Monfrà Jazz Fest

Monfrà Jazz Fest

Cala il sipario sul Monfrà Jazz Fest: un bilancio in numeri e volti di un festival diffuso che porta il jazz come lingua senza passaporto e il  Monferrato come punto di partenza, non come confine

Si chiude con il Vol. 9.3 dedicato a Wine & Spirits la nona edizione del Monfrà Jazz Fest: tre province, dieci comuni, diciannove giorni di festival distribuiti in tre tappe, giugno, agosto e settembre, oltre alle anteprime di maggio, nel paesaggio del Monferrato Patrimonio UNESCO.

Un bilancio che racconta un festival sempre più radicato nel territorio: trentasei tra spettacoli e concerti, distribuiti su ventitré sedi di evento, quattro prime assolute e una residenza artistica, affiancati da due laboratori e da quindici tra passeggiate, trekking e visite guidate alla scoperta del territorio. Non sono mancati i momenti di convivialità, con sette degustazioni tra distillati, vini e tartufi, street food gourmet, tapas e proposte di ristorazione rigorosamente monferrine, oltre a tante merende sinoire condivise tra pubblico e artisti. Tutto questo con oltre 5000 presenze complessive e la maggior parte dei concerti sold out, nonostante trentacinque gradi all’ombra di giorno e notti che, anche a tarda ora, non scendevano sotto i ventisette gradi. Un caldo che non ha fermato un pubblico arrivato sempre più spesso da fuori regione, e che si è sentito sempre più parte di una comunità.


Il tema: da Semi di Jazz a Terre di Jazz

Il tema, Terre di Jazz: Continenti Sincopati e Isole Fuori Rotta, porta il jazz come lingua senza passaporto: dialogo tra geografie, generazioni e radici piantate altrove. Il Monferrato come punto di partenza, non come confine. Il tema prosegue un percorso avviato con “Semi di Jazz: Fughe e Ritorni”, esplorando tanto il jazz e le sue molteplici influenze, quanto il Monferrato stesso come territorio dalla natura orografica differente, marna, vigne, risaie, boschi, un paesaggio da attraversare alla scoperta di borghi e castelli come fossero un arcipelago di isole, ciascuna con un proprio tesoro da scoprire.
Un tema che apre la strada alla prossima edizione, che nel 2027 festeggerà i dieci anni di festival e i vent’anni di attività dell’Accademia Le Muse, nata il 21 dicembre 2007. Un anno di festa che si prepara con la prima edizione del ‘dium JAZZ FEST al Teatro Palladium di Roma, in collaborazione con Università Roma Tre e BiJ Records, di cui Le Muse cura la direzione artistica e di produzione.

Il racconto jazz di un territorio

Il MonJF non è un festival che giustappone un main stage internazionale a un contorno locale: è, fin dalla sua natura, il racconto jazz di un territorio, costruito attraverso format diversi, dai concerti cartolina nei belvedere e nei borghi, ai concerti degustazione tra vigne e distillerie, fino ai concerti boutique in spazi più raccolti, che convivono nello stesso cartellone con gli appuntamenti principali. In questo racconto il livello artistico resta internazionale a ogni tappa: nel 2026 il festival ha ospitato Paolo Fresu, Rita Marcotulli, Danilo Rea, Fabrizio Bosso, Daniele Di Bonaventura e Viden Spassov, tra i nomi più riconosciuti del jazz italiano ed europeo, insieme a due artisti di calibro internazionale come Israel Varela, tra i batteristi più richiesti della scena jazz e flamenco europea, e Javier Girotto, sassofonista tra i protagonisti del jazz latino in Italia. A questi si sono affiancati progetti arrivati da tutta Europa, dalla Svizzera con Knobil e Lea Gasser, dalla Spagna con Sara Sanchez, dalla Grecia con Sarita Schena e Mihalis Kalkanis, fino alla presenza extraeuropea di Martux_M dall’Argentina.


È in questa stessa cornice che il festival ha dato spazio a esordi e a giovani artisti: sedici dei trentasei concerti in cartellone hanno visto protagonisti musicisti under 35, tra cui Matteo Paggi, ormai una star internazionale, e Mattia Basilico, a conferma che la giovane età, nel cartellone del MonJF, non è mai sinonimo di acerbo o minore. Accanto a loro, una presenza femminile importante: in undici concerti su trentasei una donna è autrice, leader o figura centrale del progetto, un dato che racconta il fermento di compositrici e bandleader che sta attraversando la scena jazz di oggi. E la presenza costante di artisti del Monferrato e del Piemonte in questo stesso cartellone non è solo una scelta di programmazione, ma un presidio: di sostenibilità, di inclusività, di parità di genere e di sostegno ai giovani talenti nell’avvio alla professione.

Da giugno a settembre: le tre tappe dell’edizione

Il viaggio del Vol. 9 è cominciato a giugno con i main concert al Paraboloide di Casale Monferrato, location insolita e suggestiva che ha ospitato gli artisti di maggiore caratura internazionale della stagione. Ad agosto il festival si è spostato on the road nella Valcerrina, con quattro concerti cartolina tra i belvedere e i borghi di Montiglio, Gabiano, Mombello e Cantavenna, protagonisti Lea Gasser, Knobil Trio, Alfonsina 5et e Matteo Paggi. Il Vol. 9.3, dedicato al tema Wine & Spirits, ha chiuso l’edizione a settembre tra vigne, castelli e distillerie del Monferrato.

