A Cremolino prima l’alluvione ora la quarantena

Pubblichiamo qui di seguito una riflessione del Dott. Fausto Lodi raccolta da Samantha Brussolo di inizio mese su l’emergenza Covid 19 in un piccolo paese dell’Alto Monferrato, uno dei tanti paesi dell’ovadese da dove è partita una spontanea raccolta firme per il ripristino immediato delle celebrazioni eucaristiche, come si vede cliccando sul link qui riportato

https://www.citizengo.org/it/178853-ripristino-immediato-celebrazioni-eucaristiche-con-i-fedeli?tcid=69339680

Come si vive l’emergenza COVID 19 in un piccolo paese

L’emergenza sanitaria che sta colpendo con varia intensità non solo l’Italia ma il mondo intero ci fa riscoprire improvvisamente fragili, disarmati e impotenti di fronte ad un avversario nuovo, difficile da intercettare e come tale da combattere. Un mondo che tutto a un tratto si scopre piccolo. Un’epidemia nata in luoghi lontani e che nel giro di poco tempo abbiamo ritrovato fuori dalla porta di casa di ognuno di noi. Un momento difficile ed epocale, paragonabile ai più grandi stravolgimenti del 900’ dei quali sono stati testimoni i nostri padri e i nostri nonni. Una guerra che siamo chiamati a combattere e che come altre importanti guerre sarà storia per le generazioni future. Ad esprimere le sue sensazioni in proposito è il dott. Fausto Lodi (contattato a distanza rispettando tutte le restrizioni di spostamento imposte), consigliere del Comune di Cremolino, paese fortemente colpito nei mesi scorsi dall’emergenza maltempo e che ora invece si ritrova ad affrontare come tutti un pericolo sanitario mondiale.

Dott. Lodi voi state cercando di risollevarvi con grande impegno, giorno dopo giorno, dalle difficoltà causate dal maltempo dei mesi scorsi. Questo pericolo globale però, a differenza di altri stravolgimenti, è invisibile e difficile da gestire. Cosa ne pensa?

“Con grande fatica e generosità i nostri Padri e i nostri Nonni, hanno voluto fare un regalo alle generazioni future e facendo tesoro anche dei loro errori, ci hanno donato la Costituzione e con essa la nostra Repubblica democratica. Loro venivano tutti da due terribili guerre mondiali. Nella speranza che tragedie del genere non accadano mai più, noi non sappiamo, come disse Einstein, con quali armi saremo chiamati a combattere una eventuale terza guerra mondiale, ma soprattutto non abbiamo neanche ancora capito da che parte e come arriveranno gli attacchi e i colpi peggiori. Certamente, anche noi, come accaduto nel passato, useremo i mezzi migliori del nostro tempo per difenderci e sembra proprio che questa volta e per molti la strana guerra mondiale del XXI Secolo si combatta stando seduti e calmi sul divano di casa. Per vincerla sarà importante farlo, ma ancor più importante e determinante sarà il capirlo con forte passione e partecipazione. Farlo per tutti e in particolar modo ringraziando coloro che in questa incredibile guerra mondiale sono eroicamente in primissima linea e a contatto con il “nemico” in ogni momento della loro lunga giornata. Parlo soprattutto di medici, infermieri, volontari, ma anche forze dell’ordine e lavoratori che ci garantiscono i servizi e con essi tutti i beni di prima necessità”.

In questa nuova guerra sono loro i veri soldati al fronte che non devono essere lasciati da soli a combattere. Ognuno può fare la propria parte per supportarli…

“Mi spingo oltre i continui richiami a stare in casa da parte delle Istituzioni, degli artisti, degli intellettuali, di tutte le persone sagge e avvedute. Scrivo, con la certezza che l’ostacolo non si supera con le scorciatoie di comodo, con le marinature o le stupide e facili trasgressioni. Ogni ostacolo si supera confrontando la difficoltà con le nostre forze. Nel caso ci sentissimo perdenti non è certamente con il disinteresse, con l’abbandono o con la fuga che troveremo mai una possibile via vincente, tantomeno onorevole. L’ostacolo più è grande più si supera con il contributo di tutti e anche chi si sente inadeguato, perché portatore di un solo mattone, è determinante nella costruzione della grande casa comune. Quella casa comune nella quale ognuno deve esprimere liberamente e coscienziosamente il meglio di sé, contribuendo a proporre, migliorare e adeguare idee e progetti per il bene di tutti. Quel bene comune e primario da ricercarsi unicamente in quella casa, lasciata dai nostri Padri e dai nostri Nonni e che è l’unico pane del quale può alimentarsi una democrazia come la nostra, democrazia talvolta confusa e pasticciona ma, come abbiamo avuto modo di vedere in questi giorni, la migliore del mondo!”.

Samantha Brussolo

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