LE ABITAZIONI DEL 2000 E IL LAVORO “DA REMOTO”

Questo Covid che si è portato via la nostra libertà di movimento, ci ha regalato però una nuova prospettiva: quella del lavoroda remoto” ossia svolto nell’ambito della propria abitazione.

Se vogliamo si potrebbe dire che questa nuova prospettiva altro non sia che un ritorno al passato quando le abitazioni ospitavano la cosiddetta famiglia patriarcale e nelle abitazioni ci si viveva e ci si lavorava.

Era quello più che altro il lavoro connesso al mondo agricolo o dell’artigianato: si filava la seta o si creavano oggetti artistici o per usi domestici.

Oggi invece il ritorno al lavoro svolto all’interno delle cosiddette “quattro mura domestiche” è dovuto al salto tecnologico che con Internet ci ha portato il mondo in mano.

Intendiamoci, non tutti i lavori possono essere svolti presso la propria abitazione, ma moltissimi, soprattutto quelli legati ad attività impiegatizie, intellettive e creative, certamente sì.

È il caso di una redazione di un giornale. Se si esclude il momento di incontro del Direttore responsabile con i suoi redattori, “il cenacolo”, che si può tranquillamente svolgere in video conferenza, tutto il resto, dopo la caccia di notizie sul territorio, è possibile farlo a casa propria, di fronte al computer.

In questo senso la redazione de “l’inchiostro fresco” si è adeguata alle nuove esigenze e, dismessa la classica redazione centrale, ne ha creato una diffusa sul territorio con i suoi collaboratori che interagiranno usando la moderna tecnologia offerta dai computer.

E così anche le abitazioni stanno cambiando volto, come appunto quella del sottoscritto che ha fatto cablare dalla ditta S,M.A. di Pasturana il proprio alloggio per potere lavorare da remoto e, in collegamento con gli amici de “l’inchiostro fresco”, continuare a dare alle stampe via etere il giornale sempre diretto da Marta Calcagno in edizione online!

Gian Battista Cassulo

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