Si è aperto venerdì 11 settembre agli Spalti del Castello di Casale Monferrato con Filaments of Existence e «Seeking No Salvation», di Camilla Collet e Giorgio Giacobbe, preceduto dalla visita al Centro Studi Paolo Desana sulla storia della legge DOC e da una degustazione dei vini Ca’ Nova di Cella Monte. Concerto sostenuto da Nuovo Imaie.

Sabato 12 settembre la giornata si è aperta con Saxofollia e il concerto in vigna «Meridiani» da Vini Angelini a Ozzano Monferrato, tra passeggiate, degustazioni e pranzo in vigna, per proseguire in serata alla Distilleria Magnoberta di Casale Monferrato con i Seven Seas e «Root Music», tra visite guidate, degustazione di distillati e street food gourmet a cura di Cicin & Barlichin.

Il festival si è chiuso domenica 13 settembre a Vallestura, Odalengo Grande, con il concerto «Recall» di Raffaele Fiengo 4et, preceduto al mattino da un trekking nella Valcerrina tra tartufaie, boschi e vigneti e seguito da un picnic monferrino con degustazione del Baratuciat, dal vino al vermouth, in collaborazione con Crealto e The Spiritual Machine. Concerto sostenuto da Nuovo Imaie.

Monfrà Jazz Fest – dichiarazioni

«Un territorio che si trasforma in parte attiva del progetto, e un pubblico che si apre sempre di più alle presenze fuori regione. Sono numeri che raccontano una crescita reale, ma dietro ogni numero ci sono i sorrisi e i momenti indimenticabili che hanno reso questa edizione speciale». 
Ima Ganora, direttrice del Festival e presidente dell’Accademia Le Muse.

«Diciannove giorni di festival, in tre tappe diverse sotto il sole di un’estate che non ha risparmiato nessuno, sono il segno di una macchina organizzativa che ha retto grazie a uno staff e a volontari straordinari. Portare la musica di così alta qualità in dieci comuni diversi, tra borghi, vigne e distillerie, non è mai stato scontato, e vederlo funzionare ci ripaga di ogni fatica».
Luigi Andreone, direttore di produzione del Festival.

ACCESSIBILITÀ E SOSTENIBILITÀ

La sostenibilità è uno dei cuori del MonJF, declinata su tre livelli. Sul piano ambientale, il festival lavora sulla gestione degli impatti, dalla scelta dei materiali di comunicazione alla progettazione degli spazi, aderendo ai CAM Green Fest e alla rete Jazz Takes The Green. Sul piano sociale, il festival investe nell’accessibilità fisica e sensoriale di ogni venue, aderendo all’Agenda della Disabilità promossa da Fondazione CRT per Piemonte e Valle d’Aosta, e nel sostegno ai giovani talenti nell’avvio alla professione. Sul piano economico, il festival sceglie di lavorare con filiere locali, dalla ristorazione alle degustazioni, fino ai partner tecnici del territorio, generando un indotto diretto per il Monferrato e per le realtà che lo abitano.

PARTNER e SOSTENITORI

Il festival è organizzato da Le Muse Accademia Europea d’Arte con il riconoscimento triennale del Ministero della Cultura – FNSV 2025–2027. È membro di I-Jazz e di Jazz Takes The Green, con partnership internazionali attive in ambito europeo. Ha ricevuto il Premio Nuove Direzioni 2025, Premio attenzione al jazz italiano 2024 da parte della Federazione Nazionale Jazz Italiano.  È sostenuto dal Comune di Casale Monferrato, dall’Unione dei Comuni della Valcerrina e da enti pubblici, privati e imprese del territorio.

Partner istituzionali: Ministero della Cultura · Regione Piemonte · Comune di Casale Monferrato · Unione dei Comuni Valcerrina (Comuni di Cereseto, Gabiano, Mombello, Odalengo Grande, Villadeati) · Comune di Trino · ATL Alexala · Consorzio GranMonferrato · Strade del Riso Piemontese · UPO – Università del Piemonte Orientale · Comitato Casale Capitale della DOC
Partner scientifico: Parco del Po Piemontese
Partner di rete: I-Jazz · Jazz Takes the Green · Agenda della Disabilità
Con il supporto di: Fondazione CRT · Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria · Nuovo Imaie
Sponsor: Krumiri Rossi Portinaro · Rolandi Auto · L’Occasione d’Oro
Content Partner: Area907 Buzzi Unicem · Magnoberta · Paolo Angelini · Consorzio dei Vini Colline del Monferrato Casalese · Retreat Monferrato · I Love Cantavenna · La Cantinetta Resort · Amici di Cereseto · Diocesi di Casale Monferrato · La Fabbrica di Santa Caterina ETS · Fondazione Casale Ebraica · FORAL · Cooperativa Vedogiovane
Partner tecnici: Madamò Srl · Cicin Barlichin · Cosmo

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info e photogallery by Ufficio stampa MonJF PiemonteMonica Massa www.monjazzfest.it

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