A PROPOSITO DI REFERENDUM: UNA DISCUSSIONE IN REDAZIONE

Eravamo nell’agosto del 2016 e nel nostro Paese era in fermento il dibattito sulla proposta di revisione costituzionale per il superamento del “bicameralismo paritario“, la riduzione del numero dei parlamentari e della seconda parte del Titolo V della Costituzione.

Era la riforma costituzionale “Renzi-Boschi“, nata con disegno di legge sotto il governo Renzi l’8 aprile 2014, approvata dal Parlamento il 12 aprile 2016.

La riforma però venne approvata in tutte e due le Camere con una maggioranza inferiore ai due terzi e quindi a norma dell’Art. 138 della Costituzione fu sottoposta a Referendum confermativo il 4 dicembre 2016.

Nell’estate di quell’anno, in attesa della chiamata alle urne, nella redazione de “l’inchiostro fresco” che a quei tempi era in via Municipio a Novi Ligure (Al), formammo un gruppo di studio per approfondire il tema del quesito referendario, decidendo di organizzare un pubblico dibattito.

Un dibattito che ritenevamo più che necessario, anche perché nel corso di quel nostro incontro in redazione ci si era interrogati se non sarebbe stato più corretto, quando si parla di una sostanziale revisione della Costituzione (nel presente caso si parlava di modificare 47 articoli su 139), ricorrere ad una vera e propria “Assemblea costituente” che non all’istituto referendario.

La successiva consultazione referendaria del 4 dicembre 2016, dove in questo caso non era necessario il raggiungimento del quorum, vide un’alta partecipazione al voto (il 65,47%) e vi fu una netta vittoria del fronte del “NO” con una percentuale del 59,12% dei voti validi e quindi la “Renzi-Boschi” non passò.

Il numero dei Parlamentari, sotto il governo Conte, fu poi ridotto, modificando gli Art. 56, 57 e 59 della Costituzione, con legge costituzionale n. 240 del 12 ottobre 2019 e approvata a larga maggioranza (69,96%) con il referendum indetto il 20 settembre 2020, ma con un calo nell’affluenza alle urne (51,12%).

Oggi, a dieci anni da referendum sulla riforma costituzionale “Renzi-Boschi“, siamo di nuovo alle prese con un altro Referendum, quello sulla Giustizia e allora vi riproponiamo le nostre riflessioni del 2016 sull’uso del Referendum in materia costituzionale.

Riflessioni che a dici anni esatti di distanza credo siano ancora attuali!

Battista Cassulo

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