DA ROSSIGLIONE AD OVADA VIA STRADA DEL TERMO

Nel 2010 mi avventurai sulla strada del Termo. Era già da alcuni anni che portavo “l’inchiostro fresco” in Valle Stura e volevo conoscere meglio quei posti a partire dagli antichi collegamenti tra la Liguria e il basso Piemonte

E così da Rossiglione mi arrampicai su per la tortuosa “Strada del Termo” e per me fu una scoperta veramente incredibile. Lasciata la strada del Turchino e fatti pochi tornanti, mi ritrovai infatti in uno scenario che meglio si sarebbe potuto trovare tra le montagne della Val d’Aosta: mandrie di mucche e vasti pascoli alternati a picchi di montagna.

Un paesaggio rustico ma dolce allo stesso momento, quasi un angolo di un’altra vita ad un passo dal frenetico movimento cittadino.

E mi fermai anche in un accogliente agriturismo: il “Lavagè” dove una simpaticissima signora mi offrì gustosi prodotti della sua fattoria!

Poi la discesa su Ovada, passando davanti ad una cappella votiva dedicata alla Madonna del Rosario, con la strada che all’improvviso diventava sterrata per ritrovarmi tra le belle case di Costa d’Ovada, quasi un villaggio saltato fuori da un racconto di fiabe!

E fu lì che mi venne da pensare che queste strade, se ben recuperate, avrebbero potuto rappresentare un formidabile strumento per incentivare il turismo locale, ma rappresentare anche una via di fuga alternativa in caso di calamità a valle.

E proponemmo in più sedi l’asfaltatura anche del tratto pimontese di questa strada che poi fu realizzato, con nostra grande soddisfazione, alcuni anni dopo.

Gian Battista Cassulo

2 Replies to “DA ROSSIGLIONE AD OVADA VIA STRADA DEL TERMO”

  1. E si vantano pure della asfaltatura!!
    Quel tratto di strada bianca era magico, un ricordo dell’Italia anni Cinquanta, eppure scorrevole e affidabile. Tutto cancellato da un nastro di bitume nero. Ha perso la magia… e ha anche perso un turista, visto che non ci sono più tornato da allora,

  2. Sì capisco l’amarezza per vedere un ambiente “rovinato” da un intervento di adeguamento stradale!!!!! Anche se le cosiddette “strade bianche” sono una caratteristica dell’ambiente montano, lì serviva un intervento di riqualificazione, che poi si è reso utile quando l’ex strada statale del Turchino è stata interrotta per due anni in seguito ad alcune frane e per l’alluvione del 2019. Concordo comunque con lei che i lavori di asfaltatura e di riqualificazione viaria sono stati fatti male e con pressapochismo. Si poteva cogliere l’occasione di quei lavori per creare ai lati della strada aree picnic, piantumazioni ad hoc, recupero della cappella sita in territorio ovadese ed uso di un asfalto drenante e colorato verde. Ancora un cordiale saluto e un grazie per l’intervento da GB Cassulo

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