RICORDI CHE AFFIORANO SFOGLIADO LE PAGINE DEL GIORNALE

Anche dall’online ritornano prepotenti le immagini di un tempo passato, ma che ci accompagnano ancora

Quando negli anni universitari mi ritrovavo a fare ricerche storiche per preparare i miei seminari, quante ore ho trascorso alla Biblioteca Berio di Genova al secondo piano, alla “Sezione periodici”, a sfogliare giornali d’epoca le cui pagine spesso erano riprodotte su pellicola, che a farla scorrere sullo schermo a volte mi sentivo come chi va in barca con il mare grosso!!!

Questa sera di Ferragosto, dopo una bella giornata trascorsa qui a Cheverel con gli amici per un bel pranzo a base di “Condigiun” preparato da Giusy e con negli occhi ancora lo sfondo delle Alpi che ci faceva da quinta scenografica, avendo già fatto tutti gli articoli che avevo in programma, mi sono messo a sfogliare, così come facevo ai tempi dell’Università, le pagine de “l’inchiostro fresco”.

E subito mi sono sentito preso dai ricordi e da quell’avventura editoriale che mai avrei pensato di intraprendere. Ma la vita è così: ti porta su strade nelle quali ci si ritrova quasi per caso e forse il bello della vita stessa è proprio questo!

E io, nel 1998 in questo mondo editoriale, anche se la carta stampata per me è sempre stata una passione, mi ci ritrovai quasi per caso, quando l’allora Sindaco di Capriata d’Orba (Al), mio paese d’origine, Pier Sandro Cassulo (non siamo parenti ma il cognome è molto comune come ad esempio Pascal qui in Valle d’Aosta), mi disse: “In Consiglio comunale mi affanno a prendere provvedimenti e a illustrarli per bene e il giorno dopo in paese queste mie iniziative vengono distorte se non addirittura manipolate. Avrei bisogno di in giornale per potere illustrare con puntualità quanto faccio e aprire anche un dibattito tra la gente. Potresti aiutarmi?”.

Detto fatto e il mio giornalino universitario, “l’inchiostro fresco”, si trasformò così in un giornale di paese e nacque anche l’idea di dargli una patria, un suo radicamento territoriale, e così ci inventammo una città che ancora non c’era, “Rondinaria la città dei paesi”, ma che nel prossimo futuro dovrà nascere perché è ormai nell’ordine delle cose la fusione dei piccoli comuni in un’unica realtà amministrativa omogenea.

Oggi, nella tranquillità ferragostana di questa bella Valle d’Aosta dove, sempre per caso, sei anni fa mi sono ritrovato a viverci in pianta stabile, sfogliando l’archivio delle pagine online de “l’inchiostro fresco”, il ricordo di questa cavalcata sulle ali della libertà, che sono le ali che solo un giornale ti possono dare, ho rivissuto quei giorni.

Giorni nei quali ho spesso sacrificato l’affetto per le mie persone più care, ma ero così preso dal mio da fare che non me ne rendevo conto e solo ora provo dentro di me un grande desiderio di salire su “una macchina del tempo” e tornare indietro e abbracciare in primo luogo i miei genitori.

Ma non si può e allora non resta altro che scrivere queste poche righe e dedicare loro questo ricordo, ripubblicando qui sotto il link dell’articolo che mi è saltato fuori scorrendo le pagine d’archivio de “l’inchiostro fresco”.

Un articolo che riassume il ricordo di un’avventura condotta assieme a tanti amici che è stata unica e che continua, sin che posso, anche qui in Valle d’Aosta, perché un giornale serve in ogni luogo in quanto deve essere la voce della coscienza collettiva.    

 Un abbraccio da Gian Battista Cassulo

UN RICORDO DE “L’INCHIOSTRO FRESCO”

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