
Una trentina di cappelle di montagna, ponti tra le generazioni
La Salle si rivela come un paesaggio vivo, intessuto di una trentina di villaggi che sfidano le altitudini, baciati dal sole e collegati da antichi sentieri.
In questo contesto, le cappelle di montagna non sono semplici edifici, ma il battito di una comunità che nei secoli ha trasformato la fede in architettura.
Ogni borgo rurale ha custodito il proprio piccolo oratorio, un rifugio spirituale nato per invocare protezione contro le durezze della vita alpina e l’isolamento dei lunghi inverni. Dagli affreschi trecenteschi di Ecours alla suggestiva rappresentazione del Giudizio Universale a Charvaz, fino ai santi protettori dipinti sulle facciate di Cheverel, ogni cappella è un libro aperto sulla devozione popolare.


Giudizio Universale a Charvaz

In questo straordinario mosaico di storia e fede si inserisce la piccola cappella di Grassey. Edificata nel 1724, come attesta l’incisione sulla trave di colmo impreziosita dagli stemmi sabaudi, questa struttura è una rara sintesi di espressione artistica e sentimento religioso. All’interno l’aula rettangolare accoglie il fedele con la bellezza del suo altare rococò, dove le figure di San Gottardo, San Pietro e della Vergine sembrano vegliare sull’ambiente. La venerazione per San Gottardo, il vescovo benedettino caro ai mercanti milanesi che ne diffusero il culto lungo le Alpi, culmina ogni anno il 17 agosto: una festa che supera i confini del villaggio per diventare un abbraccio collettivo, un momento sacro in cui residenti, villeggianti e viandanti si ritrovano uniti nel segno della tradizione.
Questi luoghi non sono solo pietra e legno, ma ponti tra le generazioni.
Testimoniano come la storia non sia fatta solo di grandi monumenti, ma di dettagli minuti: una rosetta incisa a compasso, un crocifisso di fattura popolare o il suono di una campana che chiama a raccolta. Sono percorsi tracciati nell’anima del territorio che ci ricordano, in un mondo che corre sempre troppo veloce, l’importanza vitale del sentirsi parte di una comunità.
Sostare tra le mura di questi piccoli oratori, avvolti nel silenzio contemplativo, offre l’opportunità di riallacciare i fili con le proprie origini.
Qui tra le vette silenziose, si riscopre la bellezza autentica di una spiritualità che ancora oggi, sostenuta dall’impegno del Parroco di La Salle nel preservare tali tradizioni secolari, continua a irradiare calore e speranza nell’animo di chi sa porsi in ascolto.
Luca Pereno








