“TAPPETO MOBILE” di Loris Maria Marchetti

Tappeto Mobile è un’interessante e raffinata raccolta di racconti dell’autore torinese Loris Maria Marchetti

La principale caratteristica di Tappeto Mobile è la presenza di un’unica voce narrante che percorre tutte le vicende, una voce che a volte è quella del protagonista a volte è quella di un osservatore esterno e distaccato

Un punto di vista che potrebbe anche essere parzialmente autobiografico, in particolare nei primi racconti come “Il compagno Rodolfo” o “I cancelli di Mirafiori” e “Letterature Comparate” nella quale riemergono evocati dalla voce narrante personaggi significativi della gioventù del protagonista: dal signor Pairetta, guardiano dei cancelli e dello stabilimento Fiat di Mirafiori amatissimo dai ragazzini dello stabile all’enigmatica Ilaria Visdomini, l’amica che lo sceglie come suo cavaliere per il ballo delle diciottenni al Circolo Ufficiali per poi scomparire dalla sua vita.

Un’amicizia amorosa di lunga durata tra i due protagonisti, l’artista Jacopo Valli ed Elisa, è il tema del racconto Il Vernissage.

Ermetico e di grande fascino anche il breve racconto Una Famiglia, che affronta con il tema dell’infedeltà coniugale negli ambienti alto-borghesi della Torino degli anni Cinquanta.

In Brividi Neri il viaggio dei due giovani protagonisti è tutto costruito sull’equivoci relativi all’identità della ragazza. Il racconto è impreziosito da personaggi quasi surreali, come l’inopportuno corteggiatore dal quale la protagonista Cristina chiede al protagonista di essere salvata o il gatto nero. Il nero, come racconta il titolo, è la cifra dominante di questo racconto.

In Colonna Sonora, ambientato al giorno d’oggi, la nostra voce narrante racconta attraverso la forma desueta della lettera cartacea un vivido sogno erotico del quale è protagonista una donna, Lavinia, con l’intento di risvegliare anche in lei un’antica passione sopita e mai vissuta dal protagonista.

La raccolta Tappeto Mobile è caratterizzata da una scrittura suadente, raffinata, una prosa in un certo senso inattuale vicina per alcuni aspetti a quella di alcune opere di autori del decadentismo europeo come D’Annunzio e Huysmans.

Co-protagonista dei primi racconti è anche la città di Torino, nella duplice veste di città del lavoro e dell’auto e di antica capitale del regno sabaudo con i suoi caffè e le sue architetture dal gusto più francese che italiano.

Interessante è anche l’uso di di una voce narrante che si pone in alternativa come protagonista e come spettatore delle vicende.

                                                 Andrea Macciò

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.