti letterari. Mi sento onorata del contributo critico di Pier Carlo e sarei davvero felice se volesse scrivere anche dei miei prossimi lavori. Ma devo anche ringraziare la stampa locale e regionale per le attenzioni che sta rivolgendo al mio lavoro e i numerosi esperti e blogger del settore che ne stanno parlando. Per chi volesse curiosare, sul mio profilo Facebook è possibile trovare tutti i commenti, gli articoli e quant’altro su “Faccia da impiegato”.
Queste ultime affermazioni sottendono la tua determinazione a proseguire nella tua passione da scrittrice?
Ovviamente sì. Scrivere è libertà. Permette di esplorare ed esplorarsi, ma anche di lasciare una traccia di sé. Una volta che inizi è difficile smettere…e poi, perché farlo? Ho esordito lo scorso anno scrivendo una favola per ragazzi, “La gatta di Cleopatra”, edita da Pav Edizioni. Una favola sì, ma anche un manifesto di resilienza che voleva mettere in luce il ruolo della donna, di una regina in particolare, Cleopatra e della sua statura immensa. Lei, determinata, volitiva, è stata capace a imporsi in una società, quella dell’antica Roma, prettamente maschile. Ho già in cantiere il prossimo romanzo, intriso di suspence, con scene ambientate anche qui, nel territorio ove sono nata e nel quale lavoro come docente.
A proposito de “La Gatta di Cleopatra”. Il prossimo 14 febbraio si terrà un evento importante, non è vero?

Anche in questo caso, mi sento veramente onorata di aver potuto instaurare una collaborazione con una primaria azienda del territorio, produttrice di riferimento del Brachetto, il vino simbolo di Cleopatra e filo conduttore della mia favola, ambientata proprio nell’antica Acqui. Con l’azienda Marenco di Strevi, sempre con il sostegno dell’attrice Angela Agostinetto per i reading, saremo proprio il giorno di San Valentino, il 14 febbraio prossimo, nella suggestiva sede dell’Enoteca Regionale di Acqui Terme per un evento congiunto che unirà vino, storia antica e felinità. Per l’occasione, oltre alla presentazione dei miei libri, “La gatta di Cleopatra” in particolare, sarà possibile degustare il Vinum Amoris dell’azienda Marenco. Si tratta di un Brachetto che ripercorre la storia di questo incredibile vitigno aromatico già decantato al tempo degli antichi romani e frutto dell’impegno di una delle aziende leader del territorio, erede della tradizione storica.
Adesso tutti quanti, lettori dell’Inchiostro fresco compresi, dovranno leggere i tuoi libri…

Me lo auguro. “La gatta di Cleopatra” e “Faccia da impiegato” sono entrambi disponibili nei principali portali di e-commerce e ordinabili in libreria. Sabato 31 gennaio ero presente presso la Libreria Feltrinelli di Alessandria dalle 10 elle 18, dove sono stata lieta di scambiare due parole con i lettori, autografando le copie. Prima dell’appuntamento del 14 febbraio all’Enoteca Regionale di Acqui Terme in collaborazione con Marenco Vini, segnalo che il prossimo 6 febbraio alle ore 21 sarò presso la Biblioteca civica di Masio, anche in questa circostanza con i preziosi reading dell’attrice Angela Agostinetto. Altre date sono in via di definizione e non mancheranno eventi a sostegno di iniziative benefiche sul nostro territorio.
Grazie Sonia, in bocca al lupo!
Crepi il lupo, dovrei risponderti, per scaramanzia! Ma io adoro tutti gli animali, a partire dai gatti. Condivido la casa con diversi esemplari, ma ci sono altri vari graditi ospiti a quattro zampe che frequentano occasionalmente la nostra vita. Sono creature incredibili e fonte di ispirazione continua; solo chi li conosce e li ama può capire di cosa sto parlando.
Davide Pietro Boretti